martedì 6 dicembre 2016

"Quale lo scandalo?": riflessioni, incursioni e opinioni nell'ultimo libro di don Gaetano Zaralli

E' uscito, in edicola, in libreria e nel catalogo on line dell'editore Aracne, l'ultimo libro di don Gaetano Zaralli. Terza fatica editoriale dell'anno per il sacerdote veliterno, che stavolta si occupa di mailing list: "Quale lo scandalo?" è il titolo del volume.

di Rocco Della Corte


VELLETRI  - Don Gaetano Zaralli è un ottimo parroco, ma ha tuttavia la prerogativa di sollevare quelle incursioni che costringono a riflettere. Difetto o pregio? Le pagine della sua ultima opera lo chiariranno e accompagneranno il lettore alla costruzione di un’opinione vera e libera dai preconcetti, coerentemente con la coscienza critica a cui lo stesso autore si appella più volte.

Si potrebbe leggere con questa chiave interpretativa la cronistoria della mailing list Preti on line, alla quale il religioso veliterno ha partecipato con ironia, intelligenza, sarcasmo e sagacia confermandosi uno “strano sacerdote che parlava con troppa libertà”. Non un semplice prete tutto aura e paradiso, ma un uomo prima di tutto – innamorato di Gesù (e questa è la sua rovina) – che rifiuta la definizione di un Dio inscatolato e sfida il muro dell’incomprensione sempre più alto e forte tra gli stessi cristiani, non immuni dall’avvolgente velo del bigottismo e del pregiudizio spesso propinato proprio da chi dovrebbe guidare le pecorelle smarrite alla ricerca di una fede autorevole e pura. I vari richiami che si sono succeduti nel tempo, con le accuse un po’ bizzarre di trasgressione, anarchia e libertinismo si spiegano per la libertà e la schiettezza con cui don Gaetano tratta temi come il divorzio, l’omosessualità, la conoscenza del bene e del male affidata all’esperienza. Uno dei suoi moniti più calzanti è proprio quello relativo alla verità: “fa soffrire quando non si ha l’intelligenza e il coraggio di accettarla”. Senza mai rinunciare ad una vena sarcastica e a tratti polemica, ma sempre nel rispetto delle regole di civile confronto e con un linguaggio semplice e diretto, l’autore dimostra una spiccata propensione al dialogo – punto fondante delle dottrine ecclesiastiche ma spesso non salvaguardato abbastanza – dando prova di una grande cultura e di una preparazione teologica non comune. Le sue posizioni definite inaccettabili sono forse tuttavia più vicine alle necessità e alle esigenze della gente di quanto non si creda, ponendosi in alternativa alle posizioni invecchiate con lo scorrere delle generazioni. La Chiesa ha un carattere vitale, non deve presentarsi come una serie di imposizioni dogmatiche ma confermare la sua apertura prendendo atto dei mutamenti e non snobbandoli in maniera sibillina. Così don Gaetano non ha paura di parlare dell’innamoramento, del peccato nelle sue varie forme fino a chiedersi cosa esso sia, accettando la naturalezza della diversità in un ossimoro che poi risulta essere la vera essenza dell’essere umano nelle sue contraddizioni. Le esperienze di dialogo sono riportate in maniera accattivante, scorrevole, riescono a creare la “voglia di leggere” che si confà agli scrittori capaci di attrarre il lettore con la molla dell’interesse. La divisione tra i pro Gaetano e i contro Gaetano nella Mailing List dimostra come le opinioni contrastanti siano il sintomo che la riflessione – a contatto con le parole del parroco di S. Michele Arcangelo in Velletri – diventa uno snodo obbligatorio per confrontarsi in maniera serena. La sua direzione ostinata e contraria (ma quanto, poi?) da una parte di frutta accuse di ambiguità, anche nella morale sessuale (???), che sfociano nella più semplice e medievale censura, ma dall’altra danno una speranza a milioni di cattolici alla ricerca di una guida più cosciente per le problematiche presenti in tante realtà individuali. Don Gaetano non fa altro che esprimere il pensiero del popolo, rimanendo però al livello del teologo e del pastore, lo fa argomentando oggettivamente e soggettivamente e rispondendo colpo su colpo a chi anche in modo becero lo attacca gratuitamente. Viene allora da rispondere a una semplice domanda al cospetto di questo libro: perché leggerlo? Perché mette in vista luci ed ombre del dialogo religioso, lo fa “senza veli”, e soprattutto spinge a coltivare la sfera dei rapporti con Dio e con la Chiesa in maniera autentica e paritaria, a cominciare dalla preghiera, un atto d’amore e non una formula da ripetere svuotata.