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venerdì 29 gennaio 2016

Unioni civili, una legge ponderata e giusta: "Il ruolo guida del Pd dovrebbe rendere orgogliosi i democratici"

Alle porte dell’universo non si arriva in fila ma tutti in modo diverso; la parafrasi della celebre canzone “Telefonami tra vent’anni” di Lucio Dalla si potrebbe usare come titolo del dibattito in corso sulle Unioni civili. 


 Una legge ponderata e giusta che affronta, finalmente, la questione sulle unioni civili ponendo centralità sulla libertà della persona di scegliere la sua strada senza alcuna discriminazione. Un percorso evolutivo che porta l’Italia a dotarsi di una buona legge costruita con attento confronto rispettoso di tutte le posizioni.

Una legge che regola l’amore e gli affetti non può essere discriminata da lobby di alcun tipo, solo un autentico confronto culturale aveva ragione di essere attuato, così è stato e il prodotto che sta per essere approvato segna un passo avanti di un Paese laico e moderno con i piedi ben piantati sulle sue radici cristiane. È stato un errore radicalizzare ideologicamente la discussione sull’opzione dell’adozione del figlio del partner, quello era un passaggio delicato ma è stato affrontato con serietà fino a far emergere il principio naturale di amore e di famiglia. Sancire che il figlio naturale della persona che ami è anche tuo figlio è un segno di civiltà e di rispetto; garantisce il futuro al minore, crea armonia nella coppia e lascia morire in pace il genitore che sa di non abbandonare suo figlio. Pensiamo a un solo istante al caso che questo figlio sia disabile… Una buona pagina di politica e di mediazione che il Partito democratico ha saputo condurre forte della sua pluralità e convinzione che su questi temi il Paese è pronto. Una punta di orgoglio da militante democratico: solo il Pd poteva condurre questa battaglia di civiltà e lo ha fatto!

Luca Masi