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sabato 5 marzo 2016

IV Domenica T.Q. - A: "Mangiamo e facciamo festa" a cura di Don Gaetano Zaralli

Lc 15, 1-3.11-24


 TESTO
Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». Allora egli disse loro questa parabola:
«Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.
Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l`anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.


COMMENTO
«Costui riceve i peccatori e mangia con loro»
Non solo li accoglie, ma addirittura li invita a cena… i peccatori! Il massimo della contaminazione!... Questo il giudizio degli scribi e dei farisei, che, seguendo la logica e le norme dell’Antico Testamento si trovavano in pieno contrasto con la Misericordia rivelata e testimoniata da Gesù. Nella società e nella cultura ebraica si stava verificando un capovolgimento epocale che con scandalo così si proponeva: non più al primo posto la legge, ma l’uomo che, nonostante il carico dei suoi peccati, va a cena col Padrone del sabato. 

… il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano …
I figli giovani che hanno il coraggio di fare scelte autonome e in contrasto, spesso, con la volontà paterna, anche se capita loro di essere prodighi, sono, comunque,  di esempio ai figli più grandi. Ce ne fossero di ragazzi coraggiosi fino al punto di raccogliere le proprie cose e partire per paesi lontani. Nella storia dei trasferimenti ci sono però delle differenze. C’è chi raccoglie i propri averi per dare inizio ad una avventura interessante e divertente; c’è, al contrario, chi mette nel fagotto, tenuto a stento dallo spago, la povertà della propria famiglia per avventure che hanno altre motivazioni, altri scopi.

Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò…
I soldi finalmente sudati e la libertà guadagnata a proprie spese portano al ravvedimento, fino al punto di fare accettare strategicamente le funzioni di schiavo ad un figlio. Ma con Dio non si può giocare d’astuzia… Il teatrino del pentimento che si scioglie in finte lacrime, viene ignorato dall’amore del Padre. L’amore converte più del cilicio. 

…il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.

Mi strappo di dosso le vesti dell’ipocrisia,  mi tolgo dalle dita gli anelli della prepotenza… e da figlio qualsiasi di un Dio che mi vuole nudo, prendo posto, vergognandomi un po’,  là dove col “vitello grasso” si fa festa.