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martedì 28 marzo 2017

Fermento culturale al Polo Espositivo "Juana Romani" tra mostre, ricordi e attività artistiche

Al Polo Espositivo "Juana Romani" tantissime iniziative: intitolata una sala a Giovanni e Alfonso Omiccioli, mostra personale di Giorgio Carta, ricordo della visita di Giovanni Paolo II a Velletri, mostra GASM, ricordo di Padre Roberto Petruzziello dei Padri Somaschi.

Testi e foto a cura di Alessandro Filippi


Sabato pomeriggio alla presenza della famiglia Intitolata a Giovanni e Alfonso Omiccioli una sala del Polo Espositivo.



VELLETRI - Il legame tra Via Margutta e Velletri si consolida ancora di più con l’intitolazione di una sala del Polo Espositivo Juana Romani ai fratelli Giovanni e Alfonso Omiccioli. Si tratta di due degli artisti storici che sono protagonisti della storia della celebre Via romana negli anni sessanta del novecento.
La famiglia Omiccioli, compare in Via Margutta già sul finire del XIX secolo, quando Abilio Omiccioli apre la bottega di imballatori di opere d’arte, dove poi sono cresciuti sia Giovanni che Alfonso. I due fratelli hanno conosciuto e frequentato tutti i grandi maestri che hanno animato con i loro studi Via Margutta ci riferiamo a Maffai De Pisis , De Magistris, Tardia, La Barbera, De Magistris, Parigini ed insieme a loro sono stati i protagonisti della Dolce Vita romana. E’ stato Silvio Omiccioli presidente dell’omonima fondazione ha commemorare i due fratelli nella Sala Marcello De Rossi, non sono mancati momenti di commozione, i numerosi presenti hanno potuto scoprire la storia dei fratelli artisti che hanno svolto entrambi un cammino diverso ma che li ha portati ad ottenere prestigiosi riconoscimenti e a partecipare a rassegne di alta importanza. Nella stessa serata è stata inaugurata la mostra fotografica del maestro Giorgio Carta curata dalla Friarte di Roma a presentare la mostra il Prof. Pasquale Lettieri che resterà aperta fino al 22 Aprile presso la Sala Onorato Carlandi al primo piano del Polo. Domenica mattina la Sala Marcello De Rossi ha aperto le sue porte alla poesia con la giornata internazionale della Poesia curata dalla Vigna dei Poeti. Per il Polo Espositivo Juana Romani è una continua crescita ed un affermarsi nel territorio regionale.
A Giugno verrà trasferita nelle sale del Polo da Guidonia Montecelio una prestigiosa collezione d’arte contemporanea curata dalla Dr.ssa Lucrezia Rubini. Si tratta della collezione GASM che contiene opere di artisti contemporanei di chiara fama tra questi Ennio Calabria. Si tratta di una crescita che a volte sorprende perché tutto questo cammino è stato fatto con le sole forze di volontariato senza alcun aiuto pubblico, molto spesso tutto questo è stato denigrato e troppo spesso sottovalutato, ma fa parte del gioco. Vogliamo ringraziare di vero cuore l’amministrazione comunale del Sindaco Servadio per il sostegno che da al Polo ed in particolare gli assessori Pocci e Pontecorvi e le consigliere Ponzo – Trenta e Caprio. I prossimi appuntamenti che ci aspettano sono la Festa delle Camelie il 1 e il 2 Aprile con un apertura continua del Polo recital di poesie, il 2 Aprile alle 17.00 un ricordo di San Giovanni Paolo II attraverso l’ascolto della radiocronaca della visita a Velletri del 7 Settembre 1980 tratta dall’archivio di Radio Delta. Sabato 8 Aprile alle 17.00 sarà Ugo Onorati già sindaco di Marino a intrattenere gli ospiti con un incontro sulla figura di Zaccaria Negroni già senatore nel Collegio di Velletri.



