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mercoledì 1 marzo 2017

Il Polo Espositivo “Juana Romani” rende omaggio alla storia di Via Margutta

Due sale intitolate una a Leonardo De Magistris e una a Pericle Fazzini - esposte opere di Lino Tardia – Nino La Barbera – Paolo Veneziani – dei fratelli Omiccioli e di Alberto Vespaziani presidente dei Cento di Via Margutta il gruppo che anima la storica rassegna di pittura al quale verrà intitolato un camminamento.

di Alessandro Filippi


VELLETRI - In occasione della IX Mostra Triennale d’arte e artigianato “Marcello De Rossi”, il Polo Espositivo “Juana Romani” rende omaggio a Via Margutta e a quei artisti, che ne hanno scritto con la loro presenza la storia dell’affascinante strada romana culla dell’arte del Novecento.
Le sale del primo piano saranno intitolate ad alcuni maestri il cui ricordo non si è mai affievolito e vivono nella memoria di chi li ha conosciuti e nel ricordo degli amanti dell’arte. Si tratta di un momento storico particolare quello in cui sono vissuti ed hanno operato quello della Dolce Vita, nato proprio in Via Margutta nello studio di Novella Parigini, luogo frequentato da attori e personaggi che sono oggi delle vere icone della storia del costume. Dall’inizio della vita del Polo Espositivo è stato fondamentale il recupero della memoria di quegli artisti storicizzati di cui a causa dello scorrere del tempo e del mutamento generazionale si rischia di non parlare più. Per questo alcuni ambienti del primo piano del Polo prenderanno il loro nome. Sabato 25 Marzo 2017 alle ore 17.00 alla presenza della famiglia sarà intitolata una sala a Giovanni ed Alfonso Omiccioli, mentre l’ 8 Marzo durante la serata per Novella verrà inaugurata la veranda Novella Parigini, si tratta di parte del camminamento che conduce alle sale del primo piano.
Due sale sono già state intitolate a Leonardo De Magistris e a Pericle Fazzini, mentre due corridoi prenderanno saranno intitolati a Via Margutta e ai Cento Pittori, questo per riconoscere l’importanza di questo gruppo guidato da Alberto Vespaziani che ogni anno anima le rassegne d’arte sulla storica strada. Nella sala Mario Schifano sono esposte opere di Lino Tardia – Paolo Veneziani – Alberto Vespaziani – Leonardo De Magistris e dei fratelli Omiccioli. Per il Polo Espositivo “Juana Romani” è un orgoglio e una soddisfazione poter ospitare questi maestri e sancire con queste intitolazioni un legame con questa gloriosa storia prezioso patrimonio dell’umanità. Giovanni e Alfonso Omiccioli, erano due fratelli che iniziano la loro attività come imballatori di opere d’arte. Giovanni nasce a Roma il 25 Febbraio 1901. Dopo gli studi elementari nel 1912, inizia ad aiutare il padre Abilio nella bottega di imballaggi in Via Margutta 32. Nel 1928 a bottega conosce Scipione dal quale ha i primi incoraggiamenti per le sue prime esperienze artistiche. Nel 1929 a Vercelli sposa Piera Malerbo che aveva conosciuto mentre imballava una mostra. Nel 1933 conosce Mario Maffai la cui amicizia diverrà un sodalizio. Nel 1934 esortato da un gruppo di artisti tra i quali De Pisis dedica sempre più tempo alla pittura rubandolo al suo lavoro di imballatore. Nel 1937 alla Galleria Apollo presenta la sua prima mostra personale. Nel 1939 è richiamato alle armi a Piacenza nella cui caserma esegue una Santa Barbara in affresco. Nel 1940 con il quadro “La piccola Anna” partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia. Nel 1941 viene congedato ed inizia a dipingere la serie degli Orti, che espone nel 1943 alla Galleria Minima “Il babuino” vendendone uno solo acquistato da Zavattini per Bompiani. Nel 1944 alla Galleria “La Campana” in Via della Scrofa fa la sua seconda personale. Nel 1945 con Guttuso – Maffai – Afro progetta la testata dell?unità e con loro e Cagli, Turcato, Leoncillo e Franchina partecipa alla prima mostra dell’arte contro le barbarie. Finito per periodo degli Orti inizia a dipingere le periferie, le osterie e i balli all’aperto a Ponte Milvio. Nel 1946 viene insignito del premio “La Colomba”. Nel 1947 espone a Milano. Nel 1948 dopo aver vinto il Premio C.I.M. a Roma viene invitato alla Biennale di Venezia alla quale verrà invitato altre quattro volte. Nel 1950 prende in affitto il primo studio al mitico 51 di Via Margutta. Nel 1952 De Luca pubblica la sua prima monografia. Nel 1953 con il quadro “pastore con capretta” vince il Premio Marzotto.
