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venerdì 24 marzo 2017

Intervista a Giorgio Greci: "Ci metto la faccia, per Velletri, fuori da ogni schema precostituito"

Il candidato Sindaco Giorgio Greci, già consigliere comunale della lista LIVE, in un'intervista esclusiva al nostro Giornale fa il punto della situazione e risponde su varie tematiche importanti.

VELLETRI - Dopo l'ufficializzazione a dicembre, Greci sta continuando un vero e proprio tour elettorale con vari incontri aventi i temi che saranno poi al centro del suo programma. Non è mancata qualche accusa, da parte dei suoi potenziali avversari politici, che lo etichettano come il candidato del centro-destra (si leggano le interviste precedenti su Velletri Life del consigliere Pennacchi e dell'assessore Masi). Greci ha risposto nettamente, toccando poi altri punti sia relativi alla politica locale che nazionale.


Giorgio Greci, il suo percorso di candidatura partito a dicembre la vede ormai lanciata in un vero e proprio tour volto a scoprire, affrontare ed ascoltare i problemi della città. Quali sono le risposte fin qui ottenute dai cittadini? 

Senza dubbio incoraggianti e stimolanti nel proseguire il percorso intrapreso. Il sostegno di chi mi ha seguito e di chi lo farà strada facendo mi sprona e mi incoraggia ancor di più a perseguire l'obiettivo che mi sono prefissato, volto a tutelare il bene collettivo e stimolare un ideale comunitario che veda in prima fila anche associazioni e comitati. L'ho dichiarato l'11 dicembre, sul palco del Teatro Tognazzi, quando ho premesso che insieme a tutti avremmo dato inizio ad un nuovo percorso che, mi auguro, possa veder sempre più cittadini salire su questo treno che, con passione, dedizione e senso civico dovrà portare chi ci crede davvero a rivoluzionare una città che ha bisogno di gente che aspiri ad amministrarla con la voglia di migliorarla sino in fondo, esaltandone le prerogative e smussando tutti quegli angoli oscuri in cui si annidano i disservizi e il disinteresse. E' un'ambizione audace, ne sono certo, ma sono pronto a mettercela tutta. 

Lei si è sempre presentato come un candidato “traversale”, sin dall’evento del ‘Tognazzi’, dicendo che non avrebbe chiuso la porta in faccia a nessuno e di voler lavorare sui programmi. Eppure molti esponenti politici locali, soprattutto dell’area di centro-sinistra, affermano senza mezzi termini che lei sarà il candidato del centro-destra. Cosa risponde a queste affermazioni? 

Quanto ho detto è quanto muoverà ogni passo del gruppo di lavoro che, insieme a me, condividerà l'idea di rilancio e di sviluppo per Velletri. Rientra nel gioco delle parti, a quanto pare, dire cose che possano creare scompiglio ed indebolire chi, come me, si è messo in gioco per rompere certi schemi, andando al di là delle barriere ideologiche e mettendo l'interesse dei cittadini sopra ad ogni cosa. Il concetto di trasversalità, dai più visto come negativo, diventa allora qualcosa di estremamente positivo se, con lo stesso, si va ad identificare un gruppo che mira ad individuare dei punti programmatici ben definiti, finalizzati al rilancio di settori in completa sofferenza. In un contesto del genere la dicotomia centrosinistra-centrodestra diventa obsoleta e pure limitante. Non mi stancherò di ripetere che in questa avventura farò prevalere la logica del dialogo e dell’apertura, creando le giuste sinergie su un impianto programmatico condiviso. Sono partito un anno e mezzo prima perché dalle esigenze della città e di chi la popola vanno costruiti quei contenuti che facciano la differenza ben più dei nomi, creando le basi per una Velletri diversa da quella attuale. Io aspiro ad essere il centro catalizzatore, una persona che faccia da collante tra la politica di Palazzo e i cittadini, che non vuole prevaricare nessuno e non ha paura a confrontarsi con alcuno. Sono e rimango una persona che proviene dalla società civile, che si è messa a disposizione con umiltà e spirito di servizio, senza voler prevaricare le ambizioni di nessuno. Tuttavia non mi farò rinchiudere nei reticolati di chi vuole appioppare etichette preconfezionate solo perché quelle etichette gli fanno comodo o ne è rimasto ingabbiato. 

A parte lei, Casapound e con tutta probabilità il Movimento Cinque Stelle non ci sono per ora altri candidati ufficiali. Come giudica lo scenario politico e la situazione in divenire all’interno degli schieramenti, dei partiti e delle realtà che potrebbero far emergere i suoi sfidanti? 

