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lunedì 18 luglio 2016

Disastro ferroviario in Puglia, la Roma-Velletri anche se a binario unico ha la sicurezza del SCMT

Dopo l’incidente verificatosi in Puglia la settimana scorsa, molti pendolari, anche qui da noi, si sono mostrati preoccupati in quanto erroneamente si pensa che il binario unico, come nel caso della Roma – Velletri sia più a rischio di incidenti.

In realtà non è cosi, perchè anche sulla “nostra” linea è in funzione ormai da anni il SCMT, ovvero il Sistema di Controllo Marcia Treno, un sistema scientificamente sicuro che rende impossibile il verificarsi di incidenti simili, e che non era in funzione sulla tratta pugliese.

Per intenderci, se il SCMT fosse stato in funzione all’epoca, non si sarebbe verificato neanche l’incidente di Casabianca nell’ormai lontano 1992. Ad onor del vero però bisogna ricordare che questa tecnologia si è sviluppata solo a partire dal 2000. Il Sistema agisce attraverso delle “boe”, quelle curiose scatole gialle che forse qualcuno avrà notato in mezzo ai binari, che si attivano al passaggio del treno, inviano informazioni al Sistema di Bordo che, effettuate le conseguenti elaborazioni sulla base dei parametri del treno introdotti all’origine della corsa, determina i tetti e le curve di velocità che consentono la protezione e la totale sicurezza della marcia del treno. Sulla linea dove si è verificato l’incidente, tra Andria e Corato, vige ancora il blocco telefonico risalente agli anni ‘50, quando i treni circolanti erano molti di meno. Adesso si cerca il capro espiatorio: l’errore umano e il binario unico, ma bisogna invece considerare che dotare la linea del sistema di controllo comportava una spesa irrisoria rispetto alla quantità di milioni letteralmente sprecati in opere inutili come ad esempio la TAV Torino – Lione che peraltro riguarda le merci e non i viaggiatori. Per la linea incriminata pare esista addirittura una deroga governativa che autorizza a non seguire i protocolli di sicurezza, in quanto impossibili da rispettare data l’enorme mole di traffico. Le autorità politiche si sono “precipitate” sul luogo del disastro, anche strumentalizzando in maniera becera una simile tragedia. Il governo Renzi dovrebbe spiegare in primis ai parenti delle vittime e poi a tutto il Centro sud perchè il suo governo recentemente ha destinato per le Ferrovie 4.500 milioni di Euro da Firenze in su, e solo 60 da Firenze in giù. Purtroppo la politica del trasporto su rotaia privilegia l’alta velocità, trascurando il trasporto pendolare che invece andrebbe rivalutato, migliorato e potenziato. Non si può viaggiare in condizioni da” quarto mondo”, come avviene quotidianamente anche sulle linee nostrane.