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lunedì 13 marzo 2017

Juan Rodolfo Wilcock: il poeta argentino che scelse Velletri come residenza

Un suo concittadino lo chiamava in modo errato: Wilcox. E insisteva, evocando in me ogni volta la Miss Wilcox forsteriana di ‘Howards End’: una donna che sapeva di tempo che passa, di stagioni irripetibili della vita. 

di Luca Leoni
Gruppo Wilcock Veliterno


VELLETRI - L’argentino medio lo considero il francese del sudamerica, megalomane sferragliante ma dalle radici corte, dai freni difettosi. La metafora ferroviaria lo calza come un guanto, Juan Rodolfo Wilcock, che fu ingegnere di quelle che De Amicis chiamava ‘strade ferrate’.
Le sue due lingue madri furono tre: lo spagnolo/argentino per nascita, l’inglese paterno e l’italiano/svizzero materno, al quale si deve il suo secondo nome, Rodolfo. Entrò nel giro della rivista letteraria ‘Sur’, si ritagliò un ruolo di satellite del gigantesco Borges, pubblicò cose pregevoli. Poi il guizzo istintivo da salmone, la risalita dell’Atlantico e del Mediterraneo, fino all’Italia delle origini. E l’acquisto di una casetta colonica con terreno nelle campagne di Velletri: chissà, magari la sentì come una Pampa. Fu un periodo fecondo per la sua vena letteraria: tradusse Marlowe, persino ‘Finnegan’s Wake’ di Joyce, scrisse opere completamente sue. E fece capolino nel quotidiano veliterno, a modo suo, vestito da ‘gaucho de noiàtri’. Invitato a collaborare ad attività teatrali, si limitò a dare dritte, a recensire uno spettacolo.
Per stroncarlo. Poi sparì, si trasformò in un etrusco (lui che scrisse ‘Il Tempio Etrusco’), andò a finire nella terra borotalcosa dei calanchi, nella poverissima Teverina. Si chiuse in una casetta di contadini a Lubriano, presso Civita di Bagnoregio. Morì in solitudine, pochi anni dopo Pasolini, che l’aveva diretto come Caifa ne Il Vangelo secondo Matteo. Era il 1978, erano i giorni dei posti di blocco per il sequestro Moro. La notizia della sua morte venne eclissata dall’apoteosi mediatica delle BR. Un personaggio scomodo, Wilcock, che ha lasciato l’amaro in bocca a molta gente. Lo è ancora, eterno come un dio etrusco, ma targato Buenos Aires. So già nome, cognome e codice fiscale di chi avrà da ridire.