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sabato 22 ottobre 2016

Caso Cervia, la moglie Marisa: "Dopo ventisei anni la storia di Davide crea imbarazzo e preoccupazione allo Stato"

La vicenda del rapimento del GE Davide Cervia nell'udienza del 20 ottobre a Roma.

ROMA - Si è svolta giovedì mattina l'udienza del processo avente come oggetto le istanze portate dai familiari del GE rapito a Velletri il 12 settembre 1990. A parlare, come sempre accade, a margine delle operazioni in aula è stata la moglie Marisa Gentile.

Marisa, con tutti i suoi familiari, si continua a battere per sapere cosa sia successo a suo marito. Le sue dichiarazioni dopo l'udienza spiegano come è andata.


"L'udienza di oggi - ha detto Marisa Gentile - era riservata alle precisazioni delle conclusioni delle parti, tant'è che i nostri avvocati hanno ripercorso i punti più importanti su fatti e testimonianze acquisite agli atti. Sono state messe in evidenza tutte le omissioni, le superficialità e i depistaggi che alcuni organi dello stato hanno messo in atto durante le indagini "mai" svolte sulla scomparsa di Davide Cervia. Rileviamo che la giudice, qualunque sarà la sentenza che andrà ad emettere, ha dato prova di grande attenzione e disponibilità all'ascolto. Per noi è stata la prima volta che abbiamo potuto raccontare i fatti in un aula di tribunale e sottoporli all'attenzione di un organo giudicante. L'unica cosa spiacevole da segnalare è che, l'Avvocatura dello Stato, ci ha praticamente "obbligato" ad una scelta molto sofferta: per procedere alla loro rinuncia dell'eccezione della prescrizione, noi attori abbiamo dovuto ufficializzare per prima cosa, la nostra rinuncia "ad ogni pretesa risarcitoria patrimoniale e non patrimoniale afferente a questo e ad altri eventuali giudizi contro le amministrazioni convenute". Già tempo addietro, avevamo rinunciato al risarcimento economico per far sì che il procedimento civile potesse avere inizio. Ora, un nuovo ricatto da parte di organi dello Stato, ha condizionato in maniera irreversibile le nostre future iniziative giudiziarie, quantomeno a livello civile. Hanno preteso rassicurazioni ufficiali sul fatto che noi, dopo questo procedimento in corso, non intraprendessimo ulteriori azioni contro le amministrazioni convenute. Penso di non esagerare - constata Marisa - nel dire che purtroppo ancora oggi, dopo oltre ventisei anni, la storia di Davide Cervia crei ancora enorme imbarazzo e preoccupazioni all'interno di organi delle Stato. E allora mi domando. ma cosa si nasconde veramente dietro il rapimento di Davide Cervia di così tanto inconfessabile? Ora, prima della sentenza, dovranno passare ancora alcuni mesi in quanto l'avvocatura dello stato ha chiesto di produrre e depositare le memorie scritte sulle precisazioni e conclusioni. I nostri legali avrebbero voluto concludere con l'udienza di oggi, ma la posizione dell'avvocatura dello stato è stata irremovibile. Ah, dimenticavo di dire che, uno dei punti di difesa delle amministrazioni convenute, riguarda il fatto, "particolarmente offensivo nei nostri confronti", che la famiglia, in tutti questi anni, sarebbe stata di intralcio al normale svolgimento delle indagini sulla scomparsa di Davide Cervia. Eh sì, avete capito bene - ribadisce con amara ironia Marisa - se le indagini sul caso di Davide non sono state svolte o sono state omesse o sono risultate superficiali, è solo colpa mia e della mia famiglia!". Non resta allora che attendere, nella speranza mai sopita di arrivare alla verità.