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giovedì 3 novembre 2016

Velletri rubò una campana a Marino: tra storia e leggenda, cinquecento anni dopo arriva un'audace idea da due Veliterni

Battaglie e campane: la controversa storia tra Marino e Velletri. Nel 2011 è arrivata la pace, ma l'oggetto della discordia resta nel tempietto bramantesco di Piazza Cesare Ottaviano Augusto.

di Rocco Della Corte


VELLETRI - La campana di Marino, al centro di discussioni, trattati di pace e poesie dialettali, torna d'attualità dopo qualche secolo. Custodita nel Tempietto Bramantesco di Piazza Cesare Ottaviano Augusto, porta ancora vivi su di sé i danni della seconda guerra mondiale che provocarono la sua caduta dalla torretta ubicata sulla cima del Palazzo Comunale, non più ricostruita dopo la ristrutturazione. 

La prima battaglia di Marino è datata 1379, mentre la seconda risale al 1526. Quest'ultima, che rientra nell'ambito delle operazioni belliche di Carlo V, fece emergere la forte contrapposizione tra la città di Marino, in mano ai Colonna avversari del pontefice e seguaci di Carlo, e Velletri, sempre devota al papa Clemente VII. Proprio il pontefice, allora, fomentò i veliterni nel vendicare l'offesa subita dalla Chiesa e attaccare Marino, popolata invece dagli scomunicati sostenitori di Carlo V che quindi avrebbero voluto il male del papa. Secondo la leggenda, durante una di queste due battaglie, i veliterni sottrassero a Marino la campana, insieme ad un'immagine della Madonna, tanto da meritarsi l'appellativo di "rubbamadonne e spiccacampane". Nel 2011, a marzo, è arrivato il trattato di pace simbolico firmato dalle amministrazioni comunali dei due centri castellani: nel documento, avallato da tutti i rappresentanti preposti, si ricorda il furto della campana di S. Lucia in Marino nel 1526 e ci si accorda per una visita di una delegazione cittadina alle rispettive Feste dell'Uva che sancisca la pace. Ma nonostante le buone intenzioni la Campana resta nel sottoscala del Tempietto Bramantesco, ancora come ai tempi degli sfregi che subì dalle bombe e visibile solo negli orari di apertura, tra l'altro limitati al mercoledì e al sabato, dello stesso monumento. La proposta audace lanciata da Guido Giani e Alessandro Filippi, quindi, è quella di organizzare una vera e propria cerimonia di restituzione della campana alla città di Marino. Naturalmente la questione risveglia campanilismi più o meno sopiti e non trova di certo l'entusiastica approvazione dei veliterni, ma l'idea di coloro che hanno elaborato questa specie di 'referendum' è proprio quella di testare l'effettiva disponibilità dei velletrani a ridare quanto sottratto a Marino ormai quasi cinquecento anni fa. Utopia? Staremo a vedere, nel frattempo per chi volesse ammirare la campana della discordia il Tempietto Bramantesco di Piazza Cesare Ottaviano Augusto è aperto il mercoledì e il sabato, in orario pomeridiano, e accessibile tramite la sottostante Associazione dei Carabinieri.