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domenica 4 dicembre 2016

Oggi il mondo dice addio ad un gigante della storia

Nei giorni scorsi da ogni parte del mondo si è reso omaggio, con un tributo popolare senza eguali, alla vita e all'opera rivoluzionaria di uno dei più grandi leaders del 20° e di inizio 21° secolo. 


Il Guerrigliero della Sierra Maestra, lo Statista che ha cambiato per sempre la storia non solo dell'America latina, ma anche di molti popoli del mondo: Fidel Alejandro Castro Ruz. Non a caso molti paesi del Continente latino, dell'Africa e dell'Asia hanno decretato il lutto Nazionale e molti capi di Stato e di governo saranno presenti oggi a Santiago per l'ultimo saluto.
Si può essere contrari o favorevoli a quanto ha fatto, eppure è indiscutibile che egli ha restituito al suo popolo dignità, al suo paese indipendenza. Ha portato all'autonomia un paese che era molto meno di una colonia, trasformando le caserme in scuole. La storia lo ha assolto già da molto tempo, a dispetto di chi ancora oggi lo denigra, non avendo rispetto neanche di fronte alla morte. Chi non si omologa e resiste, nei tempi di un pensiero sempre più conformista, viene tacciato delle peggiori nefandezze. I popoli, tuttavia, sono spesso più saggi dei loro governanti e sanno distinguere chi invia medici e professori e chi i marines nei paesi poveri. Certo fa riflettere il fatto che personaggi squallidi e anonimi, cittadini del paese che si autodefinisce e proclama la più grande democrazia del mondo, abbiano festeggiato per la sua morte. Ci si può chiedere allora cosa abbia di umano e democratico chi gioisce per la morte di un avversario, tanto più quando si tratta di un signore novantenne. Quando Fidel, che pure ha dovuto subire ben 634 attentati alla sua vita organizzati da quello stesso paese, ha sempre rispettato i suoi avversari e mai gioito per le loro disgrazie. In questi giorni nella vivace Avana, e nel resto del paese c'è stato un silenzio rispettoso, la capitale e tutto il paese non hanno avuto la vitalità di sempre. Fidel ha espresso la volontà di essere cremato ed è stato esaudito: per due giorni ha ricevuto il tributo di milioni di persone, cubani e stranieri provenienti da ogni parte del mondo, presso il mausoleo di Josè Martì a Plaza de la Revolucion e ha percorso per l'ultima volta tutto il paese, lo stesso itinerario della Carovana della Libertà che lo vide vincitore nel lontano gennaio del 1959. Oggi l'ultimo saluto nella Plaza de la Revolucion Antonio Maceo di Santiago, dove riposerà nel cimitero di S. Ifigenia poco distante da Martì.  Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha giustamente affermato: "A 60 anni dalla partenza del Granma, è passato all'immortalità il Comandante Fidel Castro". Se in qualche angolo dello sconfinato universo esiste un "paradiso" dei rivoluzionari, adesso il Comandante si è ricongiunto con i suoi fratelli Ernesto Guevara CHE e Camilo Cienfuegos, ai suoi grandi amici Nelson Mandela e Gabriel Garcia Marquez.

Querido Comandante, ci ha lasciato quando qui in Europa sorgevano le prime luci del nuovo giorno, forse la stessa luce di quell'ALBA che vide quando sbarcò dal Granma 60 anni fa, con gli occhi di quel gruppo di idealisti e visionari che toccarono le mangrovie e la sabbia bianca di Playa de las Colorades, dando inizio alla conquista della dignità e dell'indipendenza di un popolo e di un paese. 
Io, Comandante ebbi modo di incontrarla insieme ad altri compagni, il 14 novembre del 2000, a margine del 2° incontro mondiale di Solidarietà: Ella cominciò a parlare intorno alle 19,00 e l'incontrò si protrasse oltre l'una della notte, Lei parlava ma era attentissimo ad ascoltare qualsiasi cosa le chiedevamo, anche la più banale, ci mise immediatamente a nostro agio, e non avvertimmo minimamente la soggezione che un personaggio della sua statura politica e intellettuale poteva indurre. La sua figura e la sua opera sono stati di costante ispirazione e incoraggiamento nelle lotte popolari in ogni angolo della terra. Nel corso della sua lunga e feconda vita, Lei Comandante è sempre stato coerente con le sue idee e convinzioni che vivranno eternamente nell'anima dei rivoluzionari di ogni parte del mondo, di tutti coloro che sanno che un altro mondo è possibile e necessario.  Noi, che apparteniamo a quel popolo di sognatori che voleva cambiare il mondo, dal 25 novembre scorso ci sentiamo orfani e "abbandonati". Lei ci ha insegnato che abbiamo il dovere di continuare e credere ancora ai sogni della nostra gioventù e che un altro mondo meno ingiusto è possibile. Ella, Comandante continuerà a vivere nei bambini che vanno a scuola, negli infermi che salvano la loro vita, nei lavoratori che vivono onestamente del frutto del loro lavoro, e negli sforzi di ogni giovane idealista che lotta per cambiare il mondo. Lascia un'eredità inestimabile, non materiale come i nostri nemici insinuano, ma ideale, densa di valori alti, di solidarietà, di impegno per gli ultimi della terra e un paese degno e sovrano, un popolo colto e istruito, il "capitale umano" come lei amava definirlo. Vorrei ricordare due sue citazioni, quella profetica del discorso all'ONU nel lontano 1979: "Le bombe potranno uccidere gli affamati, gli ammalati e gli ignoranti. Però non possono uccidere la fame, le malattie e l'ignoranza".
Certo vorremmo che persone come Lei Comandante fossero immortali, purtroppo non è così. Però persone come Lei, il Che e Camilo possono scomparire fisicamente, tuttavia la loro opera rimarrà per sempre nelle menti e nei cuori della parte migliore dell'umanità. Ispiratore e costruttore di Nuestra America ha dato nuova linfa al progetto della grande Patria Latinoamericana, e parafrasando un episodio biblico una volta ebbe a dire: "Se l'impero divorasse l'America Latina come fece la balena con il profeta Giona, non riuscirebbe a digerirla. Prima o poi dovrebbe espellerla, e quella risorgerebbe di nuovo". Vorrei prendere in prestito le parole che Lei usò commentando la morte di un altro grande latinoamericano, Hugo Chavez:" Per capire chi era Hugo Chavez, basta guardare chi piange e chi gioisce per la sua scomparsa". Questo vale, a maggior ragione, anche per Lei. Hasta Siempre Comandante, Adios.

Antonio Della Corte
ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI AMICIZIA ITALIA-CUBA VELLETRI