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venerdì 17 febbraio 2017

140esimo anniversario della fondazione della Scuola Serale di Disegno Applicato alle Arti e Mestieri “Juana Romani”

Antonino Ciancia, uomo di vasta cultura e di vedute lungimiranti dopo alcuni anni dal suo arrivo a Velletri si rende conto di una realtà che era forse da troppo tempo sottovalutata, quella della formazione dei giovani apprendisti che popolavano le numerose botteghe artigiane del centro storico.

di Alessandro Filippi


VELLETRI - Ciancia aveva capito che quei ragazzi erano sfruttati sottopagati e ricevano a malapena le nozioni basilari di quel mestiere che volevano imparare magari da vecchi artigiani che gelosi dei loro segreti non li tramandavano per paura di perdere clienti e lavoro. Il professore allora pensò ad una scuola serale, che potesse in qualche modo colmare le lacune che quei per dirla in dialetto “regazzotti” avevano nella loro formazione. Propose la sua idea all’amministrazione comunale all’epoca capeggiata dal Sindaco Luigi Galletti era il 1875. Capita la validità del progetto l’amministrazione comunale l’approvò con delibera del 22 Settembre 1875. La prima sede della scuola fu il piano terra del Palazzo delle Maestre Pie in Via Guido Nati. Nei ragazzi questa nuova scuola trovò un notevole interesse tanto che fu necessario ad un certo punto chiudere le iscrizioni e ammettere al primo anno scolastico sono trenta di loro scelti tra quelli che offrivano maggior affidamento. Nel 1876 inizia l’attività didattica e a fine anno l’amministrazione comunale volle premiare sedici allievi scelti tra i più meritevoli secondo le segnalazioni del direttore.
Il Sindaco Galletti scriveva ad Antonino Ciancia: Velletri 6 Giugno 1876 Carissimo Sig. Professore Sono ben lieto dei buoni risultati ottenuti dalla scuola di disegno e tutto il merito di questa utile istituzione si deve a V.S. Ill.ma che con vera abnegazione si è prestata a dotare col magistero che ella nella mente esercita. Si abbia dunque le debite lodi da parte anche di questa popolazione. E ringraziandola della nota rimessami col pregiato foglio del 3 corrente dei sedici alunni da premiarsi con i sensi di perfetta stima ho l’onore di raffermarmi. Dal 1876 al 1897 la scuola prende corpo e la crescita costante della popolazione scolastica rese necessario l’ampliamento della sede scolastica, alla prima stanza venne aggiunta una un poco più grande. Nel 1890 la giunta deliberò di spostare la scuola al piano terra del Convento dei Terziari Francescani in Via Luigi Novelli occupato in precedenza dalle scuole elementari. Nella stessa delibera venne autorizzata l’assunzione di tre capi d’arte: un falegname, un fabbro e uno “stagnaro” che avendo le loro officine nella scuola potessero dare ai ragazzi oltre l’insegnamento pratico anche quello teorico. La delibera venne eseguita solo in parte, perché all’atto del trasferimento nella nuova sede Ciancia era affiancato nell’insegnamento solamente dal cognato Oreste Nardini, la scuola dal punto di vista amministrativo dipendeva dal Comune e didatticamente dalla sola abilità del direttore Massimo Gallelli, in carica dal 1897 al 1898. Antonino Ciancia, dopo vent’uno anni alla guida della scuola, lascia la direzione nelle mani del Prof. Massimo Gallelli. Il nuovo direttore diede alla scuola il primo ordinamento approvato con delibera della giunta del comune di Velletri il 6 Dicembre 1897. Venne messo nel bilancio del comune l’assegno per il direttore insegnante unico. La scuola era distinta in cinque sezioni stuccatori – intagliatori in legno – intagliatori in marmo – fabbri ferrai – pittori decoratori. Si strutturano anche i corsi e la didattica, ogni sezione era divisa in due corsi della durata di due anni ciascuno: il preparatorio e il superiore;nel corso preparatorio era obbligatorio lo studio della geometria, degli elementi di architettura, del disegno applicato alle arti industriali esercitate dagli alunni, della plastica ornamentale con la sola modellazione in creta, delle applicazioni manuali d’intaglio in legno e in marmo e di opere di ferro battuto. Nel corso superiore, lo studio della prospettiva, dei vari stili di architettura, del disegno a tutto effetto dalla stampa e dal vero, della plastica ornamentale in creta, in plastilina, in stucco ed in cera, di lavori completati d’intaglio in legno e in marmo, di opere in ferro battuto di assoluta composizione degli alunni. Si istituiva in oltre un laboratorio per le applicazioni manuali, e si rendevano obbligatorie le prove finali al termine di ogni anno scolastico, con relativa premiazione. Era un ordinamento didattico molteplice e vasto, che certo non poteva essere seguito solamente dal Direttore che era anche insegnante della scuola. Dopo un anno di esperienza Gallelli rinuncia all’incarico che passa al suo fiduciario che già lo suppliva il Prof. Edgardo Zauli Sajani 

EDGARDO ZAULI SAJANI -direttore dal 1898 al 1935 

L’inizio del XX secolo, l’avvento del progresso, cambia qualcosa anche all’interno della Scuola Juana Romani. Con la nomina a direttore di Edgardo Zauli Sajani la scuola va verso la sua definitiva struttura infatti il 10 Febbraio 1900 il consiglio comunale delibera il regolamento proposto dal ministero di A.I.C. per la “scuola pratica di disegno applicato alle arti e mestieri a Velletri .Tale fu allora il titolo ufficiale della scuola serale di disegno. Vennero introdotte nuove materie con questo regolamento l’insegnamento di geometria elementare, di disegno liniare, ornamentale ed architettonico, con applicazioni (nel terzo e quarto anno di corso) alle arti, all’esercizio delle quali i giovani erano avviati in tre laboratori annessi alla scuola e diretti da capi d’arte, per la lavorazione del legno, del ferro e delle pietre. La durata del corso era quadriennale con lezioni serali, i primi due anni erano preparatori, comuni a tutti gli allievi, gli altri due anni di specializzazione, distribuiti in sezioni a seconda dell’arte scelta dagli alunni. Alla fine dell’anno scolastico, gli alunni dovevano sostenere gli esami di promozione o di licenza; il governo della scuola era affidato ad un Consiglio Direttivo composto di due delegati del ministero, di due delegati del comune e di un rappresentante degli altri enti che sostenevano la scuola. Nascono in questo periodo, grazie ai contributi del comune tre laboratori distinti e bene attrezzati falegname – ebanista, quello di fabbro ferraio e l’altro di pittore decoratore con capi d’arte scelti tra i migliori del paese, mentre si deliberava anche quello di marmista intagliatore. Nel 1904 la scuola riceve la visita del Ministro di Agricoltura Industria e Commercio che soddisfatto dei risultati promise di aumentare il contributo della stato e di dare con un nuovo più appropriato statuto maggiore incremento alla istituzione. Nascono in questo periodo, grazie ai contributi del comune tre laboratori distinti e bene attrezzati falegname – ebanista, quello di fabbro ferraio e l’altro di pittore decoratore con capi d’arte scelti tra i migliori del paese, mentre si deliberava anche quello di marmista intagliatore. Nel 1904 la scuola riceve la visita del Ministro di Agricoltura Industria e Commercio che soddisfatto dei risultati promise di aumentare il contributo della stato e di dare con un nuovo più appropriato statuto maggiore incremento alla istituzione. Edgardo Zauli Sajani, era un artista di ampie vedute, orgoglioso della scuola che dirigeva. Lui stesso girava per la Velletri dei primi anni del XX secolo alla ricerca di piccole promesse dell’arte da portare la sera nelle austere aule di Via Luigi Novelli Scoprì Roberto Guidi a modellare l’Adamo di Michelangelo, nella bottega di un marmista di Velletri, Marcello De Rossi a dipingere nella Bottega dello Scolaro in Via del Comune, Cavour Corsetti a lavorare nel negozio dei suoi genitori lungo il Corso. Coltivò queste giovani promesse, portandole a scuola e furono loro i naturali prosecutori nella conduzione della Scuola Serale trasformandola in una delle eccellenze del territorio. Velletri ha dato i natali ad un illustre artista,diventata famosa in Francia, mi riferisco a Juana Romani . Nata a Velletri con il nome di Carolina Carlesimo, si trasferì a Parigi con il patrigno Temistocle Romani e la madre nel 1877. La famiglia si stabilì nel quartiere latino dove la bambina cominciò a posare per le grandi scuole d'arte. Ma la piccola Juana non era destinata ad occupare a lungo la modesta posizione di modella. Fu Colarossi il giovane che per primo prese serio interesse nel talento della giovane fanciulla tanto che la invitò a disegnare nella accademia di cui era direttore. Posò per la "Diana cacciatrice" di Alexandre Falguière nel 1882, per Carolus-Duran, per Jean-Jacques Henner e per Ferdinand Roybet con il quale collaborò. All'età di diciannove anni, allo zenith del suo charm, “la Romani”, con tanto dispiacere dei suoi maestri, con decisione si ritirò dal piedistallo dei modelli per dedicare tutta se stessa esclusivamente alla propria arte. Cominciò ad esporre regolarmente ai saloni de "La Société des artistes français" dal 1888 al 1904 acquisendo notorietà anche come ritrattista di talento; si ricordano i ritratti della Principessa Juoachim Murat, della Duchessa di Palmella, di M.lle Gibson, di M.me Prètet, di M.lle Guillemet, di M. Roger Gouri du Roslan, di M.me Hériot, della Contessa di Briche, di M.me de Lurcy, di M.lle Claire Lemaître. Fu bene accolta dalla critica; Louis Gonse ne "Le Monde moderne" nel 1896 scrive "Que cette jeune et sympathique artiste me pardonne de lui dire sans périphrases que je la trouve plus habile que M.Roybet lui-même". Accomunata dallo stesso destino della Camille Claudel fu internata in un manicomio dove morì nel 1924 nella più assoluta dimenticanza. Fu bene accolta dalla critica; Louis Gonse ne "Le Monde moderne" nel 1896 scrive "Que cette jeune et sympathique artiste me pardonne de lui dire sans périphrases que je la trouve plus habile que M.Roybet lui-même". Accomunata dallo stesso destino della Camille Claudel fu internata in un manicomio dove morì nel 1924 nella più assoluta dimenticanza. Nel 1905 Juana, torna a Velletri accompagna dai fratelli Lumiere e dal poeta Trilussa. Visita la piccola scuola nata solo trent’anni prima diretta in quel momento da Edgardo Zauli Sajani. Rimane entusiasta di questa nuova realtà e volle lasciare una rendita di 5107,20 perché si premiassero gli allievi meritevoli. Come gesto di riconoscenza per quell’atto munifico il Consiglio Direttivo della Scuola volle che la stessa fosse intitolata all’illustre veliterna. Il consiglio Comunale approvò tale richiesta e il Re Vittorio Emanuele III ratificò il tutto con Regio Decreto. La Scuola passa alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione Il 1905 è un anno importante nella storia che vi stiamo raccontando. Oltre all’intitolazione, la scuola vede aumentare il contributo del Comune determinato in 2.980 lire. Il nuovo statuto approvato dal Re nel decreto in cui oltre a regificare la scuola la erigeva anche in ente morale introduceva innovazioni importanti sull’andamento didattico spettante unicamente al Ministero, sui diversi insegnanti delle varie materie e sui maestri d’arte dei singoli laboratori, sulle attribuzioni del Consiglio Direttivo, sulle mansioni del direttore, sulla durata dei corsi e sulle modalità riguardanti gli alunni. In questo periodo viene fondato il laboratorio di plastica posto sotto la direzione del Prof. Edgardo Zauli Sajani. La scuola partecipa alla Mostra Didattica di Roma meritando la medaglia d’argento, era il 1907, nel 1910 la mostra locale ebbe la visita entusiasta Il 14 Luglio 1912 con la legge 854 veniva emanato un nuovo regolamento per tutte le scuole professionali ed industriali del regno, e di conseguenza anche per la scuola Juana Romani. La classificazione doveva avvenire entro un determinato periodo di tempo ma il Ministero, con lettera del 30 Aprile 1915 n. 2133 rinviò ogni decisione in merito. Il Comune di Velletri aveva aumentato il suo contributo in L. 5000, la Provincia di Roma aveva stanziato L. 2000 annue 11 agosto 1919 e la Camera di Commercio di Roma L. 1000 (28 Agosto 1919);furono avanzate domande alle autorità superiori per ottenere la desiderata classifica quando arrivò un decreto speciale per la nostra scuola del 4 Luglio 1920 che la riorganizzava come Scuola Professionale ad orario ridotto. Il decreto disponeva che a mantenere la scuola fossero il Ministero di Industria e Commercio e Lavoro, il Comune di Velletri, la Provincia di Roma e la Camera di Commercio e prescriveva, oltre la durata del corso, le seguenti materie d’insegnamento: a)lavorazione pratica delle materie prime usate nelle arti b)disegno pittura e plastica ornamentali c)elementi di disegno architettonico d)cultura generale e) esercitazioni nei laboratori annessi alla scuola Ma le riforme non erano finite con Regio Decreto del 21 Maggio 1924 la scuola di Velletri è inserita nell’elenco delle scuole che venivano riformate come Regie Scuole d’Arte alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione. Con questi decreti la scuola assume un ordinamento più completo e definito che rispondeva ancor di più alle volontà del suo fondatore che la volle come fucina di formazione per i giovani artigiani. 

ORLANDO ORLANDINI direttore dal 1935 al 1939 

La direzione della scuola passa al Prof. Orlando Orlandini mentre segretario viene nominato Giulio Fralleoni. Il nuovo direttore infonde alla scuola un nuovo spirito sempre più consono al clima e alle esigenze della vita moderna.Nelle nuove esercitazioni si sono ottenuti risultati veramente soddisfacenti tanto che la mostra didattica del 1938 riscosse il plauso e l’ammirazione di tutta la cittadinanza e dei numerosi visitatori fra i quali lo stesso Ministro dell’Educazione nazionale Bottai. Furono venduti molti lavori esposti, e con il ricavato fu possibile costituire i primi fondi della cassa scolastica. Sotto la direzione del Prof. Orlandini la popolazione scolastica raggiungeva il numero di 160 iscritti. Per questo continuo e consolante sviluppo fu anche necessario ampliare la sede della scuola ed il Comune di Velletri concesse che venissero usate nelle ore serali quattro aule dell’attigua scuola elementare. Vengono introdotte materie di cultura generale si impartiscono gli insegnamenti di religione e culture militare, a norme delle disposizioni del regime, e si sono effettuate gite d’istruzione 1936 Roma – 1937 Firenze 1938 Venezia 1939 Mostra di Roma in modo che i giovani avessero agio di conoscere da vicino importanti opere d’arte che furono dettagliatamente illustrate dagli insegnanti. Durante queste visite gli alunni hanno eseguito disegni dal vero 

LUIGI MONTANARINI direttore dal 1939 al 1941 

Il 16 Ottobre 1939 la direzione della Scuola passa al Prof. Luigi Montanarini, nello stesso anno viene nominato Presidente il Prof. Mario Ciancia figlio del fondatore della scuola. L’opera di questo illustre figlio della nostra città a beneficio della scuola fu veramente breve, neanche riuscì a dargli un impronta facendo tesoro delle sue esperienze artistiche perché nel Gennaio del 1940 moriva. Venne allora nominato l’Ing. Felice Remiddi combattente di due guerre era il Giugno 1940il Presidente accettò la nomina in zona di operazione era impegnato in Africa, assunse la presidenza nel mese di Giugno del 1941 in un periodo di provvisorio rimpatrio. Inizia un periodo storico particolare quello della seconda guerra mondiale, dove l’arte certamente non era la priorità. La scuola sente i primi venti di guerra con lo spopolamento delle classi a causa del richiamo alle armi di numerosi giovani 

TARQUINIO BIGNOZZI direttore dal 1941 al 1942 

La direzione del Prof. Bignozzi titolare della Regia Scuola Artistica Industriale di Pesaro, inizia in piena guerra la popolazione scolastica è di 150 alunni per due terzi artigiani e il resto studenti. Gli artigiani frequentano la scuola per la scuola per apprendere e perfezionare la conoscenza del loro mestiere ed entrare poi a far parte degli artigiani locali come mobilieri, fabbri, stuccatori,scalpellini e pittori decoratori. Si registrano in questo periodo i primi allievi della scuola che hanno della scuola che hanno scelto di proseguire gli studi a Roma presso il Liceo Artistico e la R. Scuola Superiore d’Architettura di Roma. 

