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martedì 9 febbraio 2016

Fondazione cultura, insorgono Greci e Trivelloni: "Dinamiche torbide, si vuole svendere la cultura"

Continua a far parlare di sè la fondazione cultura: tante le voci, dissonanti, rispetto all'ultimo atto deliberato dalla Giunta veliterna tra l'altro in assenza dell'assessore alla Cultura stesso, che dunque non ha votato.


Assistiamo con stupore e sconcerto - ha dichiarato Giorgio Greci - alla recente pubblicazione della delibera di Giunta del Comune di Velletri con la quale l’Amministrazione comunale, facendosi persino beffe delle prerogative del consiglio, ma soprattutto calpestando il buon senso e mercificando l’impegno e la passione di tanta gente, intende privatizzare la gestione della cultura, demandandone la gestione ai privati”.

"La delibera - continua Greci - ci lascia a dir poco perplessi e preoccupati circa le pieghe che tante faccende stanno prendendo nella nostra città, dove si è già tentato di affossare gli agricoltori con un impianto biogas di cui non se ne avvertiva la necessità. Privatizzare la cultura è qualcosa di indicibile, che ci lascia attoniti e contro il quale combatteremo strenuamente, come già fatto di fronte a provvedimenti in cui l’interesse generale sembrava messo in secondo piano, sacrificato sull’altare di dinamiche a dir poco torbide”.
Non è da meno Lamberto Trivelloni, ex assessore sempre presente sulle questioni politiche veliterne. Per quanto riguarda la delibera pro fondazione, l'esponente di Patto Popolare è chiaro: "L'amministrazione servadio sta barbaramente liquidando la cultura e la Proloco città di Velletri. Ne sancisce il loro fallimento e li sostituisce con una fondazione i cui soci sono stati individuati con il metodo " tre amici al bar ", senza alcuna discussione nel consiglio comunale, una relazione autorevole a sostegno ed un bando di evidenza pubblica che ne certificasse la trasparenza. In questi anni - afferma il duro intervento di Trivelloni - hanno distrutto manifestazioni popolari e tradizioni millenarie, mentre adesso vogliono svenderle per obiettivi ben diversi dall'interesse generale, culturale e sociale della nostra comunità"..