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venerdì 14 aprile 2017

L'assessore Luca Masi contro gli attacchi sulla società: "Nessuno tocchi la Volsca"

L’assessore Luca Masi interviene sulla gestione della società pubblica e difende l’operato del management.

Comunicato stampa a cura di Luca Masi


VELLETRI - La successione di articoli confusi sulla gestione della Volsca, e gli attacchi politici e strumentali delle opposizioni, hanno stimolato l’intervento dell’amministrazione comunale di Velletri per mettere ordine alle informazioni sparpagliate che raccontano storie verosimili ma non certo reali.
Per completezza dell’informazione ricordiamo subito che la società sottoposta a concordato è la Volsca Ambiente Spa mentre quella operativa è la Volsca Ambiente e Servizi Spa. Una precisazione necessaria poiché si cerca sempre di confondere le due società che hanno identità giuridica, storia e reputazione completamente differenti. È bene, ricordare subito, che l’amministrazione guidata dal sindaco Fausto Servadio, nel 2008, ha ereditato la società Volsca Ambiente Spa praticamente fallita con un buco di circa 30 milioni di euro di debiti frutto di una gestione subalterna a quella comunale. La società veniva infatti utilizzata dalla precedente amministrazione di centro destra per coprire e sostenere spese altrimenti impossibili con il bilancio pubblico disastrato. Riprova ne è il dissesto del Comune di Velletri dichiarato nel 2009 che ha portato l’Ente comunale ad avviare la procedura straordinaria di liquidazione che si è conclusa lo scorso anno. Migliaia di pagine pubbliche attestano come venivano gestiti i fondi dagli amministratori di allora per i quali è aperta anche una procedura presso la Corte dei Conti che si concluderà, verosimilmente, con una condanna di risarcimento per la comunità. Parallelamente dopo aver tentato di ripianare i danni prodotti in precedenza, i soci della partecipata hanno deciso di avviare le procedure per il concordato preventivo e dare vita a una newc, appunto la Volsca Ambiente e Servizi Spa, in grado di ereditare la gestione dei rifiuti dei comuni soci di Albano, Velletri e Lariano. Procedura portata a termine sotto il rigido controllo del Tribunale di Velletri e con il voto favorevole della stragrande maggioranza dei creditori chirografari tra i quali, anche se non determinate, quello della Banca Popolare del Lazio. La gestione della bad company, Volsca Ambiente Spa, è stata affidata, dal Tribunale di Velletri agli organi della liquidazione che stanno provvedendo in tal senso, sulla base delle linee indicate nel concordato accettato da tutti i creditori, Banca Popolare del Lazio compresa. I rapporti tra la società scissa e la procedura concordataria si sono limitati alla restituzione del patrimonio netto da parte della scissa, così come stabilito nel decreto di omologazione del 4 dicembre 2010, dal Tribunale di Velletri a firma del dott. Antonino La Malfa, nella misura “di €2.595.383,00 che dovrà essere oggetto di restituzione all’attivo della procedura concordataria a titolo di cessione del marchio, con pagamento rateizzato in 72 rate mensili oltre interessi legali” Rate che la nuova società, nel puntuale rispetto degli impegni assunti, terminerà di pagare nel prossimo mese di giugno 2017. Alcun’altra obbligazione lega o potrà mai coinvolgere giuridicamente uno dei Comune soci con la procedura concordataria della Volsca, né tanto meno la attuale Volsca Ambiente e Servizi SpA, che estinto il proprio debito, potrà legittimamente richiedere la cancellazione della garanzia reale concessa a favore della procedura concordataria sui propri beni immobili a garanzia del pagamento delle rate avanti indicate. Dunque tutte le illazioni sui fantomatici debiti della nuova Volsca appartengo solo alla malafede di certi personaggi. In tale quadro chiaro e privo alcun dubbio giuridico, è poco comprensibile l’istanza per la risoluzione del concordato con richiesta contestuale di fallimento della vecchia Volsca presentata dalla Banca Popolare del Lazio peraltro con evidente superficialità come attesta l’ordinanza del Tribunale di Velletri del 27/2/2017 che per difetto di competenza invita la stessa banca a rivolgersi, eventualmente, al Tribunale di Roma. Senza volersi sostituire all’organo giudiziario, nel caso il procedimento dovesse andare avanti, che ben saprà assumere la propria decisione, pare che la Banca abbia presentato l’istanza non tenendo conto dei propri interessi e comunque in contrasto con la responsabilità