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sabato 11 marzo 2017

Politica, Pennacchi (SpV): "Quattro anni di lotte per Velletri. Il prossimo Sindaco? Spero giovane e di sinistra..."

Tra le tante voci che animano il dibattito politico cittadino, la nostra Redazione ha ascoltato il consigliere comunale Stefano Pennacchi, di Sinistra per Velletri.

VELLETRI - Il consigliere ha tracciato un bilancio sull'attività svolta in Consiglio non lesinando critiche al Sindaco Servadio e alla Giunta in generale. Sulla situazione politica nazionale il giovane esponente di SpV si dice convinto della necessità di ricostruire una sinistra, mentre riguardo lo scenario locale il profilo del Sindaco ideale a suo avviso va ricercato in una figura giovane e "di belle speranze". Un monito a tutti gli aspiranti candidati?

Consigliere Pennacchi, ad un anno dal termine della consiliatura si può tracciare un primo bilancio sull’attività svolta dal gruppo consiliare da lei guidato: quali sono state le mosse più importanti di Sinistra per Velletri? 

Quattro anni di lotta e di passione in cui il gruppo consiliare e politico di Sinistra per Velletri ha sempre cercato di coniugare il ruolo delle istituzioni con le esigenze dei cittadini. Quattro anni che sono paradossalmente volati perché densi della nostra attività, sempre rivolta a tutelare le classi sociali più deboli ed indigenti, cercando di ridurre le tariffe TARI per le famiglie con più di 5 componenti per le case sotto i 70 mq, lavorando all'introduzione del registro delle Unioni Civili oppure opponendoci senza se e senza ma all'Impianto Anerobico per smaltire l'umido e la maxi-discarica a Contrada Lazzaria. Insomma una Sinistra che non fa sconti a nessuno e che ci tiene veramente alla salute pubblica dei veliterni tutti. 

La vostra uscita dalla maggioranza ha fatto molto rumore. Siete ancora convinti di quella scelta e quali sono le colpe che imputate all’amministrazione Servadio? 

Siamo ancora più convinti della nostra uscita dalla maggioranza del Servadio Bis perché ove non vi è dialogo né mediazione politica e dove tutti coloro che esprimono il proprio punto di vista vengono considerati come "appestati" non è la casa giusta per Sinistra per Velletri. Per non parlare delle ultime azioni, come ad esempio la costituzione della Fondazione Arte e Cultura, gli atteggiamenti di ostilità nei confronti dei cittadini oppure le diverse occasioni in cui la Giunta ha vanificato o sconfessato ordini del giorno votati in Consiglio Comunale. Noi continuiamo la nostra lotta sulla trasparenza e per pulire i cristalli un po' troppo anneriti di questa "casa" che una volta era di vetro. 

A livello nazionale, oltre a Sinistra Italiana che nei sondaggi si aggira stabilmente intorno ad un 4% oscillante, anche la nuova forza dei Democratici e Progressisti con gli scissionisti PD sembra raccogliere intorno a sé i delusi: sarà una battaglia a chi convince di più coloro che non si riconoscono sotto il PD oppure è auspicabile una unione? 

Oggi sia Sinistra Italiana che i Democratici e Progressisti non devono peccare di autosufficienza bensì confrontarsi sui tanti punti in comune che hanno nelle rispettive agende politiche. In Italia serve una Sinistra di popolo che non ha paura di sfidare le Destre sempre più radicali e quel che resta del Partito Democratico ormai centrista. Insomma c'è una Sinistra tutta da costruire e non deve cadere nel tranello della velleità o di vecchie ruggini di partito. Questa Sinistra rinasce dai Comitati referendari del No, dal Sindacato, dal Lavoro e dalla speranza di tanti compagne e compagni che non si arrendano davanti all'ingiustizia dell'idra capitalista. 

A Velletri la sigla Sinistra per Velletri, nelle Comunali 2013, raccoglieva sotto di sé Rifondazione, SEL, Socialisti. Attualmente questa lista civica mantiene la medesima composizione oppure vi sono stati innesti e/o defezioni?

Sinistra per Velletri ad oggi rappresenta tutte le sigle che la costituirono nelle elezioni comunali del 2013, non ci sono state defezioni. Anzi, con il tempo si sono avvicinati tanti uomini e donne della cosiddetta “Sinistra diffusa”: un popolo molto più grande di quanto si pensi con i quali costruiremo una base programmatica per le future elezioni. 

