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lunedì 5 dicembre 2016

Referendum, voci da Velletri: PD, M5S, Possibile e PPV commentano il voto alla riforma Renzi-Boschi

Il voto del referendum, in attesa delle decisioni sul piano nazionale, continua a tenere banco nella discussione politica locale. Ecco altre voci da Velletri.

VELLETRI - Il segretario del PD Gianfranco Cestrilli, come suo costume, analizza con precisione l'esito del voto pur senza nascondere la delusione per la sconfitta del Sì.  "Ripartiamo dai tredici milioni e mezzo di Sì a questa riforma - che continuo a ritenere una buona riforma e che sarebbe stata molto utile al Paese - e che rappresentano un enorme patrimonio di consensi al progetto riformista del PD e del suo Si. Certo abbiamo perso e la sconfitta è senza se e senza ma. Una sconfitta gravida di incognite non solo politiche ma anche economiche, che potrebbero pesare drammaticamente sulle spalle del nostro Paese già provato da anni di crisi. L'allegra e disomogenea compagnia dei sostenitori del No si e assunta una enorme responsabilità: hanno voluto caricare di un significato politico, strumentalmente, questo voto. La consultazione è stata caricata di un significato improprio per un meschino calcolo politico con il rischio di compromettere e vanificare gli sforzi compiuti fin'ora per ridare slancio e prospettiva all'Italia. Ora vedremo cosa succederà ma il pasticcio è fatto e come si dice in questi casi, un "in bocca al lupo a tutti noi"
Se i democratici dunque si avviano ad una fase di profonda riflessione (già si parla di un congresso nazionale e spuntano i nomi di Speranza, Martina, Rossi), le opposizioni possono ritenersi soddisfatte. Di tutt'altro tenore è l'intervento di Patto Popolare per Velletri, che per bocca dell'esponente Fabio Taddei: "Se appare facile fare l'identikit degli "sconfitti", diverso è incoronare invece i reali vincitori di questa competizione referendaria. E' una vittoria della nostra Costituzione e della democrazia, da destra a sinistra e senza una relazione di continuità ideologica. Velletri fa eccezione: sono nove anni che viene governata dallo stesso partito e dalla stessa persona. Servadio ci ha messo la faccia e non ha lesinato nemmeno un "sostanziale" sacrificio economico personale per farlo. Ebbene il risultato mi sembra eloquente: il NO è andato ben oltre le aspettative: quasi il doppio del Sì. Bisogna ragionare sul dato: il PD è diviso, contrapposto, ma i cittadini hanno valutato anche le promesse non mantenute, il tentativo di industrializzazione dei rifiuti, e altro ancora. Il voto avrà risvolti anche sul piano amministrativo: chiediamo a Servadio se vi sono ancora le condizioni politiche per essere utile alla nostra comunità, se vi è ancora una maggioranza funzionale ad un progetto di tutela e di crescita e se non è il caso di lasciare veramente la parola ai cittadini di Velletri. Come avevo già denunciato a Striscia la Notizia, e come prevedevo, è stato assolutamente inadeguato e indegno per un paese civile il voto degli italiani all'estero. Il voto, per come era organizzato, si prestava a cose non chiare e mi sembra molto strano che un trend nazionale dove il No è al 60% si sia capovolto all'estero, con il Sì al 65%. Vi sembra normale?". Il Movimento Cinque Stelle, invece, si ritiene orgoglioso del risultato dopo l'impegno messo in campo (anche nella nostra città) per il referendum. Paolo Trenta, consigliere pentastellato, dichiara: "Potremmo definire questo giorno..the day after. Come se fossimo usciti da un bombardamento nucleare. In effetti siamo sopravvissuti ad un disastro irreparabile, quello che avrebbe avuto la nostra costituzione se fosse riuscito l’intento del governo nel bistrattarla in tal modo. La democrazia e l’orgoglio hanno vinto, il popolo non si è fatto prendere per i fondelli da questo abbaglio. Forse perché le tante fregature prese lo hanno vaccinato e chi tenta di abbindolarlo con scenari catastrofici o contentini non viene più creduto. Non è stato semplice però, i promotori del sì si sono mossi come una immensa