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martedì 14 febbraio 2017

Le rovine medievali di Piazza Pagnoncelli: incertezze e prospettive di un sito archeologico

Dopo l’intervento degli speleologi di “Sotterranei di Roma” l’Assessore Sergio Andreozzi, addetto ai Beni Comuni, si è pronunciato riguardo al futuro dei resti archeologi siti in Piazza Pagnoncelli. 

di Valentina Leone


VELLETRI - La piazza, tristemente nota per la detonazione avvenuta nel 1987 a causa di una fuga di gas e per la trentennale risistemazione terminata nel 2012, è tornata ultimamente ad attrarre l’interesse pubblico per le notizie riguardanti la scoperta di un reticolato di grotte e cunicoli ritenuto in principio di età romana, ipotesi smentita dagli ultimi accertamenti.
Del ritrovamento di un opus incertum di età romana avevano parlato i primi responsi dati dalla Soprintendenza in relazione agli ambienti di interesse archeologico emersi lo scorso gennaio, quando l’apertura di una profonda voragine ha rivelato la presenza di murature antiche. Molte associazioni speleologiche ben radicate sul territorio veliterno si sono proposte per esplorare la zona, ma alla fine il rilievo è stato affidato all’associazione “Sotterranei di Roma” che ha lo scorso 3 febbraio ha appurato la pertinenza dell’impianto murario a scantinati di epoca medievale della fu Blitri.
L’esplorazione ha avuto inizio grazie alla realizzazione di una rampa realizzata artificialmente con l’escavatore, che ha permesso di raggiungere la base delle opere ipogee situata a 8 m circa dal piano campagna, ovvero il livello naturale del terreno. All’interno è stato trovato un piccolo ambiente caratterizzato da 3 absidi realizzati con volte a crociera, sostanzialmente spoglie di rivestimento; mentre proseguendo è stato possibile rintracciare degli ambienti usati come cantine, per la morfologia contraddistinta da lunghe gallerie con nicchie su entrambi i lati, sulle cui basi sono stati ritrovati blocchi di pietra pensati per poggiare le botti. Con la ricognizione è stato possibile individuare anche l’antica discenderia, l’ingresso originario murato in cima dal quale si è raggiunto un’altra diramazione dell’ipogeo, caratterizzata sempre dall’alternanza di nicchie sulle pareti della galleria. Le strutture rinvenute sono apparse in uno stato di conservazione mediocre, i rivestimenti delle pareti scarsi e in fase di distacco, come anche gli spigoli e le volte. Infine, a sconfessare le prime interpretazioni, solo la presenza di una volta realizzata con il metodo dell’incannucciata ha fatto riscontrare una evidenza di carattere archeologico.
Interpellato da “Velletri Life” sul futuro dei ritrovamenti e su una possibile valorizzazione del sito con adeguata cartellonistica, l’Assessore ai Beni Comuni Sergio Andreozzi ha dichiarato: «Noi stiamo aspettando le direttive della Sovrintendenza. Comunque abbiamo intenzione di salvare il salvabile (magari il pozzo di aerazione), indicare con sampietrini bianchi posti in superficie il percorso che era al di sotto con pannello verticale. Qualunque soluzione che dovrà individuare eventualmente l’Amministrazione comunale dovrà essere, a mio parere, condivisa con l’intero consiglio comunale». In attesa di una nota della Sovrintendenza circa il reale interesse archeologico del ritrovamento, con un eventuale rilievo con geo radar tridimensionale, si auspicano nuovi interventi e ricognizioni che diano gli elementi indispensabili per avviare una prossima attività di conservazione del sito e per garantire la sua leggibilità, con l’apposizione di targhe esplicative, anche nel caso di una chiusura dei cunicoli.