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lunedì 9 gennaio 2017

La mostra permanente di Vincenzo Sciamè a Velletri: un salto nell'arte e nella cultura dalla Sicilia al Mondo

A più di due anni dalla sua scomparsa, a Velletri nasce un'esposizione permanente per tenere in vita e far apprezzare l'unicità dell'opera di Vincenzo Sciamè.

di Rocco Della Corte

VELLETRI - Dallo studio veliterno di Madonna degli Angeli, che insieme a quello di Roma era il "tempio" della produzione pittorica di Vincenzo Sciamè, a via Lanuvia, civico 1: questo il cammino di alcune delle innumerevoli opere dello stimato artista siciliano, veliterno d'adozione visto il suo trasferimento in città nel 1975. 
Sciamè, che ha esposto in tutto il mondo attirando l'interesse di critici d'arte di primo livello a cominciare da Stefania Severi e Bent Parodi di Belsito, se n'è andato nel 2014 mentre immortale è la sua arte, fatta di quadri coinvolgenti e dipinti con perizia e sapienza, senza dimenticare quel substrato di senso e allegoria che non può mancare in un grande pittore. Grazie al lavoro della moglie Mary e dei figli, allora, una esposizione permanente è a disposizione di tutti i cittadini di Velletri e non solo.
Tanti quadri, in varie stanze dense di cultura, letteratura, scultura. Sciamè, infatti, era un artista a trecentosessanta gradi: sculture, produzioni grafiche, naturalmente quadri di ogni dimensione e argomento, e anche parecchi versi che forse un giorno diventeranno una raccolta poetica. L'elegia del rosso di un pittore che dal 1961 ha cominciato la sua opera rivive insieme alle suggestioni che quadri profetici riescono a dare: impossibile non pensare ai tratti della Roma sommersa (il cupolone che "annega" nelle acque, o l'arco trionfale invaso dalla pioggia), presenti in più quadri, triste presagio della melma che avrebbe poi invaso - socialmente, politicamente, burocraticamente - la capitale. Anche tanta letteratura però, e legata alle radici siciliane: sono ormai note le sue esposizioni a tema relative al Gattopardo, il fortunato romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa scoperto da Giorgio Bassani, oppure L'uomo dal fiore in bocca anticipatore di un ciclo pirandelliano. Nella mostra dedicata a Sciamè, che in parte racchiude anche i pennelli, i colori e qualche bozzetto del pittore, l'attenzione è riposta ad ogni particolare anche se la sua produzione è talmente sterminata da essere difficile persino da catalogare. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private, oltre che in Italia, anche in Francia, Germania, Svizzera, Australia, Russia, Stati Uniti d’America, Canada e Argentina.
Questi dati geografici forniscono, parzialmente, la cifra del prestigio che un artista del genere aveva guadagnato, con merito, grazie al suo lavoro. Con amore e passione i suoi familiari - che hanno curato anche una rassegna stampa degli articoli apparsi sulle principali testate nazionali e non - hanno dato nuova linfa alla riscoperta della figura di un artista importante, definito da Bent Parodi un "intellettuale raffinato ed al contempo inquieto, alla perenne ricerca d'un supremo perché delle cose".
Chi lo ha conosciuto ricorda il suo garbo, il suo sorriso e i suoi occhi vividi dietro gli occhiali, filtro necessario a quell'alchimia del proverbiale Rosso Sciamè che ha contribuito a far conoscere Velletri in Italia e nel mondo anche dal punto di vista pittorico. Per visitare la mostra, su prenotazione, i contatti sono a disposizione sul sito ufficiale www.vincenzosciame.it. Sullo stesso sito sono disponibili tantissime informazioni in  più, anche se il suggerimento è di visitare direttamente l'esposizione: solo a contatto con i quadri ognuno di noi può risentire vicino a sé l'amico Vincenzo, il pittore, discreto e gentile, che passeggiava per Velletri e con la sua arte girava il mondo, racchiudendolo poi in una stanza, in una tela, in una pennellata di "Rosso Sciamè".