ENZO DAZZI Direttore dal 1942 al 1944 

Nell’Ottobre del 1942 la Direzione viene affidata allo scultore Dazzi Enzo che per cause determinate dallo stato bellico non ha potuto svolgere un’attività corrispondente alle sue qualità artistiche. Il messaggero del Lazio del 9 Maggio 1943 pubblica un ampio servizio sulla scuola che merita di essere riportato integralmente: “ A sera quando il lavoro ha sosta, la gioventù operaia e artigiana, che tempra la materia nelle officine e nei cantieri, che rende feconda la terra, torna nelle aule, nei laboratori attrezzati, per apprendere quelle norme razionali, precise direttive e indirizzo che saranno di grande utilità per l’avvenire, per migliorare e farsi strada. Velletri ha una scuola che ha già formato artigiani provetti che si è distinta sia in manifestazioni che in ogni campo del lavoro, quando i suoi giovani hanno dimostrato di essere dotati di ingegno e cognizioni non certo comuni. E’ la scuola del popolo, quella che ogni sera aduna centinaia di lavoratori giovanissimi che dopo le ore dedicate al mestiere si raccolgono nelle varie aule, per sentire dai vari professori e capi d’arte lezioni che sono intimamente legate all’attività che ogni giovane svolge nelle ore diurne. si è distinta sia in manifestazioni che in ogni campo del lavoro, quando i suoi giovani hanno dimostrato di essere dotati di ingegno e cognizioni non certo comuni. E’ la scuola del popolo, quella che ogni sera aduna centinaia di lavoratori giovanissimi che dopo le ore dedicate al mestiere si raccolgono nelle varie aule, per sentire dai vari professori e capi d’arte lezioni che sono intimamente legate all’attività che ogni giovane svolge nelle ore diurne. La R. Scuola d’arte di Velletri si è sempre distinta e si è fatta apprezzare tanto che è ben conosciuta e stimata. Il Presidente Ing. Felice Remiddi vi dedica ogni cura ed è pronto sempre a dare sviluppo ad interessarsi di ogni singola iniziativa, perché sa che Velletri tiene a questa scuola e che questa scuola ha tanto contribuito alla valorizzazione di energie velletrane che si sono distinte e fatto onore. Il Presidente specie ora che si stanno compiendo lavori di risanamento e restauro ha svolto un interessamento prezioso che ha richiesto tempo ed anche fatica. Abbiamo sere or sono visitata la scuola mentre la “Giornata della Tecnica” mostrava ancora una bellissima mostra di lavori compiuti con quell’arte scrupolosa, con quella cura particolare che invitiamo a sostare e ad ammirare con meraviglia e piacere. Abbiamo notato una trasformazione, una sistemazione dei locali rispondente allo sviluppo alle esigenze, al decoro di un si importante istituto d’istruzione creato per il popolo. Ecco gli uffici della presidenza e direzione, lindi, puliti con mobili di effetto, moderni eseguiti nella scuola e con la Segreteria messa a nuovo con gusto, ecco la sala di esposizione dove gruppi di ferro battuto, pitture, lavori in tarsia fanno bella mostra e indicano il profitto degli allievi che ogni sera frequentano le varie specialità a seconda dell’inclinazione o passione. La sala di pittura è anche a posto, con pavimenti nuovi, pareti e oggetti necessari, la sala di scultura, la grande aula di disegno, mostrano i lavori in corso tra cavalletti tavole ecc. Quando sarà terminata l’aula centrale si mostrerà in tutta la sua ampiezza, luminosità e formerà quell’ampio salone che sarà dedicato alle grandi manifestazioni della scuola che dovrà dare nuove soddisfazioni a Velletri. Occorre viverci vicino, curarla come cosa cara,affezionarsi, essere a contatto con ogni allievo, tutte le sere per sentire la bellezza di questa istituzione e per darle potenti soffi di vita e di floridezza. Una volta dedicatosi sarà difficile viverci lontano, non tenerla in ogni ora del giorno davanti agli occhi. Dirige oggi la scuola il Prof. Enzo Dazzi. Velletri dovrà ancora di più sentire la necessità di questa sua scuola, che porta vantaggi, benefici non trascurabili e non lievi, tra le classi popolari della città. Più interessamento da parte dei genitori che dovrebbero sapere per esperienza dovuta al loro lavoro, quanto sia importante apprendere nozioni per completare e per formarsi. Quindi non sarebbe male che iscrizioni e frequenza fossero controllate, e fossero tra i principali doveri di ogni lavoratore, artigiano velletrano, di ogni buon padre di famiglia che desidera vedere sistemato e bene ogni figliuolo. Per la “Giornata della Tecnica” la scuola ha organizzato una bellissima mostra che ha richiamato una folla di visitatori che si sono congratulati con dirigenti, insegnanti, capi d’arte e allievi. In questi giorni ci dice il rag. Fralleoni che è attivo segretario della scuola si sono svolte altre cerimonie di particolare importanza. Ricorda le celebrazioni di Carmelo Borg Pisani tenuta da un giovane allievo Remiddi Augusto che ha rievocato con belle frasi piene di fede il materie dell’italianità di Malta. Lunedì poi i giovani hanno ricevuto il precetto pasquale nella Chiesa di S. Martino con una funzione del Parroco P. Italo La razza che è riuscita solenne. Visitiamo ancora aule,laboratori, mentre gli strumenti di lavoro hanno anche in queste aule la più grande glorificazione. Dall’incudine alla “pialla” che stride sul legno, al pennello che si posa sulle tele è tutta una visione della giornata del lavoratore italiano dell’artigiano è tutta una visione della potenza della nostra Italia. Nella fucina di Velletri molto si lavora e ben si tempra per la patria” 

