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sabato 14 maggio 2016

Pentecoste, "Ubriachi di Chiacchiere", a cura di don Gaetano Zaralli

Pentecoste

UBRIACHI DI CHIACCHIERE
Gv 14,15-16.23-26

TESTO
Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v`insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.


COMMENTO
“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.”.

E’ difficile contenere nella nostra mente tutto lo Spirito Santo, così, infinito com’è, perché è difficile riempire il nostro cuore dell’amore di Dio.
L’amore e i comandamenti sembrano non andare d’accordo: l’amore, infatti, segue la via della gratuità e il comandamento, al contrario, sembra privilegiare la strettoia dell’obbligo. Ma, se il comandamento è quello dell’amore, la correzione è bella e fatta: non ci sono più vicoli ciechi, né imposizioni assurde, ma solo risposte libere ad un invito pregno di cose buone.
L’amore genera l’unione mistica di Gesù con Dio nel mistero incomprensibile di una intimità di cui la stessa creatura potrebbe far  parte. Se l’uomo, dunque, è disposto ad amare, senza fare del suo cuore un contenitore di illusioni, si avvererà la promessa: “Verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.

“Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v`insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.”.

Lo Spirito Santo è un mistero che la mente umana cerca di rincorrere in mille modi con la pretesa di capirci qualcosa. Quando si pensa di avere in pugno la soluzione, tutto di nuovo scivola come un’anguilla nella libertà di chi rifiuta l’imbrigliatura degli schemi e i limiti della razionalità. Perciò il voler fare un discorso chiaro ed esaustivo sullo Spirito Santo è pura illusione.
Ci sono delle congreghe che  portano i propri adepti a lasciarsi possedere dalla Spirito fino al punto di farli vaneggiare in un clima di assoluta assenza di normale rettitudine. In quelle riunioni è come un ubriacarsi di chiacchiere, è come un voler rinunciare alla propria coscienza e alla conoscenza, tanto da lasciarsi andare anche fisicamente tra le braccia di chi con abilità manovra la seduta.  In quelle esperienze di piccole o grandi folle domina, purtroppo, la presenza di gente fragile che si lascia condurre per mano supinamente.   A capo di quelle folle, piccole o grandi che siano, possono esserci persone irresponsabili e spesso di un tale grado di stupidità da non rendersi conto del danno che fanno a chi si affida totalmente alle loro acrobazie mistiche.
E’ irresponsabile chi imbroglia il prossimo illudendolo; è irresponsabile chi, pur di soddisfare le proprie voglie di potere e le carenze affettive di cui è carico, si crea attorno un nucleo di persone che nel sudaticcio salone si agitano, si toccano, e pregano con sospiri e invocazioni ansimanti, e si esaltano a vicenda con  godimento simile a pulsazione sessuale… E quello è il miracolo!… E quello è lo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo “insegna” e desidera che gli alunni abbiano una mente sempre presente a se stessa  e una volontà capace di decidere.  I fanatismi e le ubriacature  di cui spesso si nutrono certe frange di carismatici sono il contrario della vitalità creativa, questa sì, prodotto tipico e originale di uno Spirito Autentico.
Lo Spirito Santo “ricorda” che non è cristiano sottrarsi alla realtà della vita di tutti i giorni, ingerendo false promesse e strane bevande che inebriano al solo annusarle.