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sabato 25 marzo 2017

Tre Onlus aprono un CAS: lo sdegno del neonato Comitato di via Orti Ginnetti

Tre Onlus aprono un CAS rispondendo a un bando della Prefettura per 103 milioni di euro Protesta dei residenti per non essere stati preventivamente informati da Prefettura e Comune.

Comunicato a cura del Comitato via Orti Ginnetti


VELLETRI - Il 23 febbraio scorso i cittadini di Via Orti Ginnetti a Velletri, strada situata nei pressi dell'Ospedale Colombo, venivano a conoscenza dell’imminente apertura di un nuovo centro profughi (Centro Accoglienza Speciale) grazie ad un manifesto abusivo affisso su un muro del parcheggio pubblico, che il giorno seguente veniva subito rimosso e strappato.
La notizia veniva confermata successivamente dall’arrivo di camion carichi di materassi e mobili, che venivano trasportati nei civici 43-51 di Via Orti Ginnetti, e precisamente in tre appartamenti signorili (invenduti) di proprietà del costruttore, rifiniti con materiali di pregio e posti all'interno di un palazzo condominiale, dove sarebbero stati collocati profughi in numero imprecisato e di diverse nazionalità. Il palazzo condominiale prescelto per l'alloggiamento dei rifugiati è posto in una zona centrale, residenziale e panoramica - di collegamento tra il centro e la stazione ferroviaria - su cui già si trovano la sede del SERT ed un ingresso ai giardini pubblici di Viale Marconi, questi ultimi teatro, nel recente passato, di violenze nei confronti di donne, oltre che ricovero abituale di persone senza fissa dimora. Nei giorni seguenti i cittadini della zona si sono riuniti spontaneamente ed hanno costituito un comitato di quartiere, denominato “Comitato di Via Orti Ginnetti – Velletri”, per rappresentare in modo compatto e deciso nei confronti delle istituzioni il timore che la sicurezza, il decoro, il rispetto e la quiete dei residenti possano essere turbati dall'inserimento repentino di decine di profughi, che di fatto potrebbero essere mal gestiti (come già avvenuto altrove) da associazioni estranee ed ignote al tessuto locale. Il quattro marzo il Comitato dava quindi inizio ad una raccolta firme in calce a una petizione indirizzata al Sindaco, con cui si chiedeva di vigilare sull’insediamento, sul numero delle persone collocate nell'immobile, e di verificare che siano state apprestate, a tutela dei residenti, tutte le garanzie atte ad evitare problemi sotto il profilo sanitario e dell’ordine pubblico. La petizione popolare, depositata e protocollata presso il Comune il sette marzo, in soli due giorni è stata sostenuta e sottoscritta da oltre 600 cittadini, numero che sarebbe stato certamente più elevato con un maggior lasso di tempo a disposizione.
Lo stesso giorno una delegazione del Comitato veniva ricevuta dall’Assessore ai Servizi Sociali, la quale riferiva che il Centro Accoglienza di Via Orti Ginnetti non rientrava nel progetto SPRAR del Comune di Velletri, e che quest'ultimo non aveva alcuna competenza nella realizzazione del nuovo CAS, di fatto organizzato e gestito da tre Onlus (denominate “Cotrad”, “Una Città non Basta” e “Isola”), tutte estranee al territorio di Velletri e che avevano partecipato a un bando del 2016 indetto dalla Prefettura. Dalla lettura della legge (art. 11 D.Lgs 142/2015), in effetti, si evince che tali strutture (CAS) sono individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere, sentito l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata. Pur non avendo competenza sulla istituzione del CAS, tuttavia il Comune di Velletri avrebbe dovuto essere informato dalla Prefettura del luogo prescelto per aprire un nuovo Centro di Accoglienza Straordinario sul suo territorio e, a seguito di tale informativa, avrebbe dovuto quantomeno rendere un proprio parere alla Prefettura: circostanza di cui il Comitato, ad oggi, non ha avuto alcuna notizia. Se il Comune di Velletri avesse attuato per tempo un'attenta politica di distribuzione dei rifugiati