mercoledì 22 febbraio 2017

Lettere al Giornale: "Grazie ad Adeo Viti per aver ricordato la mancata intitolazione di una via a Guillaume D’Estouteville”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di PPV riguardo l'intitolazione mancata di una strada a Guillame D'Estouteville, cardinale-vescovo di Velletri dal 1461 al 1483.

Comunicato stampa


VELLETRI - "Con questo articolo - scrive Fabio Taddei, esponente di PPV - vorrei ringraziare il professor Adeo Viti per il ciclo di incontri culturali con conversazioni ed immagini a tema “Velletri e il Medioevo” che sta tenendo da gennaio a marzo presso il polo espositivo “Juana Romani” (ex Istituto d’arte), in collaborazione con il Centro Studi “Antonio Mancinelli”, il Gruppo Archeologico Veliterno, il Centro Studi “Oreste Nardini ed il Circolo Artistico “La Pallade Veliterna” e per avermi dato l’occasione di far sapere ai cittadini ciò che racconto qui di seguito.
Nell’incontro del 10 febbraio il Professor Viti ha ricordato la figura di Guillame D’Estouteville, il cardinale-vescovo di Velletri dal 1461 al 1483, di origine normanna, che nel XV secolo fece costruire il nostro attuale palazzo vescovile e la mancata intitolazione a suo nome di una strada di Velletri che avrei tanto voluto. Guillaume D’Estouteville, nasce nel 1403 ad Estouteville-Écalles in Francia e dopo una folgorante carriera che lo vide come vescovo a capo di numerose diocesi francesi e poi nominato cardinale con importantissimi incarichi papali dell’epoca riguardanti la mediazione tra Francia ed Inghilterra durante la guerra dei cent’anni o la revisione del processo e la riabilitazione di Giovanna D’Arco, si stabilì a Roma fino alla fine dei suoi giorni avvenuta nel 1483. Nella sua vita fu un grande mecenate e si occupò della costruzione di molti edifici religiosi francesi di Rouen, Mont Saint-Michel, Pontoise e Gaillon, promuovendo numerose costruzioni religiose di propria iniziativa anche in Italia come la Chiesa di Sant’Agostino in Roma interamente ricostruita grazie alla sua munificenza ed appunto il Palazzo Vescovile di Velletri. Proprio alla figura di questo personaggio, la Commissione Toponomastica da me presieduta nel periodo 2010-2012, in qualità di consigliere delegato propose l’intitolazione di una strada cittadina priva di nome proprio nei pressi del Palazzo Vescovile, cosa questa che avrebbe avuto il duplice merito di colmare una lacuna nella toponomastica cittadina e di ricordare una figura meritevole del nostro glorioso passato cittadino.
Nello specifico la proposta venne fatta nella seduta della Commissione Toponomastica del 02-12-2010 dove nel relativo verbale a firma dei membri: Fabio Taddei, Massimo Fabi, Giorgio D'Urso, Guido Di Vito e Silvia Sangermano veniva riportato… “A questo punto della seduta, i membri con consenso generale, propongono di denominare, seguendo il parere espresso dal membro Massimo Fabi, la rampa di raccordo in prossimità di Porta Napoletana tra il Corso della Repubblica e Via Fontana delle Fosse come “Via Guillaume D’Estouteville”, intestandola, così al cardinal-vescovo del quindicesimo secolo meritevole di aver fatto costruire il Palazzo Vescovile a Velletri, posto nei pressi della stessa via che su proposta, ne porterebbe il nome ricordando direttamente l’importanza che il religioso ebbe per la città.” Nonostante il nostro prezioso lavoro di ricerca, questa intitolazione dopo essere stata verbalizzata dalla Commissione Toponomastica, non poté mai essere inoltrata all’amministrazione comunale della prima giunta Servadio perché a causa delle note vicende che videro uscire dalla maggioranza di allora oltre al sottoscritto anche i consiglieri comunali Franco De Santis e Vincenzo Bagaglini, per via dei contrasti causati dai metodi di gestione assolutamente privi di ogni forma di dialogo da parte di Servadio, improntati su un clima di imposizioni, fui costretto a lasciare la presidenza della Commissione Toponomastica e la carica di Consigliere Comunale Delegato alla Toponomastica. Andarono così in fumo non solo l’intitolazione di “Via Guillaume D’Estouteville” ma anche tante altre che avrebbero risolto per sempre tanti errori della toponomastica cittadina ancora esistenti. Questo fu un chiaro esempio di mancanza di rispetto verso il sottoscritto ed i membri di assoluta qualità e competenza della Commissione Toponomastica di allora che fecero ben trentatre sedute di commissione totalmente gratuite e verso la città che ha perduto la possibilità di vedere arricchito il suo stradario con un nome storico così importante. Purtroppo Servadio non ha capito o non vuole capire che in politica se si fanno i dispetti a rimetterci è la città come in questo caso! Per la cronaca, quella strada è ancora priva di nome e potete essere certi che se verrò eletto alle prossime elezioni comunali, questa sarà una proposta che farò immediatamente. Grazie per l’attenzione".