macchina da guerra, assoldando strateghi di marketing, ambasciatori, patteggiando con associazioni di categoria e sindacati, promettendo marchette politiche e spendendo milioni di euro in una campagna esasperata impegnando tutti i media possibili. Una grande anomalia da parte di un governo democratico, che dovrebbe prendere atto della volontà popolare e muoversi secondo la direzione da essa indicata invece di cercare di direzionarla, dimostrando in realtà la sua disconoscenza della democrazia e della partecipazione: proprio per tale ragione è costretto a dimettersi. Dall’altra parte c’è stato il popolo al quale sono state date corrette informazioni grazie ai numerosi costituzionalisti che si sono mossi e messi a disposizione di chiunque volesse supportare la causa. Non consideriamo quei partiti politici che hanno fatto finta di essere contrari per opportunismo, di cui non ricordiamo traccia di eventi pubblici o presenza per le strade, ma che avevano votato già una riforma elettorale che prevedeva queste modifiche. In realtà questo No è senza dubbio nella quasi totalità del merito politico, del Movimento 5 Stelle, che ha dimostrato le capacità di impegno e di abnegazione di migliaia di volontari presenti in ogni piazza d’Italia per informare e formare gli italiani su questo tentativo di colpo di stato. Gli italiani si sono espressi in massa dimostrando di voler partecipare, anche paradossalmente coloro favorevoli ad essere depauperati di questo diritto. L’assenza di quorum ha responsabilizzato i cittadini che hanno compreso l’importanza del proprio voto ed hanno deciso di non delegarla ad altri: finalmente 32 milioni di italiani hanno sancito che il problema non è la costituzione, ma la cecità politica. Non vorrei dare un valore politico ad un referendum costituzionale, ma è comunque evidente che nella nostra città il forte risultato raggiunto è indice di un renzismo veliterno in declino e di forti contrapposizioni all’interno dello stesso partito di governo. Per noi che siamo stati in piazza la vittoria del no si assaporava da tempo, i ringraziamenti dei cittadini ed il loro incitamento con una tifoseria quasi da stadio sono stati a tratti commoventi. Ma non possiamo ancora dire “stai sereno", l’uomo solo al comando ed i poteri forti hanno preso il 40% del consenso e non è un dato trascurabile. Quello che è certo è che lo slogan che i promotori del si martellavano “altrimenti nulla cambia" si è avverato davvero, ma non come da loro aspettative. Adesso è la concreta, forse unica, opportunità di cambiamento. Prevediamo a breve un tentativo di modificare ulteriormente la legge elettorale allo scopo di mantenere lo status quo politico e governativo, e di tenere fuori il Movimento 5 Stelle. Una legge che hanno votato tutti, compresi coloro che fingevano di essere per il No come Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Il Movimento 5 Stelle si sta preparando a governare per ristabilire una equità sociale ed una sostenibilità economica anche nei confronti di una Europa monetaria. Dovranno essere ancora una volta i cittadini a dimostrare il loro desiderio di sovranità". Grande soddisfazione è stata espressa, infine, da Roberta Bisini (Possibile), ex assessore e uno degli esponenti di punta  del Comitato cittadino per il No: "Ha vinto la Costituzione antifascista. Vorrei sottolineare il ruolo importante svolto da una parte rilevante del PD e della Sinistra in generale, si pensi alle posizioni di D'Alema ad esempio o alla campagna elettorale svolta da Possibile e da Sinistra italiana. Inoltre c'è un dato importante l'81% dei giovani tra i 18 e i 34 anni ha votato No. A Velletri il nostro Comitato per il NO ha svolto un importante lavoro: il risultato del 66% ci rende felici. La cosa importante adesso è attuare la Costituzione e avviare un processo di riforme condivise". In attesa di ulteriori pareri, Mattarella ha ricevuto Renzi al Colle. Si pensa anche ad un congelamento delle dimissioni, mentre il nome di Padoan sembra essere quello più "caldo" per un eventuale incarico. Seguiranno aggiornamenti.