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venerdì 6 maggio 2016

Studio, prevenzione e analisi del crimine: a Velletri nasce l'AISPAC

E' un'associazione nata da poco ma ha già chiare le proprie finalità e i propri progetti da portare avanti nel prossimo futuro. L'AISPAC, Associazione Italiana Studio Prevenzione Analisi Crimine, si presenta alla città di Velletri e ai Castelli Romani con uno scopo molto ampio e dei propositi nobili. 

La tematica portante, quella del crimine, viene affrontata grazie all'ausilio di varie professionalità. L'intento è oltrepassare l'aspetto mediatico dei fatti e dei reati per focalizzarsi sull'aspetto effettivo degli eventi, ponendo l'attenzione maggiore sull'approccio umano delle violenze commesse in generale.
La consapevolezza dei soci di quest'associazione, otto professionisti con competenze specifiche, è la mancanza di informazione e formazione: anche in casi come il bullismo, che non viene sentito come un vero e proprio reato, ad esempio, c'è la mancanza di individui informati e formati verso la civiltà. Questo binomio è un punto di partenza, che deve tuttavia condurre ad una concretezza d'indagine: l'AISPAC si propone di raccogliere, analizzare e fornire dei dati scientifici con progetti adeguati al territorio nell'ottica antropologica dello studio delle varie casistiche. Il lavoro si svolgerà in maniera certosina sul territorio dopo uno studio scientifico: le persone fragili vanno cercate, occorre letteralmente "stanare" le patologie in erba per accoglierle in un sistema efficace e allo stesso tempo scientifico. La Giustizia deve rappresentare per chi commette un crimine - di qualsiasi portata - e per chi lo subisce, un servizio ma soprattutto una soluzione. E' auspicabile dunque l'affiancamento di esperti del settore alle forze dell'ordine e gli inquirenti che troppo spesso si trovano coinvolti nel ricoprire più ruoli tra le svariate difficoltà che ogni caso presenta. Tutto ciò, naturalmente, in coerenza con la Costituzione Italiana: l'articolo 27 della Carta Fondamentale della Repubblica, infatti, parla esplicitamente del concetto di riabilitazione, rieducazione e risocializzazione dell'individuo che ha commesso un reato. La domanda che ne consegue, però, è se quanto affermato nell'articolo costituzionale avvenga davvero. E' evidente, infatti, che spesso le condizioni disagiate delle carceri siano in grado di creare l'effetto opposto, con gravosi costi per una Giustizia che potrebbe essere molto più efficiente e puntuale con una prevenzione ed un lavoro pensato e mirato. Anche la stampa in tal senso ha un grande potere di indirizzamento dell'opinione nei casi di reati e crimini: si ottiene una perversa devianza, poichè il ragionamento andrebbe centrato sulla vittima che invece paradossalmente in alcuni casi diventa secondaria di fronte a processi sommari e mediatici. L'AISPAC, dunque, solleva queste e altre tematiche per un recupero vero dell'individuo e per una tutela corretta della vittima. La denuncia è quella di una mancanza strutturale per rendere il giudizio dei Tribunali più scientifico, come ben rende la metafora edilizia: per fare un ponte occorrono tante figure professionali, per giudicare una persona basta una persona. Psicologi forensi, criminologi, avvocati, investigatori, medici, tecnici della sicurezza e grafologi: questi sono i mestieri dei soci dell'AISPAC, che si pone l'ambizioso ma fondamentale obiettivo di rispondere all'unico interrogativo che sarebbe necessario porsi di fronte a un crimine e cioè il perchè sia stato commesso. Il primo appuntamento dell'associazione a Velletri è già in programma per giovedì 9 giugno alle 17.30 presso la Sala Tersicore, ove avrà luogo il Convegno "Vite assassine viaggio nella mente criminale". Un'occasione per rendersi meglio conto dell'importanza degli scopi sociali di questa nuova realtà territoriale, e porsi delle domande con l'ausilio di esperte e competenti figure che possano dare una chiave di lettura più corretta e scientifica per analizzare i fatti criminosi. 

Rocco Della Corte