VELLETRI DISTRUTTA DAI BOMBARDAMENTI MARCELLO DE ROSSI DIRETTORE DELLA SCUOLA 

Dall’ 8 Settembre 1943 al 2 Giugno 1944, Velletri si trova nel mezzo delle operazioni belliche per la liberazione di Roma. Sono dieci mesi che muteranno la gloriosa storia della città e della scuola. La bella Velletri fiera del suo glorioso passato con le sue stupende testimonianze rinascimentali – barocche viene ferita per la prima volta dalle bombe “amiche” l’ 8 Settembre 1943. Ad essere colpita la zona sud Piazza Mazzini, i vicoli circostanti e la chiesa cattedrale. Inizia così un lungo calvario che segnerà per sempre la popolazione mutando il volto urbanistico del centro storico. Nel mese di Gennaio del 1944, a causa della sua vicinanza a Roma Velletri subisce tutte le operazioni di copertura dello sbarco di Anzio ed è in prima linea dopo nella battaglia per la capitale. Il 22 Gennaio 1944 un cruento bombardamento di una mattinata, riduce il centro storico in macerie seminando morte e distruzione. Alla fine delle ostilità il 2 Giugno 1944, Velletri era irriconoscibile, ma la voglia di rinascere era tanta. La Juana Romani, grazie al suo presidente Felice Remiddi, fu la prima scuola ripartire. Questo avvenne a Roma in locali messi a disposizione dal Ministero, dove Livio Rondoni e Marcello De Rossi fecero ripartire le attività didattiche.Nel mese di Ottobre del 1944 la scuola torna da Roma ma la sede di Via Luigi Novelli era totalmente inservibile, delle attrezzature neanche un chiodo le assi del pavimento divelte per farne delle bare. Il Presidente apre l’anno scolastico 1944/45 insieme ad alcuni insegnanti che non avevano incarichi ufficiali ma volentieri si prodigarono per la ripresa delle lezioni con attrezzature di fortuna e un martello avuto in prestito in un solo grande ambiente adibito ad aula scolastica. Nel mese di Novembre del 1944, si manifesta la necessità di provvedere alla direzione della scuola, in quanto Enzo Dazzi come scrive in una lettera Felice Remiddi: “continua ad essere assente dal 20 Gennaio 1944 e continua a disinteressarsi della scuola” Sempre Remiddi nella stessa lettera dice che ha intenzione di affidare la direzione al giovane insegnante Marcello De Rossi, che avrebbe conseguito la laurea in Architettura nel Novembre 1944 Prot. N.102/139 Velletri 22 Novembre 1944 All’On,le Ministero della Pubblica Istruzione Direzione Generale delle Arti Roma Questa scuola ha regolarmente ripreso le lezioni dal giorno & cm. Gli alunni iscritti ascendono a 60, i frequentatori a 40. Si ritiene che tali cifre aumenteranno con il graduale ritorno della popolazione civile in Velletri. Nessun altra scuola, per diversi motivi, funziona in Velletri. Il corpo insegnante è stato assunto in base alla graduatoria di cui alla lettera in data 25 Settembre 1944 trasmessa per conoscenza anche a codesta direzione. Il Direttore Dazzi continua ad essere assente dal 20 Gennaio c.a. e a disinteressarsi della scuola. Questa presidenza ha ritenuto pertanto di affidare le funzioni di Direttore al Prof. De Rossi Marcello, insegnante di disegno professionale. Vi preghiamo di voler determinare quale retribuzione dobbiamo corrispondere al prof. De Rossi per questo incarico. Dopo gli eventi bellici il materiale didattico e di laboratorio potuto recuperare è assai modesto e con esso non può assicurarsi il proficuo svolgimento delle lezioni. Si chiede a codesta Direzione di voler erogare una somma straordinaria per acquisto di materiale didattico e di laboratorio; dati glia attuali costi tale somma non dovrebbe essere inferiore a lire 100.000 (centomila) e le spese sarebbero naturalmente di volta in volta documentate. Questa presidenza ha già dovuto provvedere ad alcune spese urgentissime per sgombro di macerie, recupero materiale didattico, per chiusura brecce, provocate da granate nelle murature, per pulizie, per sommario impianto elettrico, il tutto per una spesa di L. 9.108. Occorre ancora provvedere alla ultimazione dell’impianto elettrico acquisto lampadine (necessarie perché l’orario d’insegnamento è serale) fornitura di vetri almeno nei locali più usati e per altre sistemazioni urgenti. Si prevede una spesa di L 25.000 circa. Si prega codesta Direzione di voler assegnare per i titoli di cui sopra un contributo straordinario di L, 34.100. Durante il corrente anno scolastico questa presidenza ha fiducia di poter riprendere in