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mercoledì 28 dicembre 2016

Donald Trump visto da Cuba: "Nelle sue parole l'odio dei nemici dell'Isla Grande"

Il presidente eletto degli USA Donald Trump si è detto felice per la morte di Fidel Castro, asserendo che negava i diritti umani. 

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba 
Circolo di Velletri

USA - A parte la discutibile allegria per la morte di un signore novantenne, forse a parte l’ignoranza di Mr Trump nelle sue parole c’era tutta la frustrazione dei nemici di Cuba, perché a dispetto degli oltre 600 attentati alla sua vita, Fidel Castro è stato vinto solo dall'inesorabile trascorrere del tempo, circostanza cui nessuno può sottrarsi, nemmeno i giganti della storia.
Mr Trump, novello “paladino” dei diritti umani, ha affermato che intende legalizzare la tortura nel suo paese tramite metodi come l’annegamento simulato. Questo tipo di tortura in effetti esiste a Cuba già dal 2012, ma non nella Cuba Rivoluzionaria, bensì nel lager che l’autoproclamatosi paese difensore dei diritti umani utilizza sistematicamente nella base illegalmente detenuta a Guantanamo. Siamo ormai in inverno e a Mr Trump vorremmo ricordare che nel suo paese mezzo milione di persone dormono per strada o sotto i ponti, e intere famiglie con i propri bimbi vivono in automobile. Nessuno invece vive in queste misere condizioni nella Cuba bloqueada. Nel 2016 uno studente universitario USA ha speso 37.000 dollari per mantenersi gli studi. A Cuba l’università è gratuita, testi inclusi. La media delle spese mediche e relativa assicurazione negli USA è di 18.000 dollari all'anno, a Cuba è.... 0. Quest’anno per le elezioni presidenziali sono stati spesi oltre 4 milioni di dollari per la campagna elettorale, a Cuba, al contrario in occasione delle elezioni i candidati vengono scelti in libere assemblee popolari, e non c’è alcuno sperpero di danaro. Quando poi ascoltiamo i media della “manipolazione e disinformazione” di massa secondo cui Cuba viola i diritti umani, non possiamo non ricordare l’immensa opera, che passa sotto silenzio da parte di quegli stessi media, non solo per i cittadini, ma per giovani di tutto il mondo: la formazione di medici. Oggi nella Scuola Latinoamericana di Medicina de L’Avana migliaia di giovani provenienti da comunità povere di tutto il mondo diventano medici a costo zero. Su questa realtà si applica una censura implacabile, soprattutto da parte dei "liberi e democratici” media del cosiddetto primo mondo, forse perché sarebbe troppo difficile, anche per Mr. Trump, spiegare come mai oltre 100 giovani statunitensi poveri, che non possono permettersi le costose spese universitarie nel “paese della libertà”, diventeranno medici gratis, grazie a Cuba. E sarebbe ancora più difficile spiegare che l’idea e la realizzazione di questa meravigliosa opera di solidarietà è dovuta proprio a Fidel Castro. Si proprio la stessa persona che per quasi 60 anni, gli USA e i loro paria hanno accusato di “violare i diritti umani”. Fidel Castro è un simbolo di resistenza, nella sua vita si riflette la storia di un intero paese. Egli fu dapprima attivista studentesco, organizzò un movimento armato, fu incarcerato e esiliato in Messico. Fu guerrigliero e poi statista, costruì una società nuova. Nella sua Cuba si costruirono scuole e ospedali e si formarono maestri e medici, ma soprattutto si realizzò la dignità di un popolo. Cuba, come lui, sopravvisse ad attacchi terroristici, al blocco economico più lungo della storia dell’umanità, e che ancora persiste, e ad una campagna mediatica di demonizzazione, tutto organizzato proprio dagli USA. 90 anni pieni di vita e impegno per un popolo e una causa. E’ a conoscenza di tutto questo Mr. Trump?