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martedì 10 gennaio 2017

Il primo treno che percorse la Roma-Velletri in mostra permanente alla Centrale Montemartini

Il treno che percorse la prima volta la ferrovia Roma-Velletri è un monumento viaggiante. Il convoglio di Pio IX, il Papa che volle la tratta definita Pio-Latina, è ora esposto in maniera permanente a Roma. E Velletri è di nuovo, per forza di cose, protagonista.

di Rocco Della Corte

ROMA - Non sarà un glorificarsi passivamente, ma sapere che Velletri non è solo il pur apprezzabile vino rappresenta ogni volta linfa nuova per la cultura. Fatta questa doverosa premessa, per citare la dicitura ufficiale pubblicata sul sito dell'illustre museo romano Centrale Montemartini, la notizia - si spera già nota a molti - è che dal 4 novembre scorso quello che un tempo era un settore della Sala Caldaie della ex centrale è stato restaurato per accogliere le carrozze del treno di Pio IX, precedentemente conservato nel Museo di Roma a Palazzo Braschi.
Il treno è lo stesso che percorse, nel 1862, l'intero tracciato di 42 km dalla capitale a Velletri con la celebre carrozza-balconata dalla quale il Papa si affacciò appena approdato nella nuova e architettonicamente all'avanguardia stazione veliterna.



Numerosi sono i documenti che testimoniano quell'evento straordinario: in città si predisposero fuochi di artificio e una festa da ballo per l'inaugurazione della ferro-via come si legge su un manifesto, il cosiddetto Ponte di Ferro (per la verità in ghisa) appena installato rappresentava l'emblema dell'imponenza di un'infrastruttura attesa e moderna. Nella Centrale Montemartini un'intera sala ospita le carrozze di quel convoglio, fotografate ogni giorno da centinaia di visitatori, che poi si approcciano ai pannelli informativi che raccontano la storia dello storico treno. Due foto su tre sono stampe della stazione di Velletri,
vestita a festa per l'arrivo del Papa, piena di gente - cittadini e autorità - e tirata a lucido. Un piano binari sterminato, oggi purtroppo ridotto a soli tre tronchi, e un'abbondanza di fabbricati (rimessa locomotive, dopolavoro, cisterna, pesa) per una stazione che era destinata - proprio dai progetti pontifici - ad essere lo snodo cruciale per il Sud. E' storia nota che da Velletri si poteva raggiungere Terracina, attraversando una serie di paesi che oggi soffrono proprio l'isolamento dovuto alla mancanza del treno pur essendo popolosi (Cori, Sermoneta, Norma, Fossanova, Terracina stessa), e Colleferro (il primo binario della stazione era quello dei treni da e per Velletri), e quindi Napoli. Il Papa puntò molto sulle ferrovie nello Stato Pontificio, ed è anche per questo che la visita di Giovanni Paolo II, nel 1980, a Velletri assunse un valore maggiore: la Roma-Velletri, conosciuta da tutti per i ritardi e i disagi delle migliaia di pendolari che quotidianamente se ne servono, ha un nome ufficiale diverso, quello di ferrovia Pio-Latina.
In Centrale Montemartini le carrozze sfarzose, salotti trapiantati sulle rotaie e nascosti da tende e rifiniture, si può rivivere e toccare con mano la forte carica emotiva e sociale che il treno ha rappresentato nella seconda metà dell'Ottocento. La stazione di Velletri, così simile ad oggi in quelle cartoline vista la sostanziale assenza di modifiche strutturali, sembra avere un colore diverso - osservabile nella percezione del lettore, visto che si tratta di fotografie in bianco e nero. I volti dei bambini incantati di fronte a carrozze che sembrano oniriche, e i centinaia di curiosi che affollano ogni giorno la Sala del Treno di Pio IX sono un ottimo deterrente per fare un viaggetto dalle parti di via Ostiense, per rituffarsi negli attimi storici e ammirare, finalmente fermo, un treno che camminò le prime volte proprio per raggiungere Velletri.