Mi perdoneranno i lettori se su questo punto non mi dilungherò più di tanto. Non per mancanza di rispetto nei confronti delle altre forze eventualmente in campo, ma perché è prematuro ogni tipo di discorso del genere, potendo cambiare le cose in maniera fulminea. Basti pensare cosa sta accadendo all'interno del Partito Democratico veliterno, in evidente sofferenza e sfaldamento. In molti hanno preferito orientarsi verso il nuovo soggetto politico nato nelle ultime settimane, mentre ci sono voci concrete che qualche esponente consiliare possa lasciare persino il gruppo, perché stanco di politiche poco partecipate. 

Il suo lavorare di anticipo e il voler coinvolgere la società civile sono un segnale ben preciso, ma – a distanza di quattro mesi dal lancio della sua candidatura – può dirci se il suo nome sarà sostenuto anche da simboli di partito oppure soltanto liste civiche? 

Onestamente non posso prevedere cosa sarà. Quel che è certo è che la mia figura non vuole dividere ma aggregare e, soprattutto, puntare su un programma da costruire pezzo per pezzo, affinché possa calzare a pennello sulle istanze e i bisogni dell'intera comunità. Certi discorsi, legati alle liste e ai partiti, sono certamente prematuri, perché prima ancora delle liste e dei partiti vengono i progetti e le idee da mettere in campo affinché l'immediato futuro per Velletri e i suoi abitanti possa essere all’insegna di una nuova e più virtuosa coscienza d’appartenenza, fatta di spirito identitario, orgoglio, passione e un'armonia comunitaria in cui nessuno sia lasciato indietro, persino chi, magari ancorato ai giochetti di una politica ormai superata, possa pensare di poter tagliare le gambe ad un progetto sano, che mira a far sì che la città torni ad essere un faro per tutto il territorio circostante. 

Più di qualche voce che si è concretizzata nelle ultime settimane parla di malumori all’interno del centro-destra perché la sua candidatura toglierebbe voti ad un eventuale candidato di bandiera. Fermo restando la trasversalità della sua proposta, lei ritiene fondate queste voci oppure sono chiacchiere “di paese”? 

Voglio essere sincero: il gossip politico non mi ha mai appassionato e non mi appartiene. Sono una persona tradizionalmente improntata al dialogo e ad una visione delle cose in cui non ci sono persone che comandano e degli 'yes-men' che eseguono senza possibilità di dialogo. Pur prestando attenzione ad ogni 'voce' non ritengo giusto correre dietro ad ogni chiacchiera, alcune delle quali evidentemente messe in piazza da chi ha evidentemente interessi a farlo. Quel che è accaduto in passato fa parte della storia e da questa si debbono trarre spunti per non ripetere gli stessi errori. Non è tuttavia facendo politica nell'ombra, o indirizzando giornali e lettori su opinioni mendaci, che si potrà risollevare Velletri dalle secche in cui è stata ricacciata, anche e soprattutto grazie a questi metodi tutt'altro che limpidi e trasparenti. Sono stato io, per primo, l'11 dicembre, ad evidenziare di essere alternativo a Servadio e al centrosinistra, auspicando un fronte compatto. L'ho fatto dicendomi disposto persino a passare per il democratico strumento delle Primarie, andando ben oltre i giochetti che si è soliti fare dentro le fumose segreterie politiche. Il candidato Sindaco lo scelgano i cittadini di Velletri, ma chiunque voglia aspirare a rappresentarli ci metta la faccia, e venga a confrontarsi sulle tematiche di crescita e sviluppo, senza nascondersi dietro comunicati stampa spacciati per articoli, che hanno una matrice ben precisa e certamente deprecabile. 

Finora ha affrontato vari temi negli incontri proposti: agricoltura e sicurezza sono gli ultimi due in ordine di tempo. Cosa è emerso e quali sono le esigenze, in questi due campi, dei cittadini e degli addetti ai lavori? 

Tengo particolarmente ai tavoli tematici, perché rappresentano lo strumento principale per coinvolgere i cittadini, le associazioni e i comitati su temi ben specifici, che toccano le corde della popolazione, che attraverso gli stessi può far sentire la propria voce, lanciare idee e proposte, contribuendo, di fatto, alla costruzione del programma. Mettermi a capofitto su un progetto di rilancio, rimboccandomi le maniche ed escogitando soluzioni che siano davvero decisive, non mi spaventa affatto ed ho già premesso che andremo ad affrontare tanti altri temi e su alcuni, se necessario, ci ritorneremo su, cercando il massimo coinvolgimento dei cittadini. 

Quali sono i temi che andrà ad affrontare nei prossimi incontri programmati? Ci sono già le date e i luoghi? 

