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lunedì 27 febbraio 2017

Pienone al Polo Espositivo "Juana Romani" per una "Velletri come non l'avete mai vista"

Organizzato dal GAV e dal Circolo Artistico "La Pallade Veliterna", presso il Polo Espositivo "Juana Romani" si è svolta la conferenza di Guido Giani su una Velletri sconosciuta.

di Rocco Della Corte


VELLETRI - Riscoprire la nostra città tramite foto d'epoca e ricostruzioni. Di fronte ad un'ottima cornice di pubblico che ha riempito la Sala "Marcello De Rossi" dell'ex Istituto d'Arte, si è svolta sabato pomeriggio la conferenza di Guido Giani intitolata "Velletri come non l'avete mai vista". 

L'iniziativa, molto partecipata, si lega al lavoro che Giani - socio del GAV e curatore di una mostra permanente presso il Polo Espositivo - già da anni porta avanti con i suoi splendidi disegni in scala di monumenti cancellati dalla guerra o in stato di abbandono. Un modo di fare cultura e allo stesso tempo denunciare i soprusi delle bombe ma anche e soprattutto dell'incuria umana, perché alcune storie hanno davvero dell'incredibile (si pensi, per riportare due esempi citati da Giani, a Porta Romana, abbattuta per consentire alle carrozze di svoltare meglio verso via Menotti Garibaldi, all'epoca via Borghese, oppure alla Torre del Trivio che pericolante nel 1944 è stata salvata da Marcello De Rossi con la strenua battaglia per ristrutturarla).
Alessandro Filippi
Prima di iniziare la conferenza ha portato il saluto Alessandro Filippi, responsabile del Polo Espositivo "Juana Romani" e presidente del circolo "La Pallade Veliterna", che ha sottolineato il lavoro svolto nei tre anni trascorsi per tenere viva una struttura come quella dell'ex Scuola d'Arte altrimenti destinata alla chiusura e che invece oggi brilla per iniziative e contatti con altre realtà artistiche del territorio ("Parteciperanno alla Triennale "De Rossi" che si aprirà il 18 marzo tutti gli artisti di via Margutta", ha anticipato in chiusura lo stesso Filippi). In rappresentanza del Gruppo Archeologico Veliterno, invece, ha parlato il professor Ciro Gravier, che rivolgendosi alla platea ha ringraziato tutti per la partecipazione e rimarcato lo spirito del GAV alla ricerca di spunti e sempre impegnato nella sensibilizzazione della cittadinanza verso i beni archeologici del territorio. La parola è passata dunque a Guido Giani, che tra aneddoti, immagini d'epoca (particolarmente sentito il ringraziamento a Livio Rondoni per il suo archivio fotografico, messo a disposizione dalla figlia Cristiana) e ricostruzioni ha posto all'attenzione dei presenti molti punti di Velletri che siamo abituati a vedere "ricostruiti" in maniera scellerata e che invece prima della guerra erano degli autentici gioielli.
Ciro Gravier
La Coroncina (attualmente esposta alle intemperie), il Palazzo Comunale (ridisegnato e ricostruito dopo essere stato distrutto dalle bombe), l'area delle Stimmate (fortunatamente recuperata), la fonte di S. Maria dell'Orto (dalla prodigiosa acqua all'inquinamento con il terribile dubbio della corruzione, vista la competizione che si era instaurata con Fiuggi): questi e tanti altri esempi ha portato Giani, corredandoli con le sue fedeli ricostruzioni e non rinunciando a raccontare aneddoti (è il caso dell'Archetto di S. Clemente, divenuto proverbiale tanto che gli anziani dicevano "tenghi e cianghe comme l'arco de S. Clemente", oppure del famoso "cane de Appiotti" ritenuto poco furbo perché si rifugiava nella gabbia dell'accalappiacani"). Tra le battaglie che Giani ha sempre portato avanti spicca quella per la meridiana che campeggiava sulla Torre del Trivio: sparita dopo la guerra, alcuni la vorrebbero localizzata a Latina, ma non ci sono prove certe mentre il GAV sta pensando ad una ricostruzione fedele dell'originale. Giani ha poi chiamato in causa Filippi per quanto riguarda la storia di Cencio Vendetta, e il responsabile del Polo ha posto alla platea alcune riflessioni mettendo in luce - sulla base di studi di documenti e carte - delle incongruenze che potrebbero clamorosamente portare ad una rivisitazione della posizione del "brigante", forse accusato ingiustamente?
Guido Giani
Questo l'interrogativo lasciato al pubblico, che è poi venuto a conoscenza dei risultati della consultazione popolare sulla campana di Marino (altro elemento analizzato nel dettaglio): sui 220 votanti che hanno partecipato al sondaggio, i favorevoli alla restituzione ai marinesi sono appena il 36%. Stravince quindi il fronte di chi la campana vuole tenersela, e sarebbe quanto meno auspicabile organizzare delle visite guidate presso il Tempietto Bramantesco ove sono custodite sia la campana di Velletri che quella di Marino (la battaglia tra le due città è stata ripercorsa tramite la lettura di versi di Giovan Battista Iachini). Al termine dell'incontro, che ha riscosso molto successo, soddisfazione è stata espressa dallo stesso Guido Giani, che si è detto disponibile a raccogliere nuovi spunti e lavorare su nuovi progetti per divulgare, far conoscere, e riascoltare le voci di coloro che al cospetto della magnificenza storica della nostra città non possono far altro che dire: "Non sembra nemmeno Velletri!".