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venerdì 28 ottobre 2016

La Riforma Costituzionale Italiana: un'idea sul quesito referendario "confermativo"

La Costituzione italiana è un Costituzione scritta e rigida, invece la Costituzione francese, oltre ad essere scritta, è anche flessibile, vale a dire, basta una Legge nazionale per poter modificare la loro Costituzione. 

di Maria Luisa Melo


VELLETRI - Quando sottolineo che la Costituzione italiana è una costituzione “Scritta”, è perché, nel caso della Costituzione inglese è una “Costituzione Non Scritta”, ma si è concretizzata, attraverso il processo storico, in vari documenti scritti, convenzioni, usi e consuetudine.

Nel caso della costituzione italiana è prevista la legge costituzionale è un atto normativo, presente negli ordinamenti a costituzione rigida, adottato dal Parlamento con una procedura aggravata, ossia più complessa rispetto a quella prevista per le leggi ordinarie, che ha lo stesso rango della costituzione nella gerarchia delle fonti di diritto e la può, entro certi limiti, integrare o modificare (in quest'ultimo caso si può parlare, più specificamente, di legge di revisione costituzionale o riforma costituzionale). Il procedimento di 'revisione costituzionale' è disciplinato dall'art.138 della Costituzione. Esso si compone di due fasi: una fase necessaria che si svolge integralmente in Parlamento e una fase eventuale che coinvolge, invece, tutti i cittadini, con il Referendum. Il 4 Dicembre gli italiani sono chiamati a rispondere sul “quesito referendario” che pone tutti davanti alla responsabilità di esprimere un parere “Confermativo” sulla Riforma costituzionale. I punti fondamentali della riforma costituzionale sono, la fine del “bicameralismo perfetto; nuovo Federalismo; abolizione definitive delle Provincie e del Cnel. 

1- La CAMERA: sarà l’unica a votare l fiducia. I deputati restano 630 e verranno eletti a suffragio universale. 

2- Il SENATO: continuerà a chiamarsi “Senato della Repubblica”, ma sarà composto da 95 membri eletti dai Consigli Regionali :21 Sindaci e 74 consiglieri-senatori, in più 5 nominati dal Capo dello Stato, che restano in carica per 7 anni. Avrà competenze legislativa piena solo su riforme e leggi costituzionali. Saranno i cittadine, al momento di eleggere i Consiglieri Regionali, a indicare quali consiglieri saranno anche senatori. I 95 senatori saranno ripartiti tra le Regioni in base demografica. Uno per ciascuna Regione dovrà essere un Sindaco. E godranno dell’Immunità come quelle dei deputati. 

3- FEDERALISMO. Sono abolite le materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni e tornano allo Stato alcune competenze come energia e infrastrutture strategiche. Inoltre, su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi anche nei campi di competenza delle Regioni, "quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale". 

4- PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori. Per i primi tre scrutini per l'elezione occorreranno i due terzi dei componenti del Parlamento, dal quarto si scenderà ai tre quinti; dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti. 

5- CORTE COSTITUZIONALE - Dei 15 giudici Costituzionali, 3 saranno eletti dalla Camera e 2 dal Senato. 

6- REFERENDUM - Ci sarà un quorum più basso per i referendum sui quali sono state raccolte 800.000 firme anziché 500.000: per renderlo valido basterà la metà dei votanti delle ultime elezioni politiche, anziché la metà di tutti gli elettori. Vengono introdotte il “Referendum Propositi” e il DDL (disegno di legge) di iniziativa Popolare sarà necessario 150.000 firma per un DDL di iniziativa popolare. 

7- PROVINCE - Vengono cancellate dalla Costituzione, atto necessario per abrogarle definitivamente. CNEL - Abrogato il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro, organo costituzionale secondo la Carta del 1948.