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venerdì 30 dicembre 2016

Concerto di fine anno 2016 al Teatro Artemisio: un successo per la Nova Amadeus diretta da Claudio Maria Micheli

Giovedì 29 dicembre si è tenuto presso il teatro Artemisio «Gian Maria Volonté» di Velletri il Concerto di fine anno 2016 della XXIV stagione concertistica dell'Orchestra Sinfonica Nova Amadeus, diretta diligentemente dal direttore Claudio Maria Micheli. 

di Sara Scifoni 
con la collaborazione di Valentin Adrian Calicchia 


VELLETRI - L'obiettivo dell'evento era quello di augurare al pubblico un felice e fortunato anno nuovo in cui potessero riecheggiare le note del repertorio musicale scelto per la serata: non a caso i brani erano celebri e alla portata “d'orecchio” di tutta la platea. Il concerto ha avuto inizio con un brano tratto dal «Don Giovanni» di Mozart, seguito da «Madama Butterfly» in cui il Coro «Ruggero Giovannelli», ha eseguito con estrema precisione il brano interamente a bocca chiusa (in musica, questa tipologia di insieme viene chiamata non a caso “coro muto”).
Sempre dalla «Madama Butterfly», il soprano Patrizia Roberti ha incantato il pubblico attraverso le soavi note di “Un bel dì vedremo”. Il concerto è proseguito con “E lucean le stelle”, brano estratto dalla «Tosca» di Puccini, interpretato dal talentuoso tenore Emil Alekperov, per poi continuare con un ricercato e vivace passo del «Ratto dal serraglio» di Mozart. Sono stati poi eseguiti dal Coro il “Va pensiero” di Verdi dal «Nabucco», portato avanti in maniera minuziosa ed impeccabile, e l'aria “La donna è immobile” dal «Rigoletto» di Verdi modulata da Alekperov. A seguire, il pubblico è stato deliziato dall'armonia vaporosa e solenne del famoso valzer «Sul bel Danubio blu» di Johann Strauss per poi passare alla più vivace e dilettevole «Polka pizzicata», suonata interamente senza gli archi. Una scelta di brani saggia, visto il pubblico eterogeneo, ma non monotona: i passaggi e le arie selezionate sono state alla portata di tutti, intramontabili, ma sempre stupefacenti e sentiti dalla platea.
Non è quindi un caso che il pubblico abbia seguito il concerto con partecipazione e interesse, senza mai perdersi in quei sussurri di fondo che solitamente caratterizzano il fallimento di uno spettacolo. Ma non finisce qui: al programma previsto (comprendente Strauss, Verdi, Puccini e Mozart) il direttore ha inaspettatamente aggiunto brani di autori non previsti, sorprendendo la platea; da «Casta diva» di Bellini, passando per l'intermezzo della «Cavalleria Rusticana» di Mascagni, fino ad arrivare all'“Habanera” dalla «Carmen» di Bizet. Quest'ultima è stata l'aria che ha incantevolmente messo in luce il soprano Patrizia Roberti grazie al sua eccezionale interpretazione, permessa dalla complicità con il direttore Micheli fatta di sguardi e gesti mirati a far risaltare il carattere sbarazzino e passionale del personaggio di Carmen. Il maestro Claudio Maria Micheli ha sorpreso poi ancora una volta il pubblico facendolo partecipare dal posto e dirigendolo nella «Radetzky march» di Strauss: gli spettatori hanno partecipato entusiasti battendo le mani a ritmo, sentendosi parte dell'orchestra e divertendosi ad essere diretti dal direttore. Per il gran finale, non poteva esserci brano più adatto per augurare un buon Capodanno di “Libiamo ne' lieti calici” di Verdi, estratto dalla «Traviata», eseguito diligentemente dal tenore Alekperov, il soprano Patrizi e il Coro accompagnati dall'orchestra. Un finale veramente scoppiettante e travolgente, dopo il quale il pubblico, non ancora sazio di musica, ha chiesto un bis con un lunghissimo applauso, al quale l'orchestra ha risposto con la «Tritsch-Tratsch Polka» di Strauss.
Un elogio è d'obbligo al direttore Claudio Maria Micheli, che ha saputo gestire meticolosamente e con perizia l'orchestra e il coro attraverso una gestualità chiara ed ampia che lasciava respirare il coro. Altri complimenti sono dovuti all'Orchestra Sinfonica Nova Amadeus che ha saputo portare avanti brani con concertazione e con un'evidente preparazione a livello strumentale; e ancora, omaggi al Coro «Ruggero Giovannelli», al tenore Emil Alekperov e al soprano Patrizia Roberti per aver allietato il pubblico attraverso la loro straordinaria voce e interpretazione dei brani.