L'agenda è in continuo divenire e a breve fisserò il prossimo appuntamento. Il mio apporto, umile e concreto, è volto a restituire una speranza nel domani ad una città cui interi versanti sono in sofferenza, dalle famiglie, che non sempre hanno trovato le opportune risposte dalle politiche sociali, al commercio, che è in profonda crisi non solo per le contingenze di questo preciso momento storico. Ma lo stesso si potrebbe dire per gli artigiani, completamente dimenticati dalle ultime Giunte, per arrivare ai giovani, spesso messi all’angoletto dal disinteresse generale nei loro confronti. 

Il suo nome è molto popolare e richiama l’affluenza di tante persone, ma finora non ci sono movimenti o liste che si sono formate o schierate ufficialmente per Giorgio Greci. Come sarà composta la coalizione, anche se è presto, e cosa vuole dire ai cittadini e ai politici che si avvicinano a lei e le fanno domande ponendosi in posizione di ‘ascolto’ senza però appoggiarla ufficialmente? 

Non mi stupisce non ci siano movimenti o liste formatesi in appoggio alla mia candidatura, perché è certamente prematura una cosa del genere e non è certamente quello che mi sarei aspettato. Mi rendo perfettamente conto che l’impegno che ho assunto, dinanzi ad ogni cittadino, sia importante e probante. Di certo sono aperto ad ogni tipo di interlocuzione e di dialogo, se a muoverle sarà l'interesse per il bene comune. Io sono a disposizione di tutti coloro che pensano che potrò essere in grado di lavorare per restituire a Velletri un presente più virtuoso ed un futuro con meno incertezze. Intendo proseguire sulla strada delle mie prime esperienze consiliari, convinto che la professione di medico e la mia indole si sposino bene con quello che deve essere il fine della politica, ovvero cercare di risolvere i problemi, ascoltare e non imporre, essere una persona autorevole e non autoritaria, un mediatore che, al momento giusto, sappia avere l'intuizione in grado di garantire il cambio di passo. Come nel calcio si gioca in undici, così anche noi dovremo essere una squadra unita, coesa e compatta, capace di far quadrato ed ottenere i risultati che ci siamo prefissati con ardore ed entusiasmo. Perché la vittoria non sarà quella di arrivare a governare la città, tanto che io preferisco la parola amministrare, ma sarà quella di farlo bene, visto che una città così ha tutte le carte in regola per essere un punto di riferimento per tutto il territorio circostante. Al momento non mi sento di lanciare nessun appello, se non quello della disponibilità all'ascolto e alla costruzione di un percorso comune, fatto di gente per bene, che abbia veramente a cuore le sorti della propria città e non sia mossa da alcun altro interesse che non quello di garantire una ripresa alla città. 

Ultima domanda. Le proposte di Greci per Cultura e Ambiente in poche parole. 

Per ciò che concerne la cultura bisogna valorizzare la storia della nostra città, con eventi ad hoc, sfruttando al massimo le location che in questi anni sono state ristrutturate. Al contempo vanno portate agli antichi fasti le risorse del nostro territorio, dalle opere architettoniche (chiese, edifici storici e monumenti), al patrimonio iconografico (affreschi e quadri d'autore), passando per il patrimonio folcloristico e legato alle tradizioni (letteratura, musica e danze popolari). Va al contempo favorita la partecipazione delle scuole di ogni ordine e grado ad eventi culturali di ogni genere offerti nel territorio, sensibilizzando gli alunni alle tematiche sociali attraverso incontri con giornalisti, scrittori e professionisti. Quanto all'ambiente bisogna certamente continuare sulla strada della differenziazione del rifiuto, magari migliorando il servizio ed il rapporto costi/benefici che in questi anni è stato molto dispendioso per i cittadini. Fondamentale la creazione di almeno altre due isole ecologiche dislocate sul territorio, dove i cittadini possano conferire agevolmente. Per il resto non posso non far menzione della Commissione Rifiuti, che io stesso ho presieduto a lungo, e che grazie al lavoro fatto ha consentito di ostacolare ed evitare la costruzione dell'Impianto Biogas nell'ex contrada Lazzaria, che avrebbe messo in ginocchio tante aziende agricole, mettendo persino a repentaglio la salute dei cittadini. La sintesi di quel lavoro, che ha di fatto bloccato lo scellerato piano messo in campo dall'Amministrazione, è quello di prevedere il compostaggio domestico obbligatorio per gli abitanti delle campagne e mini impianti aerobici per smaltire la frazione organica dei rifiuti per chi abita in città. Detto ciò il tema dell'ambiente è molto più vasto e comprende anche la cura del verde, a partire dai parchi pubblici, per arrivare al decoro urbano; tutti temi che mi stanno particolarmente a cuore e che avranno la loro importanza in sede di definizione programmatica.