Nel 1954 scopre il litorale romano che sarà la sua ispirazione fino agli ultimi giorni della sua vita. Nel 1957 vince a Ventimiglia “la rosa d’oro”. Nel 1959 è invitato alla quadriennale romana. Da questo momento è un susseguirsi di premi e di riconoscimenti fino alla morte avvenuta il 1 Marzo 1975. Alfonso Omiccioli nasce a Roma il 7 Luglio 1921, anche lui dopo la scuola lavora nella bottega del padre in Via Margutta. Nel 1953 imballando una mostra di Picasso conosce l’artista questo lo sprona ad iniziare a dipingere. Nel 1958 la prima mostra, l’anno dopo con il fratello Giovanni partecipa alla Quadriennale Romana. Nel 1968 partecipa alla VIII Biennale Arte Sacra a Bologna. Nel 1969 la prima mostra personale ad Arezzo. Nel 1973 è premiato con Medaglia d’Oro alla terza Rassegna Nazionale di Arte Contemporanea. Nel 1978 presenta una personale alla storica Galleria "Zizzari” a Via Margutta. Muore nel 2004 a Roma dopo una lunga malattia che ne ha rallentato la produzione. Altro personaggio che sarà ricordato all’interno del Polo Espositivo è Novella Parigini l’unica donna di Via Margutta artista controversa e particolare essendo stata la protagonista indiscussa della Dolce Vita che proprio lei ha ispirato. Famosi sono i suoi gatti. E’ stata amica dei protagonisti del cinema italiano e straniero di quegli anni, nel suo studio si fermavano attori e attrici tra questi i divi americani che in quegli anni erano in Italia a girare essendo Cinecittà diventata la Holliwod del sud. Proprio vicino da lei è stato girato il mitico film Vacanze Romane era corteggiata dai protagonisti di quel cinema che ha fatto la storia. Altre due sale sono intitolate a Pericle Fazzini lo scultore grottammarese autore della celebre Resurrezione della Sala Nervi in Vaticano. Una scultura di 70 metri in bronzo realizzata con tecniche avveniristiche. Infatti l’opera prima è stata scolpita in polistirolo e poi con delle resistenze elettriche tagliata a sezioni per la fonderia. Molti sono gli aneddoti raccontati da Lino Tardia sull’opera che lui stesso ha aiutato a pulire dopo la fusione. Si tratta di un grande maestro, che come docente di scultura presso la vicina Accademia delle Belle Arti ha formato generazioni di allievi, alcuni anche di Velletri gia ex allievi della Juana Romani. Il ricordo di Leonardo De Magistris è in una sala sempre al primo piano che porta il suo nome. Si tratta di uno dei protagonisti della storia di Via Margutta egli con il suo studio Galleria al numero 62 ha lanciato numerosi giovani squattrinati ai quali permetteva di esporre dicendo: “Il posto lo metto io tu pensa al rinfresco”. Credeva nell’arte e in quello che faceva splendidi i suoi paesaggi, ne abbiamo tre esposti concessi dal figlio Patrizio che impreziosiscono non poco la nostra collezione e fanno vivere il ricordo di un artista che del suo lavoro aveva fatto una ragione di vita. Sono esposte opere di Lino Tardia – Paolo Veneziani due memorie storiche di quello che vi abbiamo raccontato e di Alberto Vespaziani presidente dei cento di Via Margutta. L’associazione nata nel 1973 per salvaguardare e promuovere la rassegna che si svolge due volte l’anno all’aperto lungo la strada. Ai Cento sarà intitolato un camminament
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