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lunedì 25 luglio 2016

XVII Domenica T.O.: "Il padre di tutti" a cura di don Gaetano Zaralli

Testo
Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre, sia santificato il tuo nome,venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione”. Poi aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; e se quegli dall’interno gli risponde: Non m’importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli; vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza. Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» (Lc 11,1–13).

Commento
Padre.
Ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo, di inaudito. Gesù storico varca i limiti del giudaismo e permette a tutti, peccatori e pubblicani, di chiamare Dio in modo familiare: caro papà. Forse per questo appaiono altrettanto inauditi i limiti e le ristrettezze che oggi si pongono a chi si professa cristiano, senza assicurare aderenza alle forme, ai riti e ai contenuti della religione cattolica. Ancora una volta la volontà di mettere i puntini sulle “i” per quanto riguarda la dottrina, opera divisione e allontana di nuovo il sogno di una eventuale riconciliazione ecumenica. «Caro Papà» dicono i protestanti, quando recitano il “Padre Nostro” «Caro Papà» cantano gli ortodossi, senza impaccio nella loro lingua «Caro Papà» ripetono i cattolici, quando si accingono a pregare come ha insegnato Gesù. Tutti figli dello stesso Padre, tutti fratelli tra di loro, tutti protesi a essere partecipi del Regno. Eppure, tutti a litigare per mantenere posizione di potere in relazione al possesso della Verità. Forse per questo i pubblicani e le prostitute ci precederanno nel Regno dei cieli.
Se uno di voi ha un amico.
Dio è amico e con lui ci si può comportare col coraggio che nasce dalla fiducia che agli amici si riserva. Dio è amico e a lui si può chiedere, senza mai disperare. Dio è l’amico che apre la porta a chi bussa, senza attendere atti particolari di convenienza.
Dio è amico.

Il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono! Se a Dio si chiede la guarigione di una persona, può capitare di trovarlo sordo alla richiesta. Se a Dio una mamma chiede il perché della morte del suo bambino, le motivazioni che lui adduce potrebbero non portare alla rassegnazione. Se a Dio chiedessi l’azzeramento dei problemi che nella vita quotidiana mi assillano, mi direbbe che sto esigendo qualcosa di impossibile. Nelle mie preghiere dimentico sempre di chiedere l’abbondanza dello Spirito Santo. Stolto e infingardo che sono! Questa è l’unica cosa che Dio mai mi negherà.