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martedì 5 luglio 2016

Diario di un viaggio/7

Giovedi 5 maggio arriviamo nella città di Trinidad. L'albergo dove siamo alloggiati dista qualche km dal centro di questa che è una delle più antiche città di Cuba e che negli anni '80 fu proclamata patrimonio dell'umanità. 


Il nostro albergo ristrutturato dopo che era stato quasi distrutto da uno dei tanti uragani che periodicamente colpiscono l’isola, si trova nella penisola di Ancon ai piedi della Sierra dell'Escambray.

Il programma prevede la visita al museo romantico, che si affaccia sulla plaza Mayor, e ha sede nel palazzo che fu del conte Brunet, una delle opere più rappresentative dell'architettura coloniale. In esso sono custoditi gioielli, mobili, argenteria, sculture ed elementi decorativi appartenuti, in passato a nobili spagnoli e cubani. Ma a Trinidad sorge anche un altro museo, che ho già visitato in passato e che mi preme far conoscere ai miei compagni di viaggio, perchè testimonia un aspetto più recente della storia della Rivoluzione; un museo che non è contemplato nei circuiti turistici, al contrario del museo Romantico. Mi riferisco al Museo Naciònal de la lucha contra los Bandidos, e qui è d'obbligo una spiegazione: la rivoluzione nel 1961 intraprese una campagna di alfabetizzazione, studenti e maestri si recavano negli angoli più sperduti del paese per alfabetizzare i contadini e la popolazione analfabeta,e proprio qui sulla sierra dell'Escambray si formarono dei gruppi mercenari, assoldati dall'amministrazione USA che cercavano e uccidevano gli alfabetizzatori. Il museo contiene tutte le informazioni con foto e mappe del territorio e dei combattimenti che le forze rivoluzionarie ingaggiarono con i mercenari, i quali uccisero tra gli altri anche degli adolescenti, uno in maniera molto barbara, risparmio i particolari e ne ricordo solo il nome Manuel Asunce Domenech che aveva appena 16 anni. A questa giovane vittima del terrorismo oggi è intitolato l’ospedale universitario di Camaguey, la città di un altro grande cubano, lo scrittore Nicòlas Guillen. Il suo essere nero e comunista pare gli sia costato il Nobel per la Letteratura. Quindi una parte del gruppo visita questo museo con me, gli altri il museo romantico, poi ci rechiamo - quando è ormai pomeriggio - alla Casa della Trova: quella di Trinidad è famosa in tutto il paese a causa degli artisti che vi si esibiscono. Passa così quasi tutta la giornata, che si conclude con la tradizionale visita alla Canchànchara, locale che prende il nome del cocktail della casa, preparato di rum, succo di limone, miele, acqua e ghiaccio, bevanda creata dai combattenti cubani che nel 19° secolo lottavano per l'indipendenza dagli spagnoli. Domani ci attende una giornata molto faticosa, andremo sulla sierra dell'Escambray.

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba