Sponsor

Le migliori attività commerciali e non solo di Velletri e dintorni:




mercoledì 26 ottobre 2016

Terremoto, parola al geologo: "Velletri e i Castelli Romani possono stare tranquilli: ecco perché"

Il terremoto delle 19.11 ha risvegliato la paura nel Centro Italia. Si è sentito bene anche a Velletri. Ma la spiegazione geologica, a cura del dottor Fabio Taddei, è rassicurante.

VELLETRI - Tutti i terremoti che si sono avuti nell'ultimo periodo - in riferimento a quelli di più grande entità, dall'Aquila (sull' Appennino abruzzese) a quello di Accumuli e Amatrice, compreso quest'ultimo tra Terni e Perugia, riguardano l'Appennino umbro-marchigiano.
Essi sono dovuti al fenomeno della spinta del movimento delle placche. Nel caso del sisma odierno è la placca tirrenica che spinge verso la placca adriatica, favorendo un movimento verso est di questa parte dell'Appenino con un sovrascorrimento della placca tirrenica sull'adriatica, nel cosiddetto fenomeno di subduzione. In pratica la placca adriatica si infila sotto a quella tirrenica. Si tratta di uno spostamento generale verso est che i geologi stimano in un'apertura del Tirreno di circa 4 cm annui. Praticamente l'Italia si sposta verso est di 4 cm ogni anno, e ciò è spiegato anche dalla profondità dei mari: il Tirreno, profondo circa 3500 m per via di quest'apertura, è di gran lunga più profondo dell'Adriatico, che è invece un mare in chiusura ed è molto meno profondo. In tempi geologici futuri l'Adriatico diventerà un lago salato e chiuso come il Mar Caspio. I terremoti relativi alla zona dei Castelli, invece, con epicentro nelle nostre zone sono dovuti ai movimenti delle faglie formatesi con il vecchio Vulcano Laziale. Essendo di minore entità quando si muovono provocando delle piccole scosse. Non arrivano, infatti, a distruggere nulla. A memoria d'uomo non si ricorda nessuna città dei Castelli distrutta da un terremoto. Le scosse che sentiamo qui, dell'Appennino, sono di riflesso e si avvertono maggiormente perché non sono piccole faglie ma interessano le placche, molto più grande. Per fare una distinzione pratica, si può dire che la sismicità di interplacca, dovuta alle grandi placche mondiali (esempio: Giappone), è quella di grado maggiore e più pericolosa; quella delle placche più piccole (come l'adriatica e la tirrenica che hanno provocato il terremoto odierno) è di grado intermedio e invece quella delle piccole faglie, che interessa anche Velletri e i Castelli Romani, è di grado minore.

Si ringrazia per la consulenza e la disponibilità il dottore in Scienze Geologiche Fabio Taddei