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sabato 18 febbraio 2017

L'angolo del computer: file cancellati anche dal cestino: saranno davvero spariti?

Ogni volta che cancelliamo un file da una qualsiasi memoria non volatile, sia magnetica che allo stato solido, in realtà segnaliamo solo che quella “zona” può essere riutilizzabile senza eliminare di fatto nessun dato. 

di Stefano Ruffini


Questo sistema di eliminazione utilizzato dai computer (ma anche dalle fotocamere, cellulari, ecc.) serve a rendere più veloce l’operazione; infatti sia un file di pochi byte che uno di svariati gigabyte impiega lo stesso tempo ad essere cancellato.
Se invece la cancellazione fosse effettiva, un file come un film completo, impiegherebbe una quantità di tempo improponibile!. Anche in caso di formattazione (veloce) di un disco fisso o di una memoria di una fotocamera in realtà viene cancellato solo l’indice che serve alla gestione dei file… ma nulla di più. Questi fatti generano due esigenze opposte, la prima quella di poter recuperare i file erroneamente eliminati, la seconda quella di cancellare i dati definitivamente per motivi di privacy, specialmente in caso di vendita o rottamazione di un computer. Per poter ripristinare i file cancellati, anche dal cestino, è necessario procurarsi uno dei tanti programmi che fanno al caso, cercando di utilizzare il meno possibile il computer per altri scopi. Infatti poiché le aeree dei file eliminati sono contrassegnate come “riutilizzabili” può accadere nel successivo uso del computer che queste vengano “sovrascritte” da nuovi dati rendendo impraticabile il loro recupero. I programmi adatti a scovare e ripristinare i file cancellati sono tanti, quelli gratuiti sono più o meno tutti simili e di uso facile ed intuitivo, quelli a pagamento invece hanno qualche potenzialità in più nel rintracciare i dati persino in presenza di supporti di memorizzazione formattati o nel caso di partizioni logiche danneggiate o eliminate. In questi ultimi due casi (formattazione o partizioni logiche illeggibili), se si tratta di hard-disk dove era presente il sistema operativo, poiché il computer sarà inutilizzabile, bisognerà collegare il supporto su un secondo pc utilizzando un adattatore SATA-USB (come gli involucri dei dischi portatili o le docking station) oppure utilizzare un cd autopartente, basato su una distribuzione Linux, contenente programmi specifici di recupero che non tratterò in questa rubrica per la complessità dell’argomento. Più in generale esistono due metodi di scansione dei file cancellati, uno “standard” più veloce ed uno approfondito che può impiegare anche molte ore. Tra la “selva” dei programmi gratuiti per Windows cito quelli che ho utilizzato nel passato ma ancora attuali: Undelete Plus (http://www.undeleteplus.com/) “un classico” Wondershare Data Recovery (https://www.wondershare.net/ad/data-recovery/) Ultimamente però preferisco utilizzare programmi a pagamento perché più efficienti nei casi “difficili”: Recuva (https://www.piriform.com/recuva) un ottimo programma disponibile anche gratuitamente (con qualche limitazione) ma senz’altro tra i più consigliati. MiniTool Power Data Recovery (https://www.powerdatarecovery.com/download.html) di cui posseggo la versione acquistata ma si può scaricare anche gratuitamente con la limitazione di un solo Gb di file recuperabili. Mareew Disk Recovery (http://mareew.com/disk_recovery/disk_recovery.php) con tante funzioni ma solo a pagamento. Per risolvere invece il problema inverso, cioè essere sicuri di aver cancellato per sempre un file e quindi renderlo irrecuperabile dai normali programmi di ripristino, l’unico metodo è scrivere dei dati “qualsiasi” proprio nelle posizioni fisiche dove si trova. A questo proposito ci vengono in aiuto alcuni programmi gratuiti: Wipefile (https://wipefile.en.softonic.com/) che permette di sovrascrivere più volte (numero di volte a scelta) i file cancellati in modo da rendere impossibile il loro recupero anche ai programmi forensi. Moo0 File Shredder (http://www.moo0.com/software/FileShredder/) Eraser (https://eraser.heidi.ie/) Consiglio pratico: se dovete rottamare, cioè portare in discarica, un computer o un disco fisso contenente dati molto sensibili, oltre ad usare uno di questi programmi, è bene rimuovere la memoria e con una mazzetta danneggiare fisicamente il supporto.