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lunedì 8 febbraio 2016

Questione Fondazione Cultura, Spv: "L’amministrazione di Velletri abdica alla gestione delle politiche culturali e lascia il bene pubblico in mano ai privati"

In riferimento alla recente pubblicazione della delibera della Giunta del Comune di Velletri N° 20 DEL 29/0172016 Sinistra per Velletri prende atto che, l’Amministrazione comunale intende abdicare alla gestione della cultura e demandare il tutto ai privati. 


Una scelta attuata attraverso lo strumento della fondazione costituita assieme a due soggetti privati che operano sul territorio individuati senza una procedura pubblica che, negando ad altri soggetti di poter manifestare il proprio interesse per un’iniziativa di portata strategica per la Città di Velletri, crea un precedente che respingiamo con determinazione.

Ovvio che più di qualche domanda sorge spontanea e non solo alla nostra organizzazione. Proviamo, nell’ordine ad evidenziarne alcune: Chi ha deciso, e come, chi sono i due soggetti? Chi ha deciso, che tale affidamento debba durare 20 anni? Sulla base di quali criteri e impegni economici ciò è stato determinato? Chi ha scelleratamente deciso, che l’ente pubblico, pur ponendo a disposizione della Fondazione gran parte del suo patrimonio immobiliare, nella composizione del Consiglio Direttivo sia posto in condizione di minoranza permanente? Perché, su un tema così importante per la nostra Città, si decide di arrivare in Consiglio Comunale senza un preventivo confronto pubblico con tutti i portatori di interessi che operano nel settore sia professionalmente che a livello di volontariato? Perché, si è già deciso l’assetto organizzativo del nuovo soggetto? Chi sono coloro che già si sentono Direttore Artistico e Direttore Amministrativo “in pectore”? Perché, delegittimare e mortificare ancora una volta il Consiglio Comunale, il suo ruolo di rappresentanza come espressione e spazio di gestione della cosa pubblica riducendo i consiglieri comunali a semplici “passacarte” di decisioni assunte in altra sede? Al momento, l’unica risposta certa, a queste ed altre domande, è che questa iniziativa dimostra che ancora una volta c’è chi confonde la gestione della cosa pubblica con la gestione di un bene privato.


Comunicato stampa