Sponsor

Le migliori attività commerciali e non solo di Velletri e dintorni:




venerdì 17 febbraio 2017

Giovanni Floris a Velletri incontra gli studenti al Landi: "La cultura? E' semplicemente vivere"

Una mattinata intensa e ricca di contenuti presso l'Aula Magna del Liceo Scientifico "Ascanio Landi". Ospite il giornalista e scrittore Giovanni Floris, che ha presentato il suo ultimo romanzo Quella notte sono io.

di Rocco Della Corte

VELLETRI - Il noto conduttore televisivo e giornalista, grazie all'organizzazione della Mondadori Bookstore Velletri, è arrivato nel Liceo Scientifico cittadino per presentare il suo ultimo libro, Quella notte sono io. Un romanzo, edito da Rizzoli, che il conduttore di Dimartedì ha dichiarato di aver ambientato proprio nella fascia di età degli studenti che hanno riempito la platea dell'Aula Magna.

Germano, Lucio, Stefano, Magda, Silvia, Margherita: tanti protagonisti e soprattutto numerose situazioni in cui ogni lettore si può ritrovare. Dopo una breve introduzione del preside, professor Roberto Toro, che ha ringraziato Floris per la disponibilità e la cortesia dichiarandosi onorato della sua presenza a Velletri, la parola è passata al coordinatore dell'incontro, il giornalista Ezio Tamilia. Quest'ultimo ha posto alcune domande a Giovanni Floris, che ha risposto con il consueto garbo che lo contraddistingue. Normalità e diversità sono due concetti fortemente presenti nel romanzo, e sui quali si è dibattuto a lungo. La sintesi di questa dialettica porta a ricercare nella normalità la diversità stessa, in una specie di paradosso filosofico: "Non mi fanno paura le persone diverse, mi fanno paura quelle che si aggregano al branco".
Da lodare la qualità delle domande che gli studenti hanno posto a Floris, che ha molto apprezzato l'attenzione, l'acume e le intuizioni dei giovani lettori del Liceo. "La cultura è vivere - ha detto al pubblico presente - ma non bisogna pensare che basterà studiare. Voi siete fortunati ad essere in un Liceo importante di una città importante. Ricordate che sono le esperienze che ci formano, e io ho scritto questo romanzo per lasciarlo alle nuove generazioni raccontando come si viveva alla vostra età nei miei anni". L'ospite, però, oltre ad entrare nel merito di questioni prettamente letterarie (il personaggio che rappresenta la coscienza, quello odiato, quello amato, quello che rimane volutamente indefinito perché non trova la propria identità) ha ampliato, come suo costume e per deformazione professionale, all'attualità pur senza uscire dal tema centrale del racconto: "Il bullismo è un po' ovunque, anche nella politica. Oggi si cerca di far passare un messaggio di semplificazione, se confrontate i programmi politici dei vari leader che sono sulla scena troverete tanti punti in comune. La situazione è più complicata di come ce la raccontano". Molto sentito l'indirizzo all'indipendenza che Floris ha trasmesso ai ragazzi, invitandoli alla coerenza, al rispetto del proprio essere e a far valere più i comportamenti che i pensieri: "Molto spesso ci si può far influenzare - ha detto il giornalista - ma in realtà non è importante quello che si dice ma essere giudicati per ciò che si fa. E' inutile sentirsi giusti se poi si esclude una persona, 'bullizzandola'!". Non si è parlato di bullismo, però, nella maniera convenzionale e scontata ma con un approccio originale e di livello: è stato forse questo il segreto del successo della mattinata.
"La qualità - ha proseguito Floris - non è data dall'apparenza o dai titoli. Ricordo che nella squadra di calcetto dove giocavo c'era un ragazzo che non aveva notato nessuno, taciturno ed escluso, poi ad inizio campionato è risultato il più forte di tutti, indossava addirittura la maglia numero dieci". I quesiti intelligenti posti dagli studenti, che hanno dimostrato come il romanzo abbia avuto un forte impatto emotivo su di loro, hanno impegnato Floris che ha poi allargato anche gli orizzonti rispondendo alle domande di Tamilia sulla situazione internazionale, viste le esperienze che il conduttore ha avuto negli USA: "Obama aveva un grande indice di gradimento - ha sottolineato il giornalista - ma i democratici presentando la Clinton hanno dato un'idea diversa dai loro intenti. Dopo aver fatto per due mandati la first lady, la candidata ha incarnato la figura antipatica della donna di potere, risultando attaccata al governo, viste anche le esperienze da ministro degli Esteri. Gli elettori si sono voltati dall'altra parte e hanno trovato un personaggio alternativo, estremo, che sicuramente spaventa, ma fondamentalmente ha dato delle risposte più nette. Resta il fatto che oggi i politici sono un po' come i prestigiatori, mostrano una mano e con l'altra mischiano le carte". Impossibile non pensare a come quanto affermato sia assimilabile a quello che avviene in Italia, dove di riflesso gli slogan e i tweet diventano un modo di comunicare veloce, rapido, ma spesso non sufficiente a comprendere la globalità dei problemi. Nel finale della mattinata la professoressa Mariella Terra, che coordina il progetto  ASL con le professoresse Cristiana Romanato e Teresa Tamburlani, ha raccontato a Floris l'esperienza dell'Impresa Formativa Simulata Giornale On Line (tra l'altro svolta in collaborazione anche con il nostro Giornale), chiedendo espressamente al giornalista di dare consigli agli aspiranti redattori. La risposta è stata molto semplice: "Io devo ad un giornalista di cui non ricordo neanche il nome la scelta di fare questo mestiere. Venne a fare una conferenza nella scuola media di Piazza Bologna che frequentavo e mi incantò. Bisogna restare imparziali e guardare sempre il pubblico, perché se un articolo tira più di un altro c'è sempre un motivo". Sui progetti futuri, sollecitato da Tamilia, Floris ha svelato la preparazione di un saggio sulla nuova lotta di classe che non è più tra ricchi e poveri, ma tra "ricchi e poveri che pagano le tasse e ricchi e poveri che non le pagano. Chi ci rimette è lo Stato".
Un progetto intrigante e realistico, che ha suggellato un incontro ricco di spunti e che apre riflessioni interessanti, a cominciare dal romanzo. Gli autografi e le foto ricordo alla fine della conferenza, con docenti e studenti che si sono avvicinati a Floris per scambiare qualche parola e ottenere una dedica, hanno chiuso l'evento. Una bella mattinata di emozioni e di cultura, mentre Quella notte sono io si propone di entrare, con discrezione, nella vita e nell'interiorità delle persone, indicando loro - con la voce modesta e garbata dell'autore - il modo in cui "la verità è più forte del tempo".





La folta e attenta platea

Giovanni Floris con la Redazione di Velletri Life