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martedì 9 febbraio 2016

Fondazione cultura, Cestrilli (PD) sulla bufera: "Non si svende niente, valorizziamo al meglio il grande patrimonio recuperato"

La fondazione cultura ha ridestato gli animi delle opposizioni, e tutti i partiti dal Movimento Cinque Stelle alla Sinistra passando per Patto Popolare e la lista Live hanno detto la loro scagliandosi con forza contro la nuova iniziativa della Giunta.

Sulla delibera Velletri Life ha sentito in esclusiva il segretario del PD Gianfranco Cestrilli, al quale è stata chiesta una posizione su quanto sta accadendo nell'amministrazione e su eventuali malumori anche interni ai dem. "La giunta ha fornito un contributo ai consiglieri e alle forze politiche - ha detto il segretario - ed è un contributo aperto a cambiamenti che ne migliorino la funzione".
Quello che salta all'occhio però è l'assenza dell'assessore alla Cultura, Ilaria Usai, che non ha preso parte alla votazione pur avendo le deleghe alla cultura: "Sull'assenza dell'assessore e su un suo eventuale dissenso non saprei dire, a me non risulta, del resto un eventuale dissenso si sarebbe potuto manifestare con una sua presenza nella riunione di giunta". "Sul merito, esprimendo sempre una valutazione personale - continua Cestrilli - e limitandomi al rischio infondato di privatizzazione della cultura paventato da alcune forze politiche, posso dire che ritengo la fondazione uno strumento utile anche per garantire nel tempo risorse non solo pubbliche alle attività culturali. Per il resto l'approfondimento dei partiti di maggioranza e dei loro consiglieri ci sarà e in quelle sedi si valuteranno modifiche, in accordo con l'amministrazione e sgombrare equivoci sulla natura pubblica dello strumento. Non si svende nulla, anzi, si cerca valorizzare al meglio il grande patrimonio recuperato da questa amministrazione, perché è opportuno ricordare che prima dell'arrivo della Amministrazione Servadio non c'erano il Teatro Artemisio "Gianmaria Volonte', non c'era Villa Bernabei, e non c'era il Convento del Carmine, o meglio c'erano ma in condizione di assoluto degrado e abbandono". Secondo il segretario democratico dunque non c'è rischio di privatizzazione della cultura:  "Con la Fondazione - ha concluso - si cerca di creare uno strumento che possa al meglio valorizzare e far godere ai cittadini queste bellezze recuperate".