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martedì 15 marzo 2016

Crisi del commercio e dell'artigianato, parla Mauro Leoni: "Ci associamo al grido di allarme, varie cause hanno decretato il tracollo dei consumi"

Interviene sulla crisi dell'artigianato e del commercio, e lo fa con una lucida analisi che mira ad ogni singola situazione. Così Mauro Leoni, che in un alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa locale, fa il punto della situazione analizzando cause (e conseguenze) delle problematiche relative ai temi del commercio.


"Non possiamo che associarci al grido di allarme lanciato dai colleghi che puntualmente raccogliamo nei nostri incontri sulla crisi profonda che regna tra le attività commerciali - esordisce Leoni - non solo del centro storico ma che ormai continua a persistere sull’intero sistema Paese. Ttuttavia attraverso l'esperienza maturata da parte dei nostri esercenti nel settore commerciale individuiamo le cause di tale recessione economica non in una politica errata della mobilità, ma piuttosto in una serie di cause che, concatenate tra loro, hanno decretato una caduta verticale dei consumi e nel nostro contesto urbano specifico, uno svuotamento del centro ed una fuga dal settore commerciale". 

In primis viene analizzato il problema sul commercio locale e del centro storico: "Per analizzare la situazione e trovare risposte adeguate non possiamo tacere alcune considerazioni. In primo luogo - sottolinea Mauro Leoni - Velletri registra il record negativo della presenza di Centri Commerciali nel raggio di 35 km che non possono non incidere sul commercio cittadino, infatti la desertificazione degli esercizi commerciali inizia a causa della spietata concorrenza di tali Centri Commerciali che sottraggono clientela e che allettano con offerte e intrattenimenti non sostenibili per il piccolo commerciante. Una concorrenza sleale, impari e iniqua dove la finanza la fa da padrona incurante delle normali regole del rispetto delle elementari leggi del commercio, diventato anarchico e sconsiderato. Inoltre, fattore non secondario, non possiamo non rammaricarci e continuare a rimanere delusi da quel lontano 2003 anno in cui si dava inizio con un piano regolatore sconsiderato al decadimento del nostro centro storico, scelte folli con individuazioni cui oggi resta per lo meno complicato trovarci soluzioni appropriate". 

"Cambi di destinazioni, terreni agricoli che chissà con quale prospettive divennero commerciali, e che oggi iniziano a dare alla luce mostri commerciali che indeboliranno il centro storico fino a portarlo alla morte naturale. Scelte folli e scellerate che rimasero indifferenti di fronte ai nostri richiami al buon senso, purtroppo il dio denaro vinse su ogni responsabile osservazione. Un mix deleterio che ha decretato la morte di centinaia di esercizi commerciali. A tutto ciò, basta aver maturato un minimo di esperienza nel settore per capire che il commerciante e l’artigiano sono esposti a mille balzelli nazionali, regionali, comunali a cui non corrisponde nessun servizio anzi spesso il tutto accompagnato da una burocrazia ipertrofica. Una Politica lenta che s’impantana nelle logiche perverse delle discussioni lontane dalle esigenze di chi continua a fare segno meno per ogni alzata di serranda, un tessuto sociale che continua a cercare una casa ideale che sappia difendere ciò che da molti è considerata la colonna vertebrale del sistema Paese. Una legge 33 ormai superata ,un piano del commercio regionale che stenta ad arrivare e le imprese chiudono quando possono chiudere". 

Altro tema toccato è quello del commercio abusivo: "Non manca una totale non curanza per il fenomeno del commercio abusivo che è ormai norma in alcuni angoli del territorio. Questo quadro potrebbe rappresentare la nota introduttiva per analizzare il fenomeno della crisi degli esercizi commerciali del centro storico e molto sarebbe ancora da raccontare. Riteniamo infatti che sia giunta l’ora di prendere coscienza di questi fattori: non si può più aspettare o trovare soluzioni parziali, serve un confronto serio, profondo, dove si esca dalla polemica sterile e da richieste che potrebbero risultare semplicistiche e strumentali. Un confronto che miri a coinvolgere un mondo più ampio interessando gli interventi anche dal punto di vista sociologico, oggi la riflessione serve farla più profonda e professionale possibile, superando le tesi molte volte legate ad atteggiamenti puerili e provinciali, tutti di pancia e poco costruttivi. Dopo una analisi, però serve la proposta per risolvere il problema dello svuotamento delle botteghe del centro storico e noi vogliamo avanzarla: essa passa attraverso una pianificazione strutturata, sono già in essere alcune azioni che provano a muovere il commercio, esse devono essere sostenute e pianificate insieme , mostre, arte, musica ed eventi valorizzazione del territorio e della sua storia. Serve fare un serio ragionamento per rilanciare alcune zone ormai in totale caduta verticale su Corso della Repubblica, pensare ad un progetto che preveda incentivi per chi in quella zona apra attività a specifico indirizzo con riconoscimento d’incentivi importanti, potrebbe essere una ipotesi su cui confrontarci seriamente. Strutturalmente la nostra Città ha caratteristiche poco consoni ad inserimenti di brand importanti, perciò l’unica strada e’ individuare la specificità di un tratto di strada, che possa comunque diventare attrazione per l’imprenditore e l’utente eventuale Per rioccupare le botteghe del centro storico inoltre suggeriremmo di incentivare il commercio con agevolazioni delle tariffe comunali o regionali ad esempio abbassare le aliquote sui servizi comunali (Tasi- Tosap - Tarsu ecc), almeno nella fase di start-up, investire sulla comunicazione dei parcheggi presenti in Città, già all’entrata dell’urbe, può essere utile all’utilizzo razionale delle aree di sosta. A questo va affiancata l’esigenza di una crescita del nostro settore, con atti d’indirizzo importanti che facciano fare il passo di qualità ai colleghi in maniera tale da posizionarsi nel conteso di un vero imprenditore, la ricerca di una continua formazione dove si pensa di avere carenze oggi, diventa utile ed indispensabile. Come serve sicuramente invertire la rotta e portare a capire il consumatore che oggi l’urbe va vissuta in maniera diversa e più’ a dimensione umana e non piu’ per meri interessi dei singoli , come dire il centro storico come punto di aggregazione dove incontrarsi, socializzare, condividere azioni e fare acquisti. La Confesercenti in questo continua la sua azione educativa e propositiva con iniziative pianificate non solo di carattere ricreativo ma anche con coinvolgimenti sindacali in cui il confronto sta determinando una consapevolezza ed una maturità diversa su come stare insieme ed affrontare il contesto storico. La crisi è forte e violenta ma noi abbiamo il dovere di vincerla insieme ce la faremo".