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venerdì 20 gennaio 2017

Taddei (PPV) denuncia: "Situazione poco chiara alla scuola di Ponte di Mele con l'amianto"

Lunedì 9 gennaio, primo giorno di riapertura delle scuole dopo le vacanze natalizie, è stata una vera giornata di passione per con le scuole di Velletri. 


VELLETRI - A parte le molte scuole medie, elementari e materne oltre che superiori, che hanno dovuto rimandare a casa i ragazzi ed i bambini a causa dei riscaldamenti non funzionanti, nonostante le gelide temperature esterne, come se ciò non bastasse c’è stata anche una emergenza amianto, un caso veramente da chiarire. Parliamo della Scuola Materna “Pio e Amedeo Moretti” sita in Via Ponte di Mele, 48.
Secondo il racconto di alcuni genitori presenti, i fatti sono andati nel modo seguente. All’arrivo dei bambini a scuola alle 8,45 circa, alcuni operai risultati poi di cittadinanza romena ed italiana, erano intenti a rimuovere da un fabbricato posto all’interno dell’area della scuola il tetto formato da lastre di eternit (contenente amianto), staccandole con arnesi sembra poco idonei al caso e senza le minime protezioni necessarie ed il tutto a circa 10 m di distanza della scuola stessa con i bambini all’interno. Questi lavori si stavano facendo dunque senza la dovuta cantierizzazione che prevede l’area transennata e la cartellonistica esposta con l’autorizzazione comunale, ove l’amianto non era nè trattato, né incapsulato e quindi con nessuna protezione contro la sua dispersione nell’ambiente ma semplicemente staccato e gettato a terra. Questi genitori che hanno fatto le foto raccontano di aver chiamato la Polizia Locale che intervenendo dopo 20 minuti con una pattuglia ha fatto fermare questi operai e fatto coprire le lastre di eternit con sacchi di plastica neri, andando poi via non identificando i presenti.
Alle 9,30 circa, intervene poi anche un tecnico comunale che stando al racconto di questi genitori, sembra non volesse dare pienamente ragione ai genitori stessi che nel frattempo hanno anche avuto scambi di battute poco amichevoli con questi operai stessi. I genitori nel frattempo non lasciano l’area della scuola per controllare quelle lastre di eternit e nel contempo chiamano la Asl che dopo qualche incomprensione iniziale, alle 10,30 circa arriva sul posto. Alle 11,30 circa, ricevo una chiamata da uno dei genitori ancora presenti nei pressi della scuola che mi racconta l’accaduto, cosa questa che mi spinge a chiedere al comando della Polizia Locale la copia della loro relazione di servizio per capire cosa sia veramente accaduto. Alle 11,45 circa, la pattuglia della Polizia Locale torna sul luogo facendo foto ed identificando tutti i presenti, mentre anche la Asl faceva ciò che era di loro competenza. Il giorno dopo per avere ancora maggiore chiarezza faccio richiesta al dirigente comunale preposto della documentazione risultante al Comune circa autorizzazioni e certificazioni che di norma dovrebbero esserci per svolgere un lavoro del genere. In attesa tutte di avere le risposte richieste, alcune domande sono d’obbligo: 1) Perché con due settimane di scuole chiuse si fanno questi lavori alla riapertura delle scuole? 2) Se non ci fossero stati questi genitori molto attenti, questi operai avrebbero continuato il lavoro senza protezioni e soprattutto dove sarebbero state smaltite queste lastre di eternit? 3) Questi operai non credo proprio che abbiano fatto questi lavori di loro iniziativa entrando in una scuola comunale e quindi chi li ha autorizzati? 4) Chi li ha autorizzati ha controllato che tutte le loro dotazioni fossero idonee e che fossero rispettate le leggi vigenti? 5) Quando verranno tolte queste lastre di eternit che nel frattempo sono ancora nell’area della scuola? In attesa della documentazione richiesta ciò che posso dire è che questo caso mi suona molto strano nelle sue modalità e che solo grazie ai genitori che hanno lanciato dall’inizio l’allarme, è stata bloccata l’ennesima anomalia che riguarda questa Amministrazione comunale, tenendo conto che stiamo parlando della salute di bambini di una scuola materna. 

Fabio Taddei