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sabato 12 marzo 2016

V Domenica T.Q. : "Lo lasciarono solo" a cura di don Gaetano Zaralli

Gv. 8, 1-11

TESTO
Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?". Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei". E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". Ed ella rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù disse: "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più".


COMMENTO
…condussero una donna…
Le “donne”,  le “donne peccatrici” in modo particolare, furono motivo di scandalo per gli scribi, i farisei e i sommi sacerdoti, dato lo strano rapporto che avevano con Gesù. In realtà chi scandalizzava era il Maestro che puntualmente si lasciava trascinare nel tranello delle contraddizioni, come in questo caso: “Tu, Gesù, sei ebreo e come tale dici di essere rispettoso della Legge, perché non vuoi allora che le adultere vengano lapidate?”.  

“Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa…”.
Dire Mosè era come dire Dio, perciò: “Dio ci ha comandato…”. Mai come in questo tempo ho sentito parlare all’interno del mondo cattolico di “coerenza”.  E la coerenza, guarda caso, si riferisce sempre all’applicazione della legge. Anche quella dell’amore è una legge per un cristiano, ma l’amore cristiano non fa muro, non fa potere, non garantisce i privilegi, non evidenzia i ruoli, non si esaurisce nella giustizia umana, non è laico, non è religioso. L’amore cristiano crea confusione negli apparati ufficiali, pur di non sottostare alle convenienze politichesi;  asseconda i relativismi intelligenti, pur di salvare le “puttane”, quelle di strada e quelle dei palazzi, quelle comprate dai mariti e le altre che dai mariti vengono vendute al migliore offerente… Gesù, che ama la libertà della “donna”, disubbidisce a Mosè.

“Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei…”
Su, coraggio, anime belle, che tra le tante siete le migliori, scagliate la pietra! Coraggio, scagliate la pietra voi che indossate le uniformi in modo impeccabile, facendo credere di avere tutto in ordine sotto la tonaca! Coraggio, scagliate la pietra voi che nella foga della coerenza, massacrate e umiliate i diversi per poi consolarli con l’ipocrita accoglienza! Anche voi, vecchi furbastri che trafficate sotto le volte delle chiese e nascondete nefandezze dietro le colonne del sagrato, scagliate la vostra pietra! Voi no, voi che con stupida sincerità vi professate peccatori più degli altri, sperando che nessuno creda mai alla vostra confessione, voi no, voi non scagliate la  pietra, perché sapete, come purtroppo lo so anch’io, che quella potrebbe ricadere fragorosamente sulla vostra testa.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo…

Con un sol colpo Gesù ha fatto pulizia attorno alla vittima. Quando nessuno si arroga il diritto di sparare condanne, sulla scena cala il silenzio dell’amore, nasce il rispetto per la fragilità, scroscia la gioia del perdono… E la Misericordia di Dio, ancora una volta, relativizza la Legge, quella di Mosè.