A livello locale l’adesione di personalità di spicco del PD veliterno al movimento degli scissionisti apre di fatto uno scenario incerto ed interessante. Lei, da sinistra, esclude alleanze oppure si sta trattando? In altre parole, la sinistra esprimerà un proprio candidato Sindaco o andrà in coalizione con altre forze civiche e non, sempre con il beneficio del dubbio? 

Ad oggi tutto questo rimescolamento di carte riteniamo sia interessante se poi produrrà un cambio di rotta politico. Noi discutiamo sui programmi e sulle idee, in base a quello si costruiscono alleanza e liste, noi facciamo politica non sui nomi delle persone o di presunti candidati ma per le persone e per tutta la cittadinanza.

Questione Cultura: avete sempre attaccato la Fondazione, che negli ultimi mesi è partita. Come giudicate il passaggio politico della revoca delle deleghe all’assessore Usai? E dalle prime attività portate avanti dalla Fondazione che impressione avete avuto, visto che è comunque ormai una realtà di fatto? 

Restiamo contrari alla Fondazione e anzi riteniamo di essere stati “profeti in patria” perché abbiamo indovinato precisamente tutti i passaggi politici su questo tema. Ad esempio dopo pochi giorni della nomina del direttore artistico della Fondazione, il Sindaco ha ritirato le deleghe alla Cultura all'assessore Usai. Quando dicevamo che la Fondazione avrebbe di fatto liquidato e riposto tra le anticaglie da museo l'Assessorato alla Cultura eravamo stati considerati dei “professori” visionari e dei demagoghi. Per la Cultura avevamo proposto l'Istituzione, organo completamente pubblico, che poneva al centro il ruolo dell'assessore, il quale si poteva avvalere di esperti nelle diverse arti, ai fini di creare collegialità e coinvolgimento di tutte le realtà associative. Il Sindaco Servadio è stato capace di chiudere il C.U.V. “Centro Universitario Veliterno”, costituire una Fondazione con una forte componente dei privati per gestire il Teatro Artemisio e la Casa delle Culture, recuperate con soldi pubblici regionali ed europei, ed infine togliere le deleghe alla Cultura alla Usai che ha sempre avuto un atteggiamento critico ed autonomo. Insomma il Sindaco Servadio e la Cultura sono due parallele che non si incontrano mai. 

Il Referendum ha rappresentato una sconfitta per il fronte del Sì inequivocabile. Secondo lei il Governo Gentiloni sta assolvendo bene alle proprie mansioni oppure è un esecutivo di traino verso il 2018? 

Il Referendum Costituzionale è stata una sconfitta chiara e netta di Renzi e di tutto quello che rappresenta e ha rappresentato, è chiaro che il Governo di Gentiloni è di passaggio e di traino fino alla prossima tornata elettorale, non ha altri scopi tranne quello di mandare avanti l'ordinaria amministrazione. 

Crede che il ritorno di Renzi possa giovare al PD e ricompattare coloro che sono rimasti nel partito, riconducendo i dem alla vittoria delle elezioni, oppure occorre trovare la sintesi in altre personalità come Emiliano? 

Renzi vincerà il congresso del Partito Democratico e non è da sottovalutare perché ancora gode di un consenso neanche troppo carsico ed ovviamente giocherà tutte le carte che ha per imporre la sua leadership. Onestamente Emiliano sarebbe stato più utile fuori dal PD e non dentro anche perché fare la minoranza “di sinistra” dentro ad ormai un comitato elettorale non ha granché senso.

A livello locale come vede, invece, la candidatura trasversale del dottor Giorgio Greci che ha giocato d’anticipo proponendosi - per ora è l'unico candidato ufficiale - alla cittadinanza e programmando un vero e proprio tour elettorale? 

Greci non è un candidato civico, è il candidato del centro-destra e come tale si comporta, basta leggere e sentire quanto propone per capire che di civico ha ben poco. Riguardo le tempistiche, i cavalli si vedono all'arrivo, noi di Sinistra per Velletri siamo da un'altra parte.

Pronostico, giocoso, in tempi non sospetti: chi vincerà le elezioni comunali 2018?  

Non faccio l'indovino di mestiere, scherzo sia chiaro, le prossime elezioni le vinceranno i cittadini che motivati dai programmi e dalle idee sceglieranno il candidato che più li rispecchia. Poi certo, se il Sindaco sarà di Sinistra, non del Partito Democratico, giovane e di belle speranze ne vedremo delle belle...