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mercoledì 7 dicembre 2016

Referendum, parola alla politica locale: Roberto Leoni (PD) e Dario Di Luzio (Fdi)

Tra le tante voci ascoltate per il Referendum, è arrivato anche il commento di Dario Di Luzio (Fratelli d'Italia) e Roberto Leoni (PD). Nonostante uno sia all'opposizione e l'altro in maggioranza, entrambi hanno votato No alla riforma Renzi-Boschi. Ecco le loro dichiarazioni post-voto.


VELLETRI - Roberto Leoni, nonostante la sua appartenenza al PD, aveva già dichiarato pubblicamente il suo parere negativo alla consultazione. Sul significato del voto e sulla valutazione dell'esito dello spoglio, l'ex assessore metropolitano dichiara: "La partecipazione al voto sul referendum è sicuramente un dato positivo: vuol dire che la nostra è una democrazia sana e quando il corpo elettorale viene chiamato ha voglia di partecipare e dire la sua. Sul voto in sé, penso che il giudizio degli italiani vada rispettato come sempre, a maggior ragione questo che riguardava la nostra Costituzione.
Dai sondaggi ci si aspettava un risultato più sul filo di lana, ma così non è stato e c'è stata invece una espressione chiara che non lascia dubbi. Quelle modifiche alla Costituzione non sono piaciute". Per Leoni le conseguenze, a livello nazionale, non sono prevedibili: "Credo sia prematuro parlare di conseguenze, Renzi aveva annunciato le dimissioni, poi le ha congelate a dopo l'approvazione del Bilancio. Auspico e sono sicuro che il senso della ragione prevarrà e il PD, che è la forza maggiore in parlamento, si assumerà la responsabilità politica di tracciare un percorso che possa condurre il paese alle nuove elezioni". In molti hanno riversato il netto No votato a Velletri sul governo locale: si aprirà dunque una discussione nel PD veliterno? "Una volta si faceva ma tutto cambia. Spero si discuta, fa bene, è utile confrontare le idee". Di tutt'altro tenore l'intervento di Dario Di Luzio, che analizza così - sul piano nazionale - l'esito del voto, nell'ottica di Fratelli d'Italia-AN: "La nostra comunità umana a tutti i livelli ha lavorato molto per spiegare i motivi del No a questa riforma, entrando nel merito dei provvedimenti. Ci sono stati diversi incontri e riunioni in tutta la penisola con lo scopo di illustrare nel dettaglio le negatività di questo referendum che nascondeva appunto molte criticità e assurdità. I cittadini hanno dimostrato attenzione e capacità di ascolto e di giudizio. Ovviamente è anche stato un netto No al governo Renzi, il terzo non deciso dal popolo ma dai poteri forti italiani e dalle economie europee. Basta essere sudditi di Bruxelles o di Berlino o di Parigi, noi dobbiamo essere liberi di scegliere e di agire. Una nuova coalizione formata da Giorgia Meloni, Matteo Salvini e da chi in FI ha voglia di ricostruire un progetto nuovo, come il validissimo Giovanni Toti, deve creare le condizioni per diventare forza di governo. Vicino serve poi tutto quel mondo moderato, civico, popolare, produttivo da sempre ostile alla sinistra, che deve essere coinvolto in positivo in idee e progetti condivisi". Secondo Di Luzio non ci sono dubbi sul da farsi: "Sono per le elezioni subito, immediate, al massimo il tempo per fare una legge elettorale. Ma parliamo di qualche settimana, niente di più. La parola poi deve passare al popolo italiano, che deve decidere chi sarà la nuova squadra che avrà l'onore e l'onere di governare per i prossimi cinque anni, in un momento molto difficile dal punto di vista economico, sociale e di prospettiva". Impossibile non parlare di Velletri: "Servadio ed il Partito Democratico veliterno sono usciti pesantemente sconfitti. Non dimentichiamo le diverse e costose cene, gli incontri organizzati in città addirittura con Ministri, parlamentari e big del partito. Hanno speso tanti soldi in manifesti, pubblicità ovunque e propaganda, hanno invaso la rete, hanno mobilitato ogni forza in campo e hanno perso. Servadio, degli Assessori in carica o dei Consiglieri Comunali di centro-sinistra hanno messo il loro nome e la loro faccia in tutta questa attività di propaganda. Il dato di Velletri è ancora peggiore del risultato nazionale, il NO è in vantaggio di altri 6/7 punti percentuali rispetto al dato complessivo Italia. In una città dove governano da nove anni questo voto è anche per loro un avviso di sfratto. Noi dobbiamo essere capaci di proporre una valida alternativa, fatta soprattutto di programmi e idee il più possibile confrontate con i cittadini. Sono sempre più convinto che servono soluzione serie e realizzabili per un rilancio concreto della millenaria Velletri. Io sono pronto a dare il mio contributo in proposte ed impegno".