pieno le attività della scuola come per il passato se non mancheranno i contributi richiesti a codesta direzione. Nel momento in cui a Velletri si lavora in pieno per la ricostruzione della tanto danneggiata città e più forte che mail il bisogno di educare i giovani artigiani. Con ossequio Il Presidente Ing. Felice Remiddi. Prot. N 151 Velletri 22 Novembre 1944 All’Onorevole Ministero della Pubblica Istruzione Direzione Generale delle Arti Roma Questa scuola ha regolarmente ripreso le lezioni dal giorno 6 c.m. Gli alunni iscritti ascendono a 60, i frequentanti a quaranta. Si ritiene che tali cifre aumenteranno con il graduale ritorno della popolazione civile in Velletri. Nessun’altra scuola, per diversi motivi, funziona attualmente in Velletri.. Il corpo insegnante è stato assunto in base alla Ministeriale n° 85 del 31 Agosto 1944 e secondo la graduatoria cui alla lettera inviata il 25 Settembre 1944 trasmessa per conoscenza anche a codesta direzione in data 25 Settembre u.s. Il direttore Dazzi continua ad essere assente dal 20 Gennaio c.a. e a disinteressarsi della scuola. Questa presidenza ha ritenuto pertanto di affidare le funzioni di Direttore al Prof. De Rossi Marcello, insegnante di disegno professionale e che conseguirà la laurea in architettura entro il corrente mese. Il De Rossi non solo si è sempre da vari anni vivamente interessato al buon andamento didattico e amministrativo della scuola, ma ha anche collaborato con il sottoscritto al recupero del materiale salvato dopo gli eventi bellici e il riordino dei locali per la riapertura della scuola. Ha molta comunicativa conosce bene l’ambiente artigiano locale artigiano locale dal quale è apprezzato e benvoluto. E’ autore di uno studio per il piano regolatore di questa città. Vi preghiamo di determinare quale retribuzione corrispondere al De Rossi per questo incarico. Il Presidente Dott. Ing. Felice Remiddi. Il periodo della ricostruzione della città è anche il periodo della ricostruzione della scuola. La lettera del Presidente Remiddi, parla chiaramente delle difficoltà, incontrate appena riportata la scuola da Roma. Ma il giovane direttore, insieme all’amico di sempre Livio Rondoni non si è mai arreso. Nell’autunno del 1945 il salone centrale viene restaurato; lo stesso oggi intitolato a Marcello De Rossi che è stato ed è il nodo centrale delle attività d’insegnamento, di conferenza e di esposizione. Col tempo le attrezzature si perfezionano e si completano, i laboratori vengono parzialmente ripristinati, tutta la scuola cresce e la popolazione scolastica è in aumento 1950/51 primo corso diurno Con l’anno scolastico 1950/51 il direttore dà inizio al corso diurno come tentativo per la formazione di un nuovo ordine di studi più completo dal punto di vista culturale, e soprattutto in considerazione del disegno di legge che prevede la classificazione delle sole Scuole d’Arte diurne. Il primo corso diurno potrebbe essere letto storicamente come un normale punto d’arrivo. Ma invece fu il frutto di una lotta condotta con rara passione da parte del Direttore. Marcello De Rossi riesce a superare ogni ostacolo è da notare che fino a questo momento la scuola non rilasciava alcun titolo di studio avente valore legale, ma si preoccupava di dare una formazione in senso lato tecnico – artistica agli allievi, proponendosi di inserirli direttamente nel mondo del lavoro. Nel 1953 al completamento del terzo anno diurno si ottiene la classificazione e il giovanissimo Maurizio Galderisi viene nominato segretario economo della scuola. Inizia qui una grande amicizia e un proficuo rapporto di collaborazione che vedrà De Rossi e Galderisi combattere una sola ed unica battaglia la crescita della scuola e trasformarla in una vera e propria eccellenza. Gli Istituti d’arte di Anzio – Tivoli – Priverno La trasformazione da serale a diurna può essere considerata per la scuola il passaggio dall’infanzia alla maturità nuove possibilità didattiche si aprono ad essa, maggiori prospettive per gli alunni. Dal 1954 al 1960 si tengono numerosi convegni per studiare la nuova struttura didattica che potesse completare al meglio la formazione di un maestro d’arte o di un insegnante d’arte applicata. Questo è anche il periodo della battaglia per il raggiungimento della qualifica definitiva di Istituto d’Arte con il corso strutturato in tre anni inferiori equivalenti alle scuole medie e tre anni superiori per il conseguimento del diploma di maestro d’arte. Nel 1958 per incarico ministeriale l’Istituto d’Arte di Velletri tiene l’amministrazione delle nuovo scuole d’arte di Anzio – Tivoli e Priverno, incarico svolto con rara passione e competenza dal Rag. Maurizio Galderisi. 