sociale e ambientale che ha sempre dimostrato di sostenere concretamente. Risulta infatti che, nella remota eventualità in cui dovesse essere accettata la richiesta di risoluzione del concordato con dichiarazione di fallimento della Volsca Ambiente Spa in liquidazione concordataria, ci sarebbe un aggravio di costi a favore dei creditori privilegiati a scapito della massa dei creditori chirografari (tra i quali la Banca) di circa €4.000.000,00, con la conseguenza che i chirografari potrebbero vedersi depauperare la quota di riconoscimento del proprio credito di ben €4.000.000,00 complessivamente pari a circa il 40% del rispettivo credito. Eventuale danno che detti creditori potrebbero richiedere alla stessa Banca, promotrice dell’azione giudiziaria in apparente contrasto con gli interessi dei soci che vedrebbero evaporare gran parte dei potenziali utili per l’anno 2017. E comunque è strano verificare come la Banca abbia agito con modalità differenti rispetto al passato, basta ricordare che nell’anno 2006 la Volsca veniva affidata dalla Banca Popolare del Lazio per circa €1.500.000,00 di anticipo fatture, il tutto senza che fosse, allora, richiesta dalla Banca alcuna garanzia reale, quella stessa garanzia reale che al contrario il Tribunale, evidentemente, ha richiesto in sede di concordato per garantire la restituzione del patrimonio netto. Ricostruito il fatto storico, non resta che giungere alle inevitabili (attesa la natura umana) conclusioni: nel momento in cui la traballante giunta di centro destra aveva fame di denaro per sopravvivere alle proprie malefatte e dopo aver affogato le aziende partecipate con il famoso mutuo trovò incomprensibile appoggio nell’ottenere facilitazioni finanziarie proprio dalla Banca. Perché questa disparita di approccio? Forse non si fa peccato a pensare che si tratta di vicende riconducibili nella battaglia per il controllo della governance della Banca Popolare del Lazio che vede proprio l’avvocato Guidaldi nella sua qualità di membro del Cda dell’istituto di credito, continua ad essere bersagliato da attacchi personali e strumentali. Talmente strumentali da essere indicato addirittura come candidato sindaco del Comune di Velletri; altra fantasia: Piero Guidaldi non ha mai espresso alcuna volontà di assumere un ruolo politico e, credo, mai lo farà! Un coacervo di interessi si è coagulato e sta seminando veleni e falsità con lo scopo probabilmente di gettare fumo negli occhi degli ignari cittadini molti dei quali anche soci della Banca Popolare del Lazio. Nulla a che vedere con una battaglia di successione politica ma al contrario una vera e propria caccia all’uomo che sembra non avere fine e che rischia di cagionare danni d’immagine alla Volsca Ambiente e Servizi Spa, società sana che sta producendo risultati lusinghieri nel panorama nazionale, tanto da essere continuamente indicata quale punto di riferimento per una sana gestione dell’ambiente. L’amministrazione ovviamente, combatterà per difendere le decisioni prese in questi anni che hanno avviato una rivoluzione culturale non solo nella gestione dei rifiuti, materia nella quale siamo riconosciuti quale punto di riferimento a livello nazionale, ma anche e soprattutto nella gestione economico e finanziaria di una società partecipata, che a fronte di costi inferiori ad ogni altra città similare, riesce anche a produrre e distribuire utili a favore dei propri soci, circostanza sicuramente più unica che rara. Solo per usare un termine di paragone: nella vecchia gestione della Volsca (anni 2006/2007) l’allora amministratore delegato avv. Edoardo Polacco ben collegato con esponenti della giunta di quel tempo, munito di carta di credito della società, provvedeva a pagare con tale strumento elettronico, pranzi e cene in ristoranti stellati, viaggi arei, auto a noleggio ed infine anche il soggiorno nel periodo di Pasqua presso strutture a cinque stelle a spese della nostra comunità. Questo è solo uno degli elementi che si possono ricavare dalla corposa “letteratura” in materia di mala gestione di una società pubblica prodotta in quegli anni e che ha portato al fallimento politico di una classe dirigente che oggi tenta, impunemente, di riaffacciarsi sul palcoscenico della Città. Ognuno seguirà la propria battaglia, noi quella politica denunciando ogni ingerenza o tentativo di strumentalizzazione contro le nostre società pubbliche peraltro operato da coloro che hanno determinato danni veri per i quali la comunità veliterna ha dovuto fare enormi sacrifici.