sul proprio territorio, rispettando le percentuali di accoglimento previste per legge con un adeguato progetto SPRAR – come accaduto per il centro di Morice, dove pare vi sia stata perfetta convergenza politica tra le forze di maggioranza e quelle di opposizione - non vi sarebbero stati spazi a disposizione di altri enti o istituzioni per invadere il territorio di Velletri, scavalcando l'amministrazione locale e creando dei centri straordinari di accoglienza, come quello che dovrebbe sorgere in Via Orti Ginnetti. Nel caso dello SPRAR gli enti comunali, aderendo volontariamente e percependo dei finanziamenti, hanno facoltà di gestire gli arrivi e la permanenza senza subire passivamente l’arrivo di gruppi di migranti nei CAS che, essendo della durata di un anno, sono scarsamente orientati a costruire programmi e progetti di inclusione nel territorio. Lo scopo dei progetti SPRAR , infatti, è quello di far gestire ai singoli comuni (di concerto con Prefettura e Ministero degli Interni) il fenomeno dell'accoglienza coattiva (imposta per legge dal governo italiano e dovuta ad una immigrazione clandestina di massa ormai fuori controllo), mentre i CAS dovrebbero essere destinati, in via del tutto eccezionale, a riempire quei vuoti non occupati dalla programmazione degli enti locali. Insomma i CAS (che aumentano nella nostra cittadina) dovrebbero essere un'eccezione caratterizzata da breve temporaneità, non la regola generata da una mancata programmazione del Comune di Velletri, e non vorremmo che Velletri si predisponga con CAS e SPRAR ad un inevitabile e scoordinato aumento di profughi e rifugiati. Una ricerca sul sito del Ministero degli Interni ha consentito di verificare che nel 2016, con il bando gestito dalla Prefettura di Roma, è stata stanziata la somma di 103 milioni di euro per finanziare progetti di accoglienza straordinaria che prevedono l'istituzione e la gestione dei CAS nella regione Lazio per l'anno 2017 ! Un bando al quale hanno aderito poco più di venti associazioni (alcune già escluse), tra Onlus e cooperative aventi per lo più sede a Roma. Il dieci marzo un rappresentante delle tre Onlus di cui sopra è stato invitato nella sede del Comitato per rispondere alle infuocate richieste di chiarimenti dei residenti. Dall’incontro emergeva che presso i tre bellissimi appartamenti con vista mare posti nel condominio dell'ambita zona residenziale di Velletri, presi in locazione per canoni decisamente superiori alla media, ma ampiamente giustificati dalla qualità degli immobili, saranno ospitati circa 24 profughi di diversa provenienza, e che gli stessi saranno assistiti da una serie di figure professionali (mediatori, operatori, educatori, cuochi e assistenti) la cui retribuzione sarà ovviamente garantita dalle somme erogate dal Ministero degli Interni (pari ad € 35/giorno pro capite). L'immediata rimozione del manifesto abusivo nel parcheggio, le spiegazioni vaghe e contraddittorie fornite da diversi politici interpellati sul numero delle persone che sarebbero arrivate, e la visita del rappresentante delle Onlus coinvolte nel progetto CAS, rappresentano, agli occhi dei residenti, tutti tentativi maldestri di sopire le proteste ed il chiaro tentativo di imbonire il quartiere. Il Comitato, visto quanto accaduto senza che la cittadinanza ne abbia avuto conoscenza, protesta e chiede a gran voce al Comune di Velletri e alla Prefettura di Roma di affrontare il fenomeno emergenziale del CAS di Via Orti Ginnetti in maniera trasparente, rispondendo alle esigenze di sicurezza dei cittadini con un attento monitoraggio dell'operato delle Onlus (probabili) concessionarie del servizio, del corretto utilizzo dei fondi ministeriali erogati, accertando che gli immobili scelti dai privati siano conformi alla normativa vigente, riescano a fornire un adeguato approvvigionamento idrico agli abitanti del condominio interessato e, soprattutto, che i richiedenti asilo diano ogni garanzia sotto il profilo sanitario e dell'ordine pubblico.