1960 nasce l’Istituto Statale d’Arte”Juana Romani” Nel 1960 in base alla legge n 2106 del 30 Gennaio 1962 avente decorrenza retroattiva dal 1 Ottobre 1960 la Scuola d’Arte Juana Romani diviene Istituto Statale d’Arte Juana Romani. L’architetto Marcello De Rossi, cessa le sue funzioni di direttore per assumere quelle di Preside. Il nuovo corso di studi comprende tre anni corrispondenti alla scuola media e tre anni per il conseguimento del diploma di Maestro d’Arte o Insegnante d’Arte Applicata. Con tale titolo si accedeva direttamente all’accademia di Belle Arti per la pittura, la scultura e la scenografia; con esami integrativi alla Facoltà di Architettura; si poteva inoltre conseguire l’abilitazione all’insegnamento delle Arti Applicate negli Istituti d’Arte; svolgere un lavoro altamente qualificato presso le Industrie o intraprendere un’attività artistica professionale. Nasce la Scuola Media Annessa Con l’anno scolastico 1963 – 64 prende l’avvio la nuova Scuola Media dell’obbligo, di modo che l’Istituto d’Arte riduce il suo corso di studi a tre anni cui si accede dopo aver conseguito il diploma di Licenza Media. Permanendo però l’esigenza specifica di una preparazione in vista dell’accesso all’istituto d’arte contemporaneamente all’istituzione della Scuola Media dell’Obbligo, viene creata la così detta Scuola Media Annessa all’ istituto d’arte, la quale con particolari programmi rispetto alla scuola media che chiameremo “normale” prepara gli allievi in modo particolare in vista del proseguimento degli studi all’Istituto d’Arte. Oggi la Scuola Media, non più annessa all’Istituto d’Arte in virtù delle recenti riforme scolastiche è intitolata a Marcello De Rossi, grazie alla volontà del Preside Prof. Giglio Petriacci che volle questa intitolazione in riconoscenza del grande lavoro svolto dall’architetto a favore dell’istruzione dei giovani veliterni. L’istituzione del biennio per il conseguimento del diploma di maturità d’arte applicata.In questo particolare momento storico, si pone per il Preside Marcello De Rossi, una necessità ben precisa, quella di dare agli allievi che avevano completato il corso di studi un diploma valido al pari di quello rilasciato dalle altre scuole superiori. Inizia in questo momento una nuova battaglia conclusa nel 1970 con l’istituzione de corso biennale sperimentale che si poneva a completamento del triennio preesistente. Alla fine dell’anno scolastico 1971/72 gli allievi sostengono il primo esame di maturità per il conseguimento del diploma di maturità d’arte applicata. E’ la prima volta che l’Istituto rilascia un diploma di maturità riconosciuto a tutti gli effetti: ben si comprende quale tappa importante costituisca questa data nella sua storia L’entrata in vigore dei decreti delegati Con l’entrata in vigore dei decreti delegati si sono svolte le prime elezioni per la nomina del nuovo Consiglio d’Istituto tra i 14 consiglieri eletti è stato nominato Presidente il Sig. Normando d’Annibale. 16 Aprile 1975 con la prima riunione del Consiglio d’Istituto il presidente Ing. Felice Remiddi lascia l’incarico tenuto totalmente in forma gratuita dal 1941 Nell’anno scolastico 1970/75 viene costruito un nuovo e moderno edificio scolastico fuori Porta Napoletana dove prende sede la Scuola Media Annessa. Mentre l’Istituto Statale d’Arte resta nella storica sede di Via Luigi Novelli, nel 1976 si celebrano i cento anni dalla fondazione con una mostra e un catalogo restati nella storia. Tre anni dopo quasi quarant’anni di servizio alla direzione della scuola il Preside Architetto Marcello De Rossi lascia l’incarico per raggiunti limiti d’età. Non venne subito nominato un Preside di ruolo ma la scuola venne affidata a due reggenti prima il Prof. Ferdinando Fornaro e poi il Prof. Franco Libanori che diressero la scuola fino al 1982 quando venne nominato Preside il Prof. Giglio Petriacci. Petriacci era già insegnante nella sezione di Oreficeria e Metalli ed aveva maturato esperienze direttive alla testa degli Istituti d’Arte di Castelmassa – Sciacca – Vasto – Anzio – Tivoli e Marino 

GIGLIO PETRIACCI preside dal 1982 al 1995 

Nel 1982 il Prof. Giglio Petriacci, già insegnante della scuola nella sezione di Metalli e Oreficeria viene nominato Preside succede di fatto all’Architetto Marcello De Rossi. Petriacci, che ben conosceva la passione e la dedizione con cui il Preside De Rossi aveva condotto la scuola nei suoi trentacinque anni di servizio ha improntato la sua azione direttiva all’insegna della tradizione e della continuità. Nel 1988 dopo dodici anni dalla celebre mostra del centenario della scuola vuole fortemente una nuova esposizione la celebre “Isa 88” che vide aperti nuovamente i laboratori al territorio. Fu un evento di portata storica che portò all’interno della storica sede di Via Luigi Novelli centinaia di visitatori. Quando le sedi succursali della scuola si resero inagibili fu il Preside solidale con allievi e docenti a condurre una battaglia per ottenere gli spazi all’epoca occupati dalla scuola elementare. Grazie alla collaborazione con il Rotary Club e dell’ Ing. Tonino Acchioni già docente della scuola vennero assegnate tre borse di studio una per ogni sezione di laboratorio. La prima nel 1992 all’interno della prima mostra d’arte orafa allestita presso la sala conferenze della Banca Popolare del Lazio ed inaugurata dall’allora ministro del lavoro On.le Franco Marini. La seconda al termine della mostra didattica della ceramica allestita presso la galleria Il Cortile in corso della Repubblica e la terza con una valutazione interna degli elaborati. Prima di lasciare la presidenza della Juana Romani e tornare a Marino il Prof. Giglio Petriacci ha promosso una mostra mercato con alcune oreficerie in oro e argento degli anni settanta a scopo benefico sempre in collaborazione con il Rotary Club.