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lunedì 25 luglio 2016

Diario di un viaggio/10

Dal mausoleo ci spostiamo in un altro luogo storico per la città di Santa Clara, nei pressi della linea ferroviaria, in una piazza sono conservate alcune vetture del treno blindato che all'epoca Batista voleva inviare alla capitale colmo di soldati ben armati per contrastare la Rivoluzione ormai prossima al trionfo.

Qui che il Che scrisse un'altra pagina mitica e decisiva della storia della Rivoluzione e sua personale: con molti meno uomini e con mezzi ed armi tecnologicamente inferiori, condusse l'assalto al treno, facendolo deragliare e ingaggiando una feroce battaglia contro i soldati della tirannìa, riuscendo ad uscirne vincitore e portando come bottino della battaglia nuove armi all'esercito ribelle.


In questa piazza è conservata anche il piccolo bulldozer che i rivoluzionari usarono per sradicare i binari e permettere il deragliamento del convoglio, oggi la linea ferroviaria passa a pochi metri di distanza da quella originaria. La vicenda di cui parlo fu una delle più importanti e come detto decisiva per la vittoria finale della Rivoluzione. Nelle vetture, aperte al pubblico, si possono osservare numerosi reperti che appartennero ai protagonisti di quella battaglia campale per le sorti del paese. In seguito è stato realizzato anche un complesso scultoreo ad opera di Josè Delarra, questo luogo è oggi monumento nazionale. Stamattina in questa piazza c'è un'altra cerimonia: lo comprendo osservando il vivace via vai della gente, e allora mi fermo ad aspettare. In pochi minuti arrivano decine di ragazzi e ragazze. Intanto è stato approntato un palco su cui altri ragazzi provano alcuni brani musicali, e finalmente inizia la cerimonia: si premiano i lavoratori sociali più meritevoli, quelli che qui da noi chiamiamo lavoratori socialmente utili, ma credo che non sia esattemente la stessa cosa. Arrivano le autorità della città, prima della premiazione si intona l'inno nazionale, la Bayamesa, che anch'io conosco a memoria e canto insieme a loro. Noto che qualche mio vicino mi guarda incuriosito, perchè ha capito che sono uno straniero e probabilmente si stupisce che io conosca l'inno del paese. Dopo i discorsi di rito, e le premiazione con la chiamata sul palco dei premiati e la consegna di una pergamena, il tutto si conclude alla cubana, con canti e balli che investono e contagiano anche i presenti più restii. Mentre io assistevo alla cerimonia il gruppo si era spostato di qualche centinaio di metri per andare davanti alla sede provinciale del PCC dove si trova una statua del Che a grandezza naturale che porta in braccio un bambino, opera di uno scultore messicano. Visto che conosco abbastanza bene la città mi appresto a raggiungerli a piedi, e a poche decine di metri prima di arrivare alla piazza, scorgo Enrico che si sforza di parlare con due signori anziani su un marciapiede all'ombra di un albero. Quando mi vede ha un'espressione di sollievo perchè non riesce a comunicare per via della lingua, così parlando con questi due signori, scopro che uno di essi è stato un combattente rivoluzionario e ha partecipato alla battaglia agli ordini del Che. Quando lo dico ad Enrico per poco non sviene dall' emozione e vorrebbe fargli un'infinità di domande, rimaniamo a parlare per un pò, e uno dei due mi dice che lo sa che il popolo italiano vuole bene a quello cubano, ma che il governo, anche se è di centrosinistra è filoamericano, e conosce anche l'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Dopo esserci congedati dai due simpaticissimi signori anziani raggiungiamo il resto del gruppo, che è intento a scattare foto alla statua. Dopodichè ci prepariamo a lasciare la città, abbiamo diversi km da percorrere, una sosta alla città di Remedios, sempre in provincia di Santa Clara e poi arriveremo a Cayo S.Maria.

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba