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lunedì 23 maggio 2016

Diario di un viaggio/1

Il nostro viaggio a Cuba comincia nella mattinata di giovedì 28 aprile, ci ritroviamo all'aeroporto di Fiumicino, siamo in 11, oltre al sottoscritto e ad Andrea, organizzatori del viaggio, ci sono, li cito in ordine sparso: Enrico, Simonetta, Rosaria, Giovanni, Barbara, Sergio, Giancarlo, Gabriella e Angelo.

Alcuni di noi sono dei veterani, nel senso che sono già stati molte volte a Cuba, per altri è la prima volta, e sono nello stesso tempo emozionati e curiosi.
Curioso è anche il sottoscritto desideroso di toccare con mano i cambiamenti dopo il ristabilimento delle relazioni diplomatiche con gli USA, il nemico storico di Cuba e della Revoluciòn, che tanto male ha fatto all’Isla grande e la conclusione del 7° congresso del Partito Comunista di Cuba svoltosi a metà aprile. L'aereo decolla alle 10,30 con circa 30 minuti di ritardo sul previsto, il viaggio si svolge in maniera del tutto tranquilla, se escludiamo dei brevi barcollii, dovuti ai normali vuoti d'aria, atterriamo all’aeroporto internazionale Josè Martì a La Habana alle ore 16,30 locali,le 22,30 qui in Italia con circa mezz'ora di ritardo sull'orario d’arrivo previsto. Sbrigate le formalità doganali, la prima novità che noto è che ci appongono nuovamente il visto d’ingresso sul passaporto. Prima non lo apponevano per non creare problemi al visitatore in caso di viaggio negli Stati Uniti. lo apponevano solo su esplicita richiesta. Prendiamo posto sull'autobus che ci accompagna in albergo, essendo pomeriggio, ne approfittiamo subito per fare un breve giro della città, chi di noi già la conosce fa un pò da Cicerone illustrando a chi arriva qui per la prima volta i luoghi in cui passiamo, qualcuno tra i nuovi si mostra incredulo, ancora non si convince che è arrivato a Cuba, sintomo di un desiderio rimasto tale per tanto tempo e oggi finalmente appagato, sembra divorare con gli occhi le immagini della quotidianità avanera. Un’altra novità che risalta è che sul cruscotto dei taxi collettivi vi sono la bandiera nazionale e quella USA e dal primo impatto la capitale appare più sporca rispetto al passato. Dopo cena mi aspetta il primo incarico, devo accompagnare Angelo a casa di sua suocera e presentarle la famiglia di sua moglie Giorgia, rimasta in Italia, infatti Angelo ha sposato questa signora cubana da circa 10 anni fa, ma non conosce i familiari di sua moglie visto che in tutti questi anni non sono mai andati a Cuba, io invece li conosco perchè ogni volta che arrivo qui a L'Avana vado a fargli visita portandogli qualche regalino o qualcosa di utile che Angelo gli invia tramite il sottoscritto, così andiamo in taxi a casa di Conchita, la suocera, una signora molto cordiale e che credo mi voglia bene come a un figlio, tante sono le attenzioni che mi dedica quando vado a farle visita, e non dispensa le raccomandazioni tipiche dei genitori, la signora è vedova ormai da diversi anni e vive con sua nipote. Arriviamo a casa di Conchita verso le 20 ,30 e ad attenderci, oltre alla signora e a sua nipote c'è Tomàs, figlio della prima e papà della seconda. Dopo le presentazioni e i saluti si comincia a parlare, ci offrono l'immancabile caffè cubano e un bicchierino di ron, dopo circa due ore ci congediamo con la promessa di rivederci al nostro ritorno in città e torniamo in albergo, l'indomani comincia il giro, dobbiamo partire per Cienfuegos, capoluogo della provincia omonima a circa 250 km dalla capitale, seguendo un itinerario prestabilito. QUESTA NOTTE, MILIONI DI BAMBINI DORMIRANNO PER LE STRADE DEL MONDO, NESSUNO DI LORO E' CUBANO. questa scritta si incontra all'uscita dell'aeroporto de L'Avana.

Antonio Della Corte
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba