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venerdì 21 ottobre 2016

"Siamo pronti a votare No": Sala Tersicore gremita per l'incontro pubblico con Ferdinando Imposimato

Davanti ad una sala gremita, il Movimento Cinque Stelle ha organizzato un dibattito sul Referendum del prossimo dicembre. Relatori Paolo Trenta, Elena Fattori, Silvana De Nicolò e il presidente onorario della Corte Suprema di Cassazione Ferdinando Imposimato.

di Rocco Della Corte

VELLETRI - Tanta partecipazione al dibattito che si è svolto ieri pomeriggio alla Sala Tersicore. Il Movimento Cinque Stelle, infatti, ha organizzato un incontro "a difesa della Costituzione" con il giudice Ferdinando Imposimato per discutere delle tematiche inerenti il referendum del prossimo 4 dicembre

Sin dagli albori della riforma Renzi-Boschi, infatti, il presidente onorario della Corte Suprema di Cassazione si è schierato contro, definendo improponibile quanto caldeggiato, invece, dal Partito Democratico e dal fronte per il Sì.


Di fronte ad una sala gremita, ha fatto gli onori di casa il consigliere comunale pentastellato Paolo Trenta, ringraziando i presenti e auspicando un confronto serio su un tema così delicato. Successivamente ha preso la parola Silvana De Nicolò, consigliera regionale del M5S, la quale ha ribadito il diritto popolare di opporsi alla "schiforma o deforma", come è stata definita ironicamente la riforma. Paradossalmente - ha fatto notare la consigliera - si è creato un desiderio di tornare al passato al cospetto di affermazioni come quella del Ministro Boschi, che ha sottolineato come "non ci sia una donna nel Comitato per il No, dando quasi del misogino a chi dà voto negativo". Il fatto che è anche Barack Obama, che ha recentemente incontrato Renzi, si sia schierato per il sì è un ulteriore motivo per votare No, dato che il presidente degli U.S.A., definito "Nobel per la pace fautore di guerre", probabilmente la nostra Costituzione non l'ha neanche letta, come ha ribadito lo stesso Imposimato nel suo successivo intervento.
La senatrice Elena Fattori, sulla stessa lunghezza d'onda, si è soffermata su come il Senato cambierà ("il ricambio ci sarà, se tutto va bene, nel 2023") e ha evidenziato i limiti e i deficit di questa riforma. Il messaggio chiaro che tutti i relatori hanno trasmesso, comunque, riguarda la necessità di informarsi. Occorre andare a fondo nelle cose, dato che l'informazione è manipolatrice e lo si vede dal Tg1, dal Tg2 o da qualsiasi giornale nazionale. Il fatto che il ricorso relativo al quesito sia stato rigettato è un ulteriore danno ed è per questo che il dovere di chi è informato è quello di informare a sua volta: chi non è addentrato nel tema, ma deciderà di andare a votare per coscienza civica, si troverà davanti parole come "abolire", "ridurre", "superare" e sarà portato a dare parere positivo visto che si fa un gran parlare di sprechi, mancata efficienza della macchina amministrativa e lentezza della burocrazia. Il giudice Ferdinando Imposimato, invece, con parole molto sentite ed accorate si è rivolto alla platea evidenziando che mettere la crocetta sul No significa fare il bene di giovani, operai, pensionati, studenti, docenti, disoccupati e così via. La cosa più grave, però, è la "costituzionalizzazione della corruzione": "non si toccano i corrotti, che costano 70 miliardi di euro all'anno, nè gli evasori fiscali, che rapinano lo Stato per 150 miliardi". Anche la decantata riduzione dei senatori in realtà è solo una garanzia di immunità per Sindaci e Consiglieri Regionali, mentre il risparmio economico sarebbe minimo.
I privilegi per i parlamentari rimangono immutati, così come i finanziamenti ai partiti. I numerosi argomenti trattati da Imposimato, che sono entrati nel merito della riforma vista anche la cultura giuridica e costituzionale del presidente, hanno chiarito vari dubbi. Al di là delle opinioni politiche, una figura di spessore come quella di Imposimato, che nell'intervento di Velletri ha dato prova di grande lucidità, è sicuramente servita - o almeno questo era l'auspicio di chi ha organizzato l'incontro - a dare un'idea dei motivi che porteranno tanti italiani a votare No al prossimo referendum. Gli applausi degli spettatori hanno chiuso l'iniziativa, anche se nelle prossime settimane sono previsti altri incontri - su entrambi i fronti - per discutere, informare e confrontarsi.