mercoledì 8 marzo 2017

Festa della donna, un monologo per tutte le donne del mondo: "Mi chiamo"

Per la festa della donna, la poetessa argentina Maria Luisa Melo, ormai nota nel panorama culturale veliterno, ha inviato alla nostra redazione questo monologo intitolato "Mi chiamo".

di Maria Luisa Melo

Mi chiamo DONNA, MUJER, FEMME, IMBRAHA, FRAU, WOMAN, MULHER, KOBIETA, FEMMEIE. 

Sono nata millenni di anni fa… 
su questo Pianeta “LA TERRA…”.
Ancora misteriosa, genuina, gentile, clemente, segreta, ostile, generosa, fertile, sterile, accogliente, passionale, arida, fatale, materna, silenziosamente rumorosa e rumorosamente silente
Come a volte, lo è anche “ LA NATURA…” 
e più di una volta, pure io sono così… 
Sono Figlia di questa Terra e del Cielo… …
 Mi ricordo vagamente d’essere vissuta nel Paradiso… insieme al Primo Uomo… 
Eravamo felici… nulla ci mancava… 
Ma la mia CURIOSITÀ’ di SAPERE fu così forte che, per colpa di questa “TENTAZIONE”, fummo cacciati via per sempre… 
E da allora, il mio secondo nome è PECCATO, MALVAGIA, IMPURA… 
La BELLEZZA DEL MIO CORPO si trova nei diversi colori della mia pelle, dei miei occhi, dei miei capelli e nelle imperfezioni candide dei miei lineamenti morbidi, che mutano nella mia gestualità quotidiana, istantaneamente perenne e mutabile. 
Il mio corpo fu ricreato, preistoricamente, con l’argilla e dipinto naifmente nelle caverne. 
Mentre il mio Lui, andava a fare la guerra alla Natura per vivere, e a fare la guerra per il potere del suo territorio… 
Essendo io, parte del suo spazio, a volte, il suo bottino e la sua proprietà per via di una alleanza politica, strategicamente studiata…
Gli Dèi erano alla ricerca delle Muse e per loro sono diventata: CLIO , EUTERPE , TAILIA , MELPOMENTE , TERSICORE , ERATO, POLINNIA, CLIOPE e URANIA .