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lunedì 9 gennaio 2017

Velletri piange Alberto Ottavi, "Bàcchero": "Resterai per sempre nei nostri ricordi e nei nostri cuori"

Era un clone di Honorè de Balzac, Alberto. Mi ha sempre colpito, la sua somiglianza impressionante con lo scrittore francese. Ma non scriveva. 

di Luca Leoni

VELLETRI - Ispirava gli scrittori, con il suo personaggio schietto e solare. Era un popolano, con tutta l’energia di un Masaniello, ma non s’è mai permesso di pisciare sulla folla. Era un combattente, che a modo suo non ha mai abbandonato i giochi di strada dell’infanzia.
Un giocoliere che ha saputo farsi da solo, un imprenditore della gastronomia per i palati fini. Ricordo il suo ‘Gallo d’Oro’ in via Bonese, con le sue leccornie per intenditori: pochi piatti ma l’ABC della cucina romana e velletrana. Le sue coppiette andavano a ruba, condite con una ricetta segreta che sapeva solo lui. Ricorderò sempre la sua pancia scoperta, puntuale ad ogni partita della Vjs Velletri e tifoso sfegatato, sempre pronto ad ingaggiare lotte greco-romane con i tifosi avversari più irriverenti e facinorosi. Sugli spalti, se c’era lui, ti sentivi al sicuro. Era un angelo sui generis. E come dimenticarle, tutte le scaramucce con i tifosi del Napoli prima che venisse inaugurata l’Autostrada del Sole, quando i partenopei erano costretti a passare per Velletri per raggiungere Roma? Erano parole provocatorie, spintoni, botte da orbi senza distinzione di sessi e utilitarie targate NA capovolte. Sia all’andata che al ritorno, sia per Lazio-Napoli che per Roma-Napoli. Il tratto delle Bermude iniziava dal Ponte Bianco e arrivava al Ponte Rosso, all’imbocco per la Via dei Laghi. Alberto, con il suo piglio sanguigno e piantagrane ma in fondo bonario, era il volsco che difendeva i confini del suo popolo dalle invasioni straniere. Buon viaggio, ‘o Bàcchero’: hai saputo combatterle fino all'ultimo, le tue battaglie. Resterai per sempre nei nostri ricordi e nei nostri cuori.

Alla famiglia vanno le condoglianze della Redazione di Velletri Life.