Inaugurata la personale di fotografia di Giorgio Carta 



VELLETRI - Sabato 25 marzo 2017, alle ore 18.30, presso il Polo Espositivo “Juana Romani” di Velletri (Ex Istituto d’Arte, via Luigi Novelli, 3) si inaugura la personale di fotografia dell’artista sardo Giorgio Carta. Promossa dall’Organizzazione Artistica FriArte, con il patrocinio del Comune di Velletri e del Circolo Artistico “La Pallade Veliterna”, sarà presentata dal curatore Ermenegildo Frioni e dal critico e storico dell’arte Prof. Pasquale Lettieri. Giorgio Carta - come scrive Pasquale Lettieri nel testo in catalogo - consapevole della sua modernità trasgressiva, della sua visione emozionale del mondo, è un sostenitore della necessità della ricerca fotografica, in quanto fondazione culturale, radicale, di tutto il pensiero dell’originalità, senza di cui tutto appare casuale, improvvisato, privo di linguaggio. Questa sua maturazione, fotografica e concettuale, lo ha portato più volte a misurarsi con il corpo femminile, fatto di luoghi comuni e di bizzarrie, di fotografia colta (alla Brassäi e alla Salomon) e di fotogiornalismo (da Weegee ai paparazzi romani), una mescolanza di jet-set e moda, di attrazione per il lusso, potere e sesso, tre elementi che ha saputo raccontare nelle sue “nature vive”, in cui donne bellissime e patinate si sdraiano sul bordo di piscine, su letti, divani, sedie in abito da sera e seni nudi, distruggendo letteralmente il libero arbitrio della visualità: non si può guardare altrove! La mostra è corredata da un elegante catalogo in italiano ed inglese. La mostra potrà essere visitata secondo gli orari di galleria, sino al 22 aprile 2017.


Incontro in ricordo di S. Giovanni Paolo II



VELLETRI - Nel dodicesimo anniversario del transito di S. Giovanni Paolo II, il Polo Espositivo “Juana Romani” nell’ambito delle attività per la Festa delle Camelie promuove un momento di ricordo. Dall’archivio di Radio Delta donato alla Biblioteca della struttura da Tonino e Orietta Trivelloni è stata tratta la radiocronaca della storica visita a Velletri del 7 Settembre 1980. Si tratta di un documento unico ed eccezionale perché con la voce di Peter Carbonelli è documentato tutto quello storico pomeriggio che ha visto Velletri accogliere il Papa tra una folla strepitante.
Ricorderemo il Santo Padre attraverso l’ascolto di quel documento e proiezioni d’immagini del suo pontificato durato 27 lunghi anni. Vi invitiamo a partecipare per rivivere quella giornata riascoltando quel celebre discorso del Papa che lasciò il testo preparato per andare a braccio e rispondendo al benvenuto del compianto Sindaco Saraceni pronunciò quella storica frase i valori del popolo veliterno sono “la famiglia il lavoro e la Madonna”. Poi la Messa sulla piazza della cattedrale l’incontro con gli ammalati giovani e la visita alla stazione. Vi invitiamo a partecipare numerosi.


Per il Polo Espositivo “Juana Romani è un grande onore e un privilegio poter ospitare in permanenza la preziosa Collezione Gasm creata dalla Dr.ssa Lucrezia Rubini: si tratta di opere di artisti contemporanei di indubbio valore. 


VELLETRI - Attraverso uno scritto della curatrice conosciamo la storia della collezione. La collezione del Gruppo degli Artisti del San Michele, iniziata nel 2006, raccoglie al momento più di cinquanta opere, di cui dieci della sezione internazionale, inserite dallo scorso anno. Sin dall’inizio, l’idea di offrire al pubblico la fruizione di una collezione privata aveva intenti di diverso tipo: di tipo morale, come impegno nel promuovere gli artisti, l’arte, la cultura in tempi di crisi, anzi, di vera e propria regressione; di tipo culturale, poichè la collezione GASM si fa portatrice e testimone della cultura, specificamente artistica, della nostra epoca tutta; di tipo sociale, in quanto un intento democratico la sottende nel cercare di avvicinare la gente comune all’arte, superando atteggiamenti pregiudiziali; di tipo politico, poichè gli enunciati proclamati sia nel Primo, sia nel Secondo Manifesto, che abbiamo elaborato, fanno appello ad una politica che promuova l’arte mediante scelte che trovino il coraggio di andare controcorrente; di tipo psicologico, in quanto la collezione, attraverso le proposte offerte dagli artisti che ne fanno parte, mirano a rendere consapevoli e far acquisire un atteggiamento critico nei confronti della realtà, di cui forniscono chiavi inedite, ovvero una sorta di life coaching; di tipo educativo, nell’ottica del life long learning, ovvero educazione alla vita e per tutta la vita, in quanto l’arte offre sempre una chance, e una risorsa dalle potenzialità infinite, per la crescita dell’Uomo di tutti i tempi e per tutto il suo breve tempo umanamente possibile. Questi sono i principi che hanno informato la nostra azione sin dall’inizio. La collezione è privata, in quanto essa nasce dal rapporto di stima e affetto reciproco tra un gruppo di artisti, e un critico d’arte, che condividono il difficile percorso dell’arte; di gratitudine da parte degli artisti nei confronti di quel critico e di accoglienza da parte di questo e di un gruppo di appassionati d’arte, che a loro volta credono nella sfida di una politica di promozione della cultura e dell’arte in Italia. Ma la collezione è stata concepita sin dalla sua costituzione per essere destinata alla fruizione pubblica e con questo scopo è stata impostata. Ovvero, le opere sono state scelte come destinate ad una collocazione museale, non come opere da salotto, opere da “vaso di fiori”, come ribadito nei manifesti elaborati, ma opere che avessero intrinsecamente un valore universale e fossero espressione non dei gusti di un cultore dell’arte, ma che rispondessero, per quanto possibile, ad una weltanschauung universale e atemporale. Da queste affermazioni di principio sono derivate scelte contenutistiche, stilistiche, persino tecniche specifiche, per opere che fossero non ingenuamente mimetiche, ma in grado di proporre codici inediti per ricodificare, rivedere, reinterpretare, reinventare, riscoprire, riconoscere, ricostruire la realtà che è davanti ai nostri occhi, per fornire chiavi di lettura inedite e salvifiche, che andassero “oltre” tale realtà, verso il primordiale, il mito, il simbolo, il pensiero, l’intangibile, l’indicibile, l’ineffabile. Opere di questo tipo dovevano essere astratte, informali, futuristiche, espressionistiche, surreali, metafisiche, didattiche, concettuali e avvalendosi di tecniche tradizionali, come la scultura a tutto tondo, il rilievo, la coroplastica, l’olio su tela, la tempera su tavola, oppure più all’avanguardia come le combustioni, il collage, l’assemblaggio, e persino sperimentali come le ruggini, l’uso di collanti, poliuretano espanso, e sostanze chimiche lasciate agire su superfici preparate.
La collezione GASM annovera già, in nuce, tutte le principali espressioni artistiche elaborate nel corso del Novecento, e successivamente riprese e sviluppate nell’ultimo decennio. Pertanto essa non soltanto offre una panoramica completa e preziosa sulle avanguardie, ma soprattutto ne offre l’interpretazione dell’ultima generazione di artisti interpreti del contemporaneo, proiettandosi, così sui potenziali sviluppi futuri, sulle tendenze propulsive, e non mode effimere, dell’arte. Ogni artista ha prodotto opere originalissime, frutto di riflessione e di ricerca sperimentale, che testimoniano solo una fase del percorso dell’autore, sempre complesso e in itinere. Potremmo individuare, per grandi linee, diversi filoni di ricerca, riconducibili alle principali correnti artistiche dell’Avanguardia e della Trans-avanguardia. E’ impossibile incasellare sistematicamente tutte le correnti rappresentate nella collezione: se un congruo gruppo di opere può essere collocato in una definizione genericamente astratta, come quelle di Alviani, Berry, Bibbò, Cordasco, Crocco, D’Orazio, Di Lorenzo, Di Trani, Inin Gamat, Germondari, Impallara, Lopes, Menenti, Morana, Pepe, Pompeo, Ponti, bisogna poi individuare tra questi i diversi orientamenti verso un astrattismo lirico, oppure concreto o informale. Allo stesso modo opere che potrebbero essere ricondotte al Surrealismo, come quelle di Borges Reyes, Cerbone, Pantano, Scandurra o Mele, ne propongono poi una declinazione talmente personale, indice di un sistema filosofico individuale talmente ampio, che il riferimento alla corrente artistica “classica” ne costituisce una labile traccia mnestica. Un filone espressionistico può essere individuato nelle opere di Calabria, Miglietta, Starp, Uyanusta, mentre suggestioni metafisiche possono essere lette nella figuratività “incantata” di Marchetti e Peter. Ci sono opere, poi, in cui la grammatica degli elementi realistici, pure riconoscibili, viene sconnessa per mutilazioni di membra disejecta, per dislocazioni, deformazioni, moltiplicazioni modulari, scomposizioni; è il metodo estetico-procedurale di Bianchi, Campagnuolo, Carloni, Cerbone, Chemali, Crescenzi, Dumitru, Duris, Iannotti, Nanni, Santolamazza, Sevi. Sul piano più strettamente tecnico si potrebbero poi includere nell’ambito dell’Arte Povera, per l’uso di ready-made o objets trouvé, le opere di Bianchi, Carloni, Dehais, Dumitru, Fava e persino i collages recuperati da vecchi incunaboli di Chemali, i polimaterici di Lopes o i “ferri” di Impallara. Infine De Melo Santos occupa un posto a parte per il suo originalissimo linguaggio, che si muove tra il graffitismo e i cartoon e, pertanto, si può ricondurre ad una rielaborazione della Pop Art2.

Padre Roberto è tornato alla casa del Padre



VELLETRI - Un altro capitolo della gloriosa storia della Parrocchia di San Martino si è chiuso con la scomparsa del reverendo Padre Roberto Petruziello dei Padri Somaschi. Era originario di Sturno (Avellino) dove era nato il 1 gennaio del 1930, stesso giorno stesso mese e stesso anno del compianto vescovo Andrea Maria Erba. È stato di famiglia a San Martino in diversi periodi della sua vita. La prima volta negli anni settanta con Padri come Italo e Luigi Laracca, Francesco Cerbara, Stefano Pettoruto. Diventato parroco nel 1988 ha promosso numerosi interventi di restauro della chiesa parrocchiale e delle cappelle in campagna. Lasciata la parrocchia a Padre Lodovico D'Uva nel 1996 ha ricevuto l'obbedienza per trasferirsi di famiglia a Belfiore di Foligno un anno il suo arrivo si è trovato a fronteggiare il terremoto che ha sconvolto l'Umbria. Da Velletri partimmo con uno scuolabus del comune per portare aiuti. Dopo Belfiore Pescia e Statte nel 2009 il ritorno a Velletri con l'incarico di cappellano dell'ospedale. Ha curato nell'ultimo periodo la guida spirituale della comunità che ogni domenica si ritrova in S.Apollonia e dei confratelli dell'arcofraternita della carità orazione e morte. Gli ultimi aggregati sono stati formati spiritualmente proprio dal Padre Roberto. Non si può tralasciare il suo ministero nelle campagne della Parrocchia di San Martino dove è amato e stimato come il Padre Luigi Laracca che per le stesse campagne si è tanto speso. L' ultima gioia la mattina del 1 gennaio quando a sorpresa a Santa Apollonia gli abbiamo festeggiato il compleanno, disse commosso che era la prima volta. Ciao padre Roberto. Ciao grande piccolo uomo ora che sei lassù salutaci padre curato, padre Luigi, padre Stefano, padre Ernesto, padre Giovanni noi che restiamo vi portiamo nel cuore.