giovedì 12 gennaio 2017

Treni e ferrovie, salgono le quotazioni e la "qualità" della Roma-Velletri

La Roma-Velletri, per anni ai vertici delle classifiche sulle peggiori linee ferroviarie d'Italia, migliora. Anche se tante sono le problematiche in piedi, dai PL agli incroci.


VELLETRI - Potrebbe sembrare facile propaganda, ma dai dati emersi dal Rapporto Pendolaria 2016 - quello stilato da Legambiente in collaborazione con le associazioni di cittadini e pendolari - stavolta una delle Regioni che più sta invertendo il trend relativamente ai trasporti è proprio il Lazio.
I dati più impietosi provengono sempre dalla nostra Regione, perchè la Roma-Ostia si conferma la peggior tratta d'Italia seguita dalla Circumvesuviana napoletana. Ma la Roma-Velletri non figura nei primi posti della piramide, segno di una diminuzione dei ritardi e dei disagi, anche in virtù dei limiti infrastrutturali che comunque caratterizzano una ferrovia concepita alla metà dell'Ottocento e rimasta praticamente tale. La notizia è che l'età media dei treni laziali è di 16,9 anni (ottava in classifica tra le Regioni, in una graduatoria in cui primeggia la Valle d'Aosta con 9,2 anni di vecchiaia per convoglio e si piazza all'ultimo l'Abruzzo con 24,1 anni di media per treno). Anche il numero dei treni a disposizione dei pendolari laziali aumenta, grazie all'apporto dei nuovi Jazz e dei nuovi Vivalto: sono 383 i convogli per il Lazio, che ha una tra le flotte più imponenti d'Italia superata, numericamente parlando, solo da Lombardia, Campania e Toscana (ma con le dovute proporzioni degli abitanti). Infine, solo il 27,1% - e anche questo dato è in diminuzione - dei treni ha più di quindici anni di età, valore che pone il Lazio sul podio al terzo posto dopo Valle d'Aosta e Toscana. Per cronaca, però, va detto anche che a parte alcune clamorose decisioni (grida vendetta la prolungata chiusura della Priverno - Terracina o i mancati lavori sulla Formia - Gaeta), quasi tutte le linee regionali restano in esercizio, mentre nel resto d'Italia le chiusure continuano imperterrite.

Notizie che sicuramente non tranquillizzeranno i pendolari costretti ad arrivare tardi a lavoro, attendere per gli incroci a Lanuvio o Pavona, avere a che fare con passaggi a livello rotti, ma che fanno ben sperare visto il miglioramento rispetto agli anni scorsi. La stazione di Velletri ospita lo stesso numero di treni da ormai vari cambi orari (circa sessanta convogli al giorno tra arrivi e partenze), con una frequenza di ogni trenta minuti al pomeriggio e di un'ora (con l'eccezione della fascia oraria dalle 5 alle 7,30) al mattino. Restano troppo lunghi per la lunghezza del tracciato i tempi di percorrenza, ma di questi tempi è bene lavorare costruttivamente per migliorare ciò che si ha (ai Castelli permane una sola biglietteria ferroviaria, quella veliterna, con personale ridotto ai minimi termini e una garanzia - su richiesta - del servizio per le persone a ridotta mobilità e piattaforma elevatrice in dotazione). In fondo, anche con un'ora di treno, il servizio resta competitivo rispetto alla macchina e il passeggero approda al centro di Roma.