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martedì 15 marzo 2016

Bretella S. Anatolia, i dubbi di Taddei (MVL): "Lavori sembrano incompleti, barriere architettoniche e spazzatura da rimuovere"

Dopo l'apertura della nuova bretella Sant'Anatolia, non mancano le voci dissonanti sullo stato della nuova infrastruttura consegnata alla città di Velletri. Mancano ancora degli aggiustamenti, ma ad intervenire sulla questione in maniera apertamente critica è il leader del Movimento Velletri Libera Fabio Taddei.

"Qualcosa non va - ha scritto l'ex consigliere comunale alla stampa locale - dopo alcuni mesi dalla consegna sono rimasti molti lavori da completare e nonostante abbia atteso tempo per parlare nulla è stato fatto. Le rotatorie - sottolinea l'esponente politico veliterno - sono prive di toponomastica (non ci sono indicazioni per raggiungere i paesi limitrofi o altri luoghi di Velletri, e questo rende impossibile orientarsi per una persona non del posto".


Il politico veliterno continua con l'elenco indicando la caduta della tabella della scuola materna di San Giuseppe,
la numerazione civica da riorganizzare, i marciapiedi e i cigli stradali da completare e soprattutto le barriere architettoniche (mancanza di discese per disabili sui marciapiedi). "Quello che più mi preoccupa - chiosa Taddei - è l'immondizia di ogni genere derivante dai lavori, lasciata a bordo strada lungo quasi tutto il tracciato stradale, persino vicino alla scuola materna San Giuseppe; oltre ad alcune situazioni di pericolo lasciate a causa dei lavori da terminare (marciapiedi, tubature, cavi non in sicurezza dei lampioni, cordoli da sistemare". "Spero che al più presto si completino i lavori restanti", conclude il leader di Velletri Libera, avanzando anche dubbi sull'effettiva utilità dell'opera così com'è, nel senso che si devia il traffico da via Appia (evitando una parte di centro urbano) riportandolo però da via Moresi su viale Oberdan, in una zona già trafficata per le scuole e per la mobilità interna.
Una soluzione potrebbe essere progettare un secondo stralcio di circonvallazione che continuando a costeggiare il fosso di S. Anatolia arrivi presso S. Maria dell'Orto, riportando l'automobilista (e i mezzi pesanti) di nuovo sulla via Appia ma evitando tutto il centro urbano veliterno.