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martedì 9 febbraio 2016

V Domenica T.O. – C: "La chiamano vocazione" a cura di don Gaetano Zaralli

       
Lc 5, 1-11

TESTO
Un giorno, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: "Prendi il largo e calate le reti per la pesca". Simone rispose: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti". E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontanati da me che sono un peccatore". Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini". Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. 


COMMENTO
Un giorno… vide due barche…
E’ vero, i progetti della Provvidenza sembrano nascere all’improvviso, come fatti casuali che sfuggono alla volontà e ai calcoli della mente umana. Per cui è inutile chiedersi per quale motivo e per quali circostanze particolari una persona si ritrova a essere frate, anziché genitore di tanti figli… o suora, anziché madre di numerosa famiglia …
Un giorno Gesù vide due barche e, guarda caso,  in quelle c’erano dei pescatori… che saranno, poi,  pescatori di uomini. Quando l’ideale e non la convenienza ci porta a fare scelte importanti, là c’è una vocazione.

Salì in una barca, che era di Simone…
Volete farmi credere che Gesù delle due barche solo a caso scelse quella di Simone? E’ come se mi si volesse fare intendere che dei tanti chierichetti che gironzolavano nelle sale parrocchiali dei miei tempi, il Signore abbia posato gli occhi, così per caso, su di un marmocchio che di diverso, rispetto agli altri, aveva solo una normalissima fossetta sul mento. Se la “vocazione” è una scelta che tutti nelle vita debbono fare, indipendentemente dagli obiettivi che ciascuno si prefigge di raggiungere, la vocazione del prete non ha nulla di diverso rispetto alle altre, se non la pretesa di farsi chiamare “santa”.

“Prendi il largo e calate le reti per la pesca”.
“Prendi”, “calate”. Un invito al capo e un ordine alla ciurma. Il capitano, senza la ciurma, non pescherà mai nulla. Lo ricordi il Papa, quando dall’alto contempla le grandi folle; lo ricordi il parroco, quando dal pulpito rampogna le sue pecorelle: se non ci fosse quella gente nelle piazze e se non belassero quelle pecore presso gli altari, il papa sarebbe solo un fantasma che vaca per stanze vuote e il prete un semplice impiegato di curia che scalda poltrone… Papa, preti, genitori, governanti, maestre d’asilo e professori di università, imparino a prendere il largo con intelligenza, se desiderano che la ciurma getti le reti per una pesca miracolosa.

 Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

I progetti di vita, strada facendo, possono cambiare e, se le modifiche che si apportano al programma iniziale sono sofferte, libere e disinteressate, non avranno mai il sapore del tradimento. Mai condannerò il prete che per motivi sui abbandonerà gli altari; mai mi ergerò a giudice nei confronti di chi, preso da crisi di seria portata,  si libera di un matrimonio fatto solennemente in chiesa.