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lunedì 6 febbraio 2017

Luigi Tenco, parola al musicista Giulio Salvatelli: "Un artista eccezionale, innovativo e incompreso"

Sabato 18 febbraio, a partire dalle ore 18.00 (inizio dello spettacolo puntuale), al Teatro Artemisio si svolgerà un evento dedicato a Luigi Tenco e alla sua musica. 

Intervista a cura di Rocco Della Corte

VELLETRI - Un cantautore impegnato che però non fa presa solamente sugli adulti, bensì anche sui giovani, che riescono a carpire il messaggio da lui evocato nei testi scritti dando una volta di più la cifra di quanto la poesia sia universale. A suonare sul palco ci sarà anche la band di Giulio Salvatelli, composta da giovani musicisti che con passione e interesse si sono calati in questa avventura. Con questa intervista scopriamo chi sono e quali sono i motivi che li hanno indotti a sposare il progetto dell'Associazione Memoria '900 in omaggio a Tenco.


Giulio Salvatelli, quando nasce la tua passione per la musica e c'è qualcuno che consideri il tuo maestro? 

La passione per la musica nasce fin dall'adolescenza, essendomi avvicinato prima allo studio del pianoforte e successivamente essendomi specializzato nello studio della chitarra moderna e decidendo così di farne il mio lavoro. Come riferimento ho sempre avuto i grandi musicisti e i grandi gruppi degli anni 60 e 70, come i Beatles, Jimi Hendrix. Contemporaneamente ho sempre avuto un'attenzione verso il cantautorato italiano: De Andrè, Fossati, solo per citarne alcuni. 

Perché avete sposato il progetto dell'Associazione nel ricordo di Luigi Tenco? Cosa vi colpisce di più della figura enigmatica di questo grande cantautore italiano? 

Abbiamo sposato questo tipo di progetto, perché lo riteniamo nei suoi propositi di fondamentale importanza. Luigi Tenco è stato un' artista di una taratura e di un talento eccezionali, non sempre capito dai suoi contemporanei, ha dato il via ad un modo innovativo di scrivere e concepire la canzone italiana, trattando le più svariate tematiche e ponendosi come riferimento e caposcuola per le generazioni future. 


Da chi è composta la tua squadra e quali sono, in breve, le vostre più importanti esperienze?

La mia squadra è composta da Giovanni Ludovisi al basso e alla voce, da Livio Salvatelli alla batteria e percussioni, Pietro Caroleo alle tastiere e da me chitarra e voce. Siamo tutti ragazzi che stanno cercando di fare della propria passione una professione, tra molti sacrifici, in un Italia di istituzioni che relegano l'arte e la cultura in uno spazio sempre più soffocante. Le esperienze sono state le più disparate dal rock per alcuni alla musica classica per altri, ma abbiamo sempre cercato di fare della dimensione dell'esibizione live una priorità. Io mi sono specializzato in chitarra moderna rock blues, Giovanni Ludovisi è prossimo al diploma di conservatorio mentre Livio e Pietro sono entrambi studenti della scuola romana di alta formazione musicale Saint Louis di Roma. 

Cosa ti aspetti dalla serata del 18 febbraio e come sta andando la preparazione dei brani? 

Ci aspettiamo una buona risposta di pubblico. Ci stiamo preparando allo spettacolo, cercando di esaltare e ricercare nei brani, degli elementi di modernità, che Tenco era riuscito già ad inserire all'epoca della loro composizione. Siamo felici di poter beneficiare della presenza e degli interventi a riguardo di due grandi professionisti quali Vittorio Nocenzi e Alfredo Saitto. E sarà per noi un piacere condividere il palcoscenico con il gruppo di Antonio Censi. Ci vediamo il 18, non mancate!