sabato 25 febbraio 2017

Al Teatro di Terra le "maschere" protagoniste della Jam Session di Carnevale

Un’altra Jam Session di qualità quella proposta nel venerdì pomeriggio del Teatro di Terra. 

di Rocco Della Corte


VELLETRI - La storica realtà veliterna, che continua incessantemente il suo lavoro nell’ambito culturale grazie al direttore artistico Luigi Onorato, dopo il successo dello scorso week end con l’esibizione del Laboratorio “Centostorie” per la regia di Carla Petrella ha proposto un’ulteriore iniziativa che ha coinvolto numerosi attori, in erba e non.
A fare da presentatore alla serata - con garbo, ironia, e padronanza - è stato Emanuele Cammaroto, che ha dato subito la parola a Carla Petrella. La regista e attrice veliterna, ringraziando Onorato, ha spiegato in poche parole lo spirito di una Jam Session: dare a tutti, professionisti, amatori e anche “improvvisati” la possibilità di salire sul palco per recitare, senza copione, qualsiasi pezzo coerente con il filo conduttore del contesto. Ed essendo in pieno clima carnevalizio, il tema portante non poteva che essere quello delle Maschere. L’attenzione all’originalità da parte di tutti i partecipanti, però, è stato il vero traino ad una serata scoppiettante ed interessante.
Emanuele Cammaroto
Ogni attore ha puntato a sorprendere il pubblico, senza luoghi comuni (nessuno ha portato Pirandello e non è apparso di certo un sgarbo all’inimitabile commediografo siciliano), in un contesto internazionale – come ha ironicamente sottolineato Cammaroto – nel presentare ogni ospite. Primo della lista è stato Gianni Molisina, vestito da cow boy, che ha inscenato un’esilarante lettura di “Bandolero stanco” di Roberto Vecchioni, in maschera. Successivamente Giulia Cerquozzi ha recitato “Invito a sorpresa”, per poi lasciare il palco a Maria Paone che in due interventi distinti si è cimentata in “Re Carnevale” e “Saluto alle Maschere”. Oltre alla recitazione ha impreziosito l’atmosfera la buona musica, vivacizzando e riscaldando il pubblico, oltre a dare quel tocco di interdisciplinarità che non guasta mai in occasioni del genere. Così Mario Maneri, Simona Nobili, Azzurra Petruzzelli e Demis Ceracchi – che saranno protagonisti il 19 marzo proprio al Teatro di Terra con “Il sogno di Opeliu” hanno cantato in diversi momenti “Mangiafuoco”, “Nessun luogo”, e infine “Riflesso” – quest’ultima esibizione in chiusura della serata, fatta in maschera e che ha avuto l’effetto di chiedere una replica della prima canzone, quella di Bennato. Biancamaria Berardi, invece, ha riportato con eleganza e raffinatezza la recitazione sul palco con un inedito – che poi si è rivelato, sorpresa tra le sorprese, scritto da Emanuele Cammaroto – intitolato “Anche le maschere con Mirandolina”. Un pezzo che, pur nominando la storica locandiera di Goldoni, sfocia in maniera calzante nell’attualità senza rinunciare all’evocazione (L’infinito di Leopardi irrompe ad un tratto scuotendo lo spettatore) e alla riflessione. Velia Bongianni ha giocato con “Pulcinella”, recitando con la consueta simpatia e maestria che la contraddistingue. Mauro Ognibene, di seguito, ha optato per un classico romanesco – da veliterno doc – e ha letto “La maschera” di Trilussa, per poi duettare con Velia Bongianni ne “Le Maschere” di William Butler Yeats. Ignazio Zito ha portato in scena la medesima poesia del Salustri, ma rivisitata nella sua ottica siciliana nel primo intervento (l’internazionalità sul quale si era soffermato Cammaroto riguarda anche l’isola dell’Etna, visto che fino a pochi anni fa sbarcando a Reggio Calabria campeggiava un cartello di “Benvenuti in Italia” dal sapore beffardo);
Carla Petrella
nel secondo, invece, Zito ha confermato la sua predilezione alla poesia del vissuto con “Eterna”, scritta da lui e dedicata alla compagna. Allegria e simpatia gli ingredienti preferiti di Anna Censi, che con due recitazioni, “La Tarantella di Pulcinella” e “Carnevale”, entrambe in rima, ha colpito per la sua semplicità e genuinità. Patrizia Audino ha scelto “Il carnevale di Quasimodo” di Walt Disney, leggendo in maniera espressiva e accompagnando all’esibizione un’ottima gestualità. L’ultima artista in scena è stata Marzia Serangeli, che con “Una maschera di Carnevale” ha chiuso la scaletta prevista, sintetizzando con le sue parole il tema della Jam Session. Ma nella serata delle sorprese, già di per sé previste data la natura di un’iniziativa che prevede la massima libertà di esibizione, non poteva mancare la ciliegina sulla torta. A porla, con la sua consueta discrezione, la bravissima Carla Petrella che ha specificato di aver preparato un omaggio indirizzato sia a Eduardo De Filippo che a Luigi Onorato, due napoletani doc.
Ignazio Zito
L’interpretazione delle avventure della Pulcinella eduardiana nel suo paese, però, al di là dell’inevitabile coinvolgimento del pubblico sapientemente istruito dalla regista veliterna, non è stata solo un’occasione di puro divertimento ma anche un accenno, colto e azzeccato, al momento storico perché “o cunto” – inteso come danaro da arraffare – è oggetto del desiderio dei più e quindi alla domanda “Pulcinella o’ssapit chi è?” la risposta potrebbe far male e riguardare i più insospettabili. Un siparietto davvero apprezzato, che ha dato un senso di profondità ulteriore consacrando il giusto valore dato alla “maschera”, senza banalizzazioni e stereotipi. Dopo l’ultima canzone eseguita dai musicisti, il presentatore Emanuele Cammaroto ha salutato e ringraziato gli intervenuti invitandoli al banchetto finale. È necessario, tirando le fila del discorso, un elogio alla piccola ma importante realtà del Teatro di Terra, che propone iniziative di qualità come la Jam Session a tema, ormai consolidata negli appuntamenti dell’istituzione di via S. Crispino. Mettere sul palco più culture, svariati nomi, diverse forme d’arte – con un coordinamento minimo e lasciando la più totale libertà agli interpreti – è davvero un’idea vincente e ambiziosa per Velletri. La speranza è che di questi eventi ce ne saranno altri, nel frattempo la nostra Redazione fa i complimenti a tutti, attori e addetti ai lavori, per una serata in un certo senso magica, e autentica, senza maschere, nell’ossimoro e nel paradosso proprio del teatro.

GALLERIA FOTOGRAFICA
a cura di Rocco Della Corte
(immagini non in ordine di apparizione)

Anna Censi

Biancamaria Berardi

Biancamaria Berardi

Carla Petrella

Gianni Molisina

Gianni Molisina

Giulia Cerquozzi

Ignazio Zito


Ignazio Zito

I musicisti Mario Maneri, Simona Nobili,. Azzurra Petruzzelli e Demis Ceracchi

I musicisti

Maria Paone

Marzia Serangeli

Mauro Ognibene e Velia Bongianni

Mauro Ognibene

Patrizia Audino

Marzia Serangeli e il pubblico

Velia Bongianni