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mercoledì 12 aprile 2017

Un sito archeologico ricoperto dalla "monnezza": il triste destino del complesso di Cento Colonne

I reperti archeologici sono spesso sepolti, ma a Velletri questo accade in maniera più anomala: non per mancanza di scavi, bensì per abbondanza di spazzatura. E' il caso del complesso romano di Cento Colonne, in via Capanna Murata.

VELLETRI - Una cisterna per la conservazione dell'acqua e i resti di una villa romana, infatti, giacciono sotto il livello della strada protetti da cumuli di rovi e di spazzatura.
Il rinvenimento del sito, che risale al 1910 grazie all'opera dallo storico veliterno Augusto Tersenghi, fu di quelli importanti: una pianta rettangolare di oltre 40 metri di lunghezza e 23 di larghezza, con cinque gallerie parallele ad archi e una copertura a volta con parametro in opus mixtum. Al di là dell'analisi archeologica, che lasciamo ai più competenti in materia, è incredibile come questo sito - di grandissimo interesse culturale e incastonato tra due proprietà agricole private ma su terreno pubblico - resti alla mercé dei vandali e degli incivili. Nonostante il vincolo apposto con decreto risalente al 21 giugno 1957, infatti, il complesso di Cento Colonne sopravvive in mezzo ai topi e ai rifiuti di ogni tipo: frigoriferi, siringhe, televisioni, damigiane, ferraglia, vasi, elettrodomestici guasti, materassi, mobili vari e lamiere.
Questo e tanto altro è quello che si può osservare semplicemente affacciandosi dal ciglio della strada, nonostante i numerosi rovi lascino intravedere delle splendide arcate romane e i resti della struttura. Il complesso archeologico è accessibile a tutti gli spericolati, ma soprattutto in molti tra gli abitanti della zona ricordano come nei tempi del dopoguerra furono assiepate proprio sotto le gallerie romane una serie di ordigni inesplosi che sarebbero dunque ancora nelle potenziali condizioni di far male. La valorizzazione del territorio, però, parte anche dal recupero di questi siti che seppur non localizzati in centro come accade per l'area delle Stimmate possono essere ripuliti, messi in sicurezza, riaperti al pubblico e rappresentare dei mini-nuclei di un unico grande parco archeologico.

Sul sito del Comune di Velletri (CLICCA QUI PER LEGGERE), nel descrivere l'abbondanza di reperti e resti presenti nel territorio, pur constatando che "si tratta ormai di pochi ruderi di muri coperti di rovi oppure inglobati in abitazioni moderne", è specificato come facciano eccezione "le strutture di Cento Colonne (n. 28) e Civitana (n. 29) che conservano ancora parte della loro imponenza. Anche nella zona rurale non mancavano i luoghi di culto; in particolare sono noti quelli dell’Algido, di La Parata, Soleluna (n. 32) e Colle Ottone". L'appello che il nostro Giornale vuole rivolgere ufficialmente all'assessore all'Ambiente Luca Masi e alla Volsca Ambiente, dunque, con le opportune cautele dovute alle non trascurabili voci di ordigni inesplosi, è quello di prevedere una giornata sul modello di quel "Puliamo il buio" che vide ritornare alla luce Ponte di Mele, grazie al gruppo speleologico Egeria e al Gruppo Archeologico Veliterno.
Ma il sito di Cento Colonne, pur non essendo vastissimo, è affascinante e facile da rendere fruibile ai cittadini: dopo la ripulitura e la messa in sicurezza, un'adeguata cartellonistica ed un percorso guidato con scalinata in legno per scendere e segnaletica anti-infortunistica potrebbero essere le proposte giuste da tenere in considerazione per valorizzare questi angoli di campagna veliterna in una zona ricchissima di reperti (la regina viarum è a pochi metri in linea d'aria, così come lo stesso Ponte di Mele, altro sito da ritirare fuori in quanto meritevole di ben altra sorte rispetto al ruolo di immondezzaio cui è relegato attualmente). La speranza è che Cento Colonne perda l'appellativo di "Cento Schifezze", più consono alla situazione odierna, e torni a risplendere nell'ottica di una valorizzazione - con investimenti economici alla portata - di queste micro-aree che però rappresentano pietre miliari della storia di Velletri. Seguiranno sviluppi e il nostro Giornale metterà in campo tutto ciò che è necessario alla sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni per restituire a Velletri questo splendido sito archeologico.

Le foto sono state scattate dal ciglio di via Capanna Murata, luogo da cui presumibilmente vengono anche scaricati i rifiuti.