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lunedì 1 agosto 2016

Diario di un viaggio/11

Partendo da Santa Clara e diretti verso Cayo S.Maria, passiamo per la città di Remedios, che fa parte sempre della provincia della città eroica. 

Remedios non è molto grande, ma riveste un ruolo importante. Infatti Santa Clara fu fondata da alcuni cittadini del villaggio di Remedios fuggiti dal loro villaggio d'origine, perchè un esorcista, siamo nel 1682, aveva dichiarato Remedios posseduta da intere legioni di demoni e numerose persone erano state arse vive.
Remediòs è una splendida cittadina coloniale, ricca di chiese, e non è molto visitata dai turisti. Vi è un unico hotel, dove ci fermiamo per un pasto; una targa ricorda che qui il generale Maximo Gòmez il 1° febbraio 1899 negoziò con gli statunitensi la tregua dell'esercito Mambì, dopo la guerra ispano-americana. Sulla piazza principale sorge un grazioso parco e a lato la cattedrale che visitiamo, si chiama Iglesia del Buèn Viaje, e in questa casa religiosa con l'altare completamente ricoperto e decorato d'oro incontriamo un simpatico vecchietto che ci racconta di avere più di 90 anni. E' uno studioso di questa città dove è nato e sempre vissuto e ci dice di aver avuto un ruolo fondamentale nella preparazione della visita a Cuba di Giovanni Paolo II nel 1998, tanto da aver avuto riconoscimenti ufficiali, sia dallo Stato Cubano che dalla città del Vaticano.
Per la verità non seguiamo molto il racconto di questo signore, preferendo ammirare le bellezze della cattedrale e poi dà un pò fastidio la sua ostentazione religiosa che evidentemente mira a farci lasciare delle offerte nell'apposita cassetta. Molti del gruppo ci cascano, anche se asseriscono di essere rigorosamente laici, tanto che in seguito prenderò in giro più di qualcuno dicendogli, ecco i cosiddetti rivoluzionari da salotto, a parole farebbero la guerriglia e poi si lasciano abbindolare da un vecchietto e lasciano soldi alla chiesa. Comunque, dal punto di vista architettonico questo monumento è veramente da ammirare, ma l'intera città è davvero bella, tanto da essere stata proclamata monumento nazionale. Dopo la visita proseguiamo per il Cayo collegato alla terraferma da una lingua di asfalto; intanto guardo in televisione dell'intensa attività diplomatica, in questi giorni è riunito a L'Avana il Parlatino, che è il Parlamento Latino americano, chi di voi sapeva della sua esistenza? Eppure ha competenze ed è molto più importante del nostro Parlamento Europeo. Arrivati a Cayo S.Maria, ci fermeremo un paio di giorni dove avrò modo di dialogare con gli impegati della struttura, operatori telefonici, camerieri, animatori, e perfino maestri di lingua: pensate organizzano dei corsi di spagnolo per gli stranieri ospiti nella struttura. Cayo S.Maria in realtà fino a pochi anni fa era un'isoletta, ora è collegata alla terraferma da una striscia di asfalto lunga circa 50 km. Il posto è bellissimo, un mare incantevole e tutti i confort, piscine, vari luoghi di divertimento, discoteca, ma.... non è Cuba, è un posto turistico che si potrebbe trovare in un qualsiasi paese della terra. A me personalmente non piace, però abbiamo dovuto soddisfare nell'organizzare il viaggio anche delle esigenze di chi voleva fare il turista classico, sotto il sole dei caraibi, e tant'è che ci ritroviamo qui. Io adoro fare lunghe passeggiate solitarie in riva al mare camminando con i piedi nell'acqua la mattina presto quando la spiaggia è ancora deserta e gli unici esseri viventi sono costituiti dalla fauna del luogo. Il resto della giornata lo passo girando per il villaggio e parlando con gli addetti ai lavori, giardinieri, animatori, ecc. così parlo con la ragazza del posto telefonico che mi racconta che abita a Santa Clara e ogni mattina si alza alle 4,00 per venire a lavorare, e ritorna a casa alle 19,00, mi racconta che non si è voluta sposare, perchè "con la vita che faccio, non sarei mai a casa, mio marito chiederebbe subito il divorzio" mi dice e poi sta ancora studiando; dopotutto è giovane avrà meno di trent'anni. Incontro poi un giardiniere che cura le piante e mi fa assaggiare un mango fresco, appena colto. Di tutte queste persone non ricordo i nomi, però si rimane colpiti dalla loro disponibilità e umanità. Nel pomeriggio alle 15,00 c'è il corso di spagnolo, lo seguo per arricchire il mio vocabolario, e va a finire che rimango a parlare con la ragazza, che tra l'altro partecipa come ballerina e cantante allo spettacolo serale, ben oltre l'ora di lezione. Mi dice che ha 27 anni che lavora qui da quattro dalle 9,00 della mattina alle 23,00 della sera con la pausa di un paio d'ore verso l'ora di pranzo.
Dovrebbe lavorare otto ore, ma inevitabilmente ne lavora di più, però mi dice con orgoglio che guadagna più di suo padre che fa l'autista degli autobus che portano i lavoratori dal paese qui al Cayo. Lavora 5 giorni a settimana e 2 di riposo, qui nel villaggio ha una camera che divide con un'altra sua collega, e praticamente va a casa il venerdì sera per tornare il lunedì mattina. Mi racconta che ha dovuto fare un corso per lavorare nel turismo e poi, una volta superato, ha fatto domanda ed è stata assunta. Gli chiedo se è necessario essere iscritti al partito per essere assunti, e mi risponde che no, infatti lei non è iscritta, anche se è favorevole al governo, e nessuno gli ha mai chiesto la tessera per farla lavorare; hanno solo svolto delle ricerche sulla sua preparazione nel settore e sulla sua affidabilità come persona, parliamo di cose tra le più disparate, io chiedo e lei risponde, e così parliamo di molti aspetti della vita quotidiana che conoscevo da anni. E' l'ulteriore conferma che siamo in presenza di un'organizzazione sociale che veramente dà le medesime opportunità a tutti, aiutando nel contempo chi è meno fortunato, così ad esempio, lo stato sta fornendo già da anni, nuovi frigoriferi di fabbricazione cinese a chi dà indietro quello vecchio, anche non funzionante, e pagandolo a rate molto basse. Il frigorifero qui è